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"Ho sofferto così tanto e così a lungo, ma i giorni bui non durano per sempre"

Haylee ha sofferto di attacchi di panico, agorafobia, OCD, depersonalizzazione. Ma, con tanto impegno, oggi può dire di aver vinto.
Questo contenuto fa parte della rubrica “A passo di ansia”

Mi chiamo Haylee, ho 26 anni e vivo a Melbourne.

Soffro di una varietà di disturbi di salute mentale che ho sviluppato fin dall’infanzia. Sono stata cresciuta dai miei incredibili nonni fin da quando ero piccola.

Sono sempre stata una persona molto ansiosa, ma all’età di 12 anni ho avuto il mio primo attacco di panico e in seguito mi è stato diagnosticato il disturbo di panico a causa dei ripetuti attacchi. Alla fine ho sviluppato l’agorafobia, che ti impedisce di lasciare la tua casa a causa della paura di avere un attacco di panico in un ambiente pubblico.

Ho sperimentato i farmaci antidepressivi all’età di 16 anni perché non ero in grado di lasciare il mio quartiere a causa degli attacchi di panico estremi. Il farmaco mi ha aiutato e una volta tornata stabile, ho interrotto il trattamento. Sono stata bene dall’età di 17-25 anni. Nel 2017 ho sofferto di una crisi di nervi a causa dello sviluppo del pensiero intrusivo OCD e del disturbo di depersonalizzazione/ derealizzazione.

Questi disordini e gli attacchi di panico mi hanno fatta diventare un’aspirante suicida a causa del crollo nervoso che avveniva proprio nello stesso periodo in cui entrambe le mie nonne morivano.

Dopo essere stata tormentata da terrificanti pensieri intrusivi, disturbi ossessivi compulsivi, depersonalizzazione e attacchi di panico, sono passati 2 anni dal mio esaurimento nervoso e senza farmaci, molta terapia cognitiva comportamentale con il mio psicologo, una terapia per curare la mia agorafobia, una buona dieta ed esercizio fisico.

Oggi sto molto meglio e sono in grado di godere la mia vita al massimo. Vorrei che chiunque altro stia lottando nello stesso modo o in un modo simile sapesse che i giorni bui non durano per sempre, e che si può recuperare indipendentemente da quanto possa sembrare impossibile in quel momento. Come persone abbiamo bisogno di assumerci la responsabilità della nostra stessa felicità e prendere le decisioni giuste per aiutarci nella ripresa. Se posso farlo io, chiunque può“.

Haylee non ha sofferto di un singolo disturbo mentale, ma di una serie di condizioni che avrebbero piegato chiunque, a cui si deve aggiungere la perdita di entrambe le nonne. Nonostante ciò, con moltissima forza di volontà, lei ha deciso di non dipendere dai farmaci e di non abbandonarsi alla malattia, ma di lottare, affidandosi alla psicoterapia e aumentando la propria autostima. E il messaggio che lancia per incoraggiare chi, come lei, sta tuttora soffrendo, è forte e bellissimo: è una battaglia durissima, ma esiste il modo per superarla.

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