Reverse diet, la verità sulla dieta che promette di farti dimagrire mangiando

È davvero possibile rimettersi in forma consumando più calorie e mangiando di più? Con la reverse diet o dieta inversa sembra proprio di sì. Scopriamo insieme di cosa si tratta e quando si può seguire questo regime alimentare che inverte le nostre abitudini alimentari.

ATTENZIONE: il presente articolo ha puramente scopo informativo riguardo le caratteristiche della dieta in oggetto. Ma non vuole in alcun modo supportare l’idea che ci siano regole o canoni estetici da raggiungere o che la propria personale forma fisica dipenda necessariamente da cause mediche o problemi di salute.

Nata dall’esigenza di un’infermiera qualificata di tornare al suo peso ideale dopo due gravidanze e diventata il vademecum di molti sportivi che la utilizzando per avere più calorie da bruciare durante i periodi di allenamento serrato, la reverse diet è una strategia alimentare ormai piuttosto nota. Nasce da un principio tutt’altro che nuovo, ovvero invertire i pasti, spostando la cena a colazione e la colazione a cena.

Il motivo? Riabituare il corpo alle calorie in modo graduale, per riattivare il metabolismo che, in seguito a diete ipocaloriche troppo prolungate o a periodo di restrizione, può essersi bloccato o abituato a un consumo calorico limitato, permettendogli così di funzionare nuovamente e rimettersi in moto nel modo corretto, contribuendo al mantenimento della propria forma fisica ed eventualmente aiutandolo a perdere peso.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta, cos’ è e come funziona la reverse diet e quali benefici o controindicazioni comporta per l’organismo.

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Reverse diet, cos’è e come funziona

Come visto, la reverse diet è una strategia alimentare nata dalla necessità e desiderio di un’infermiera qualificata, Tricia Cunningham, di perdere i chili accumulati e mai più persi dopo due gravidanze, ritornando, quindi, al suo peso forma ideale.

Un scoperta casuale che ha permesso alla donna di perdere circa 70 chili semplicemente ribaltando l’ordine dei pasti e aumentando il numero di calorie consumate, e che oggi si può conoscere anche grazie al libro dedicato “The Reverse Diet: Lose 20, 50, 100 Pounds or More by Eating Dinner for Breakfast and Breakfast for Dinner”, scritto dalla stessa Cunnigham in collaborazione con la nutrizionista Heidi Skolnik.

Dimagrire mangiando di più quindi? Si potrebbe dire di sì.

La reverse diet, infatti, si basa sul presupposto che, aumentando la quantità calorica assunta con il cibo invertendo i pasti della giornata e praticando attività fisica, si vada a combattere il rallentamento del metabolismo, ovvero quel fenomeno di difesa attuato dal corpo in seguito a periodi di carestia o limitazioni alimentari o anche quando viene sottoposto a sforzi fisici.

Motivo per cui la reverse diet è diventata una sorta di bibbia per gli sportivi (soprattutto per i body builder) che la utilizzano per avere le calorie necessarie da bruciare per svolgere attività fisica intensa prolungata.

Di fatto, quindi, ciò che si limita a fare la reverse diet è invertire i pasti nell’arco della giornata, partendo con una colazione/cena proteica a base di pesce, pollo, carni magre, uova, ecc. e verdure, un pranzo leggero a base di cereali integrali come il riso e pesce, unito al consumo di acqua e limone e per finire una cena/colazione light, preferendo cibi leggeri come dei cereali e succhi di frutta o spremute, ovviamente senza zuccheri aggiunti.

Il tutto aumentando leggermente le calorie assunte (circa il 3% sul totale, più o meno dalle 80 alle 100 calorie in più a settimana), in modo graduale, lento e continuativo, permettendo al corpo e al metabolismo di riabituarsi a lavorare e di riprendere la sua normale velocità.

I benefici della reverse diet

Ma non solo. Tra i benefici legati alla reverse diet (o reset metabolico) la riattivazione del metabolismo e delle sue funzioni non è l’unico che si può riscontrare (e che già da solo è un enorme tassello per il benessere del corpo). Tra i diversi vantaggi legati alla dieta, infatti, ci sono:

  • il miglioramento di eventuali squilibri ormonali;
  • l’aumento dell’energia fisica e mentale;
  • una maggior pienezza muscolare;
  • l’aumento della tonicità;
  • l’aumento del consumo calorico e della quantità di cibo consumata (e quindi miglioramento dell’umore);
  • la riduzione del senso di fame o della difficoltà digestiva;
  • un dimagrimento (sempre dovuto alla riattivazione corretta del metabolismo) fino al proprio livello ideale di mantenimento;
  • il contrasto ai casi clinici di obesità;
  • un aumento della massa magra.

