Qualche volta, magari per descrivere qualcuno che sta poco bene o che, all’apparenza, non trasmette gioia o felicità, vengono usate frasi del tipo “sembra un morto che cammina” o ancora “sembra più morto che vivo”. Affermazioni di per sé non belle e che purtroppo, in alcuni casi, risultano essere quasi vere. È il caso di coloro che soffrono della sindrome di Cotard.

Una malattia mentale conosciuta anche come delirio nichilista o di negazione che porta le persone che ne soffrono alla convinzione di essere morti o in fase di decomposizione. Una sorta di stato di inesistenza, di assenza di emozioni, in cui il soggetto si percepisce come totalmente esterno a sé e, per questo, morto.

Ma vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta e da cosa deriva questo terribile disturbo mentale.

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Che cos’è la sindrome di Cotard?

Come detto, la Sindrome di Cotard è una rara malattia psichiatrica. È caratterizzata dalla convinzione, da parte del soggetto coinvolto, di essere morto, di avere perso tutti gli organi vitali e di essere in stato di decomposizione. Tanto che alcuni pazienti affermano di sentire l’odore della propria carne che marcisce.

Viene chiamata anche “sindrome dell’uomo morto” e “sindrome del cadavere che cammina” appunto per la delirante certezza di chi ne soffre di non esistere poiché già morto.

Inserita nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali nella classe delle illusioni somatiche, la sindrome di Cotard venne descritta e diagnosticata per la prima volta a Parigi dal neurologo Jules Cotard alla fine del XIX secolo, analizzando il caso di una donna (Mademoiselle X).

La donna dichiarava di non poter morire naturalmente perché condannata alla dannazione e di aver perduto tutti i suoi organi interni. Un vero e proprio delirio tanto che, prima di prendere il suo nome, Jules Cotard definì questa malattia come “le délire de négation”, il delirio di negazione.

Una condizione per cui corpo e mente sono totalmente dissociati e sui due piani esistenziali diversi. Uno, il corpo, in una realtà sconosciuta (e per questo decomposto o inesistente). L’altro, il cervello, in uno spazio altrove, distinto, vivo. Il tutto in modo graduale.

Le fasi

La sindrome di Cotard, infatti, si sviluppa in tre fasi:

  • durante la prima fase il soggetto vive in uno stato di grave depressione caratterizzato anche da eventi psicotici e ipocondria;
  • nella seconda fase inizia la negazione vera e propria dell’essere in vita e il paziente comincia a dichiarare di aver perso il suo sangue e i propri organi vitali;
  • durante la terza e ultima fase, la più grave, questa condizione diventa cronica. Il soggetto inizia a soffrire di allucinazioni che gli impediscono di capire la realtà e ciò che lo circonda. Rafforzando sempre di più la sua convinzione di essere morto.

Questa cronicità della malattia porta anche a credere che tutte le persone care siano decedute o che siano state sostituite con impostori, un altro disturbo mentale conosciuto come illusione di Capgras.

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Le cause

Una patologia terribile, quindi, ed estremamente misteriosa. Le cause alla base della sindrome di Cotard, infatti, sono ancora sconosciute. È stato ipotizzato, però, che la patologia nasca da un’interruzione delle fibre nervose, il cui compito è quello di mettere in comunicazione il centro delle emozioni con le zone sensoriali.

Una disfunzione cerebrale (il modo in cui il cervello elabora le informazioni) dovuta a una dissociazione tra le aeree predisposte al riconoscimento facciale e quelle che elaborano le emozioni (amigdala e sistema limbico).

Questo porta a una corretta elaborazione dei dati ricevuti dall’esterno da parte del paziente, ma a cui corrisponde una risposta emotiva totalmente estranea, senza significato o senso alcuno.

La totale assenza di emozioni o di qualunque importanza a livello emotivo, quindi, porta il soggetto a credere a l’unica cosa razionale per lui possibile e che possa spiegare questa condizione, ovvero l’essere morto.

Una sorta di coma emozionale. Attraverso l’uso della Tac, infatti, è stato dimostrato come la funzionalità cerebrale dei soggetti interessati dalla sindrome di Cotard, sia paragonabile a quella di una persona durante il sonno o l’anestesia. Motivi per cui il soggetto malato pensa di non esistere.

Sindrome di Cotard: i sintomi

Ed è proprio questo uno dei sintomi più rilevanti della sindrome di Cotard, la totale negazione di esistere che a sua volta genera un distacco dalla realtà e l’assenza della percezione di se stessi.

Ma non solo. La sindrome di Cotard determina un vero e proprio delirio di negazione riferito a tutto ciò che riguarda la vita stessa. Da qui la convinzione di:

  • essere morto;
  • essere senza sangue;
  • aver perso gli organi vitali come cuore, polmoni, fegato o varie parti di corpo;
  • sentire l’odore della propria carne in stato di decomposizione;
  • aver subito una trasformazione o pietrificazione del corpo;
  • aver perso l’anima e, quindi, non esistere (questo nei casi più gravi).

Uno stato di delirio accompagnato da allucinazioni uditive, ansia, ipocondria, melanconia, comportamenti autolesionisti o aggressivi verso gli altri e depressione.

Sintomi che appaiono gradualmente e che portano il soggetto a un volontario allontanamento dalla vita sociale e famigliare, oltre alla mancanza della cura personale (igiene e alimentazione).

Il paziente, infatti, distorce tutto ciò che arriva dall’esterno, compreso lo stimolo alla sopravvivenza e alla ricerca del proprio benessere, arrivando anche a smettere di mangiare e bere, fattori che possono degenerare in un rischio concreto di suicidio o di morte per assenza di nutrizione.

In alcuni casi, poi, le persone colpite dalla sindrome di Cotard iniziano a frequentare assiduamente i cimiteri o chiedono di poter accedere agli obitori, per poter restare insieme ad altri morti.

Sindrome di Cotard: testimonianze

Richiesta testimoniata anche in un report pubblicato sul sito del National Institutes of Health (NIH). Nel report è stato riportato il caso clinico di una donna filippina di 53 anni affetta dalla sindrome di Cotard.

La donna, dichiarandosi morta e in stato di decomposizione, chiese alla sua famiglia di essere portata all’obitorio. Motivo per il quale venne ricoverata in un ospedale psichiatrico dove venne accertata la presenza della patologia.

Ma questa non è certo l’unica testimonianza. Anche la celebre scrittrice Esmé Weijun Wang ha sofferto di questa patologia nel 2013. Come racconta lei stessa in un articolo Perdition Days: On Experiencing Psychosis, durante un volo aereo svenne, perdendo i sensi per circa quattro ore.

Da lì, dopo un periodo di spossatezza e di percezione distorta della realtà, preoccupata di avere i primi sintomi della psicosi, iniziò a leggere e informarsi. In breve tempo arrivò  alla conclusione che durante quel volo non era svenuta come le avevano fatto credere ma, in realtà, era morta.

Questa condizione la portò a non voler più mangiare e a credere che anche i suoi affetti fossero deceduti.
Fortunatamente venne curata in fretta dalla malattia e tornò alla sua vita “normale” e alla sua attività di scrittrice.

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Come guarire dalla sindrome di Cotard

Guarire dalla sindrome di Cotard, quindi, è possibile. Questa patologia, infatti, molto spesso si presenta simultaneamente ad altre malattie mentali, come la schizofrenia, la demenza e altre lesioni cerebrali e per le quali si prevede un trattamento basato su:

  • farmaci antipsicotici (utili per i deliri e le allucinazioni);
  • stabilizzatori dell’umore;
  • antidepressivi (per aiutare nella gestione della tristezza e della disperazione).

Per la sindrome di Cotard il rimedio più utilizzato è la terapia elettroconvulsivante (TEC) o elettroshock (l’induzione di convulsioni attraverso scariche di corrente elettrica nel cervello).

Importante, poi, sono le sedute di psicoterapia poiché contribuiscono a migliorare la prognosi del disturbo. Questi incontri con un medico specializzato (di cui è indispensabile il consulto), infatti, aiutano il paziente a:

  • ripristinare un adeguato esame della realtà;
  • ritornare allo svolgimento delle funzioni principali della persona;
  • aiutare a superare la sintomatologia per la ripresa graduale del corretto equilibrio.

Elementi alla base del benessere di ognuno.

Rivolgersi a uno specialista, quindi, è fondamentale per guarire da questa patologia. Non basta credere di stare bene e agire di conseguenza. Questo perché la mente è tanto affascinante quanto pericolosa.

Solo con l’aiuto di chi si ha vicino e di persone qualificate, è possibile comprendere e diagnosticare malattie come la sindrome di Cotard, per poter superare questa visione delirante del mondo circostante e di se stessi e ritornare alla vita.

Articolo originale pubblicato il 12 Ottobre 2020

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