Il tutto ovviamente solo seguendo le indicazioni di un medico specializzato e nutrizionista, presenza imprescindibile per l’esecuzione della dieta e in grado di conoscere il proprio fabbisogno calorico giornaliero e la quantità di massa magra e grassa presente nel corpo. Dati necessari a definire la quantità calorica e gli alimenti più appropriati in base alle necessità specifiche di ciascuno.

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Reverse diet: un esempio di menu

Ma cerchiamo di capire meglio cosa si intende per inversione dei pasti e come si potrebbe strutturare un tipico menù durante la reverse diet.

Come detto, alla base della dieta c’è lo spostamento dei pasti nell’arco della giornata. Pasti che hanno la loro massima concentrazione calorica nelle prime fasi del giorno, mattina e primo pomeriggio, lasciando la sera ad alimenti più leggeri e in minor quantità. Ecco come.

Lunedì

Colazione/cena: filetto di salmone con verdure grigliate
Pranzo: pasta integrale con verdure saltate in padella, olio EVO.
Cena/colazione: fiocchi di avena con frutta fresca.

Martedì

Colazione/cena: petto di pollo alla piastra o al forno, insalata mista e dadolata di zucchine e melanzane.
Pranzo: riso integrale allo zafferano con gamberetti e pomodorini.
Cena/colazione: mix di cereali integrali in fiocchi con frutta fresca.

Mercoledì

Colazione/cena: lenticchie con pomodoro, con contorno di broccolo e carote.
Pranzo: quinoa con dadolata di verdure saltate in padella.
Cena/colazione: centrifugato di frutta fresca.

Giovedì

Colazione/cena: branzino al forno con verdura mista cruda e finocchi al forno.
Pranzo: spaghetti di grano saraceno con pomodorini feta e cime di rapa.
Cena/colazione: succo di frutta fresca e fette biscottate integrali con marmellata senza zucchero.

Venerdì

Colazione/cena: sgombro alla piastra con patate al forno verdura mista cruda.
Pranzo: cous cous con verdure, come broccoli, pomodori, peperoni, cipolle, ecc.
Cena/colazione: mix di cereali integrali in fiocchi con frutta fresca.

Sabato

Colazione/cena: fesa di tacchino con limone, cavolfiore bollito e fagiolini.
Pranzo: mix di riso venere e riso rosso con dadolata di verdure (zucchine, carote, pomodorini rossi e gialli, piselli, ecc.).
Cena/colazione: fiocchi di avena con frutta fresca.

Domenica

Colazione/cena: fagioli con cipolle, pomodori e pezzetti di formaggio tipo provola.
Pranzo: pasta integrale al pomodoro e basilico o condita con sugo di verdure a scelta
Cena/colazione: centrifugato di frutta fresca e cereali.

Il tutto senza dimenticarsi di bere tanto e di aggiungere acqua e limone come bevanda durante il pranzo.

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Le controindicazioni alla reverse diet

Una dieta variegata, completa e facilmente gestibile. E che, basandosi su un fabbisogno e bilancio calorico settimanale, risulta anche particolarmente flessibile. In sostanza se sapete di avere una cena con gli amici è sufficiente regolare le calorie degli altri pasti, nei giorni precedenti o a seguire.

Oltre al fatto che, se effettuata correttamente e sotto la supervisione medica, la reverse diet non presenta effetti collaterali. In caso contrario, però soprattutto a causa dell’errata suddivisione e gestione calorica, la reverse diet può portare qualche problema, come l’aumento di peso generato da un consumo calorico eccessivo e/o immediato a cui il corpo non è ancora abituato.

Insomma, sempre ricordando di evitare il fai da te e non dimenticandosi mai dell’importanza di seguire una corretta attività fisica come parte integrante della dieta e della vostra vita, la reverse diet può rappresentare un aiuto a chi volesse rimettere in moto il proprio metabolismo, garantendosi tutti i benefici che ne derivano e godendo del benessere che si è sempre desiderato. In modo graduale, lento ma con effetti a lunga durata.

Articolo originale pubblicato il 22 Ottobre 2021

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