Quando si parla di yoga e delle sue tante varianti, ciò che conta davvero è solo una cosa: iniziare a farlo. E il motivo sta negli infiniti benefici insiti nella sua filosofia e nella pratica stessa. Questo anche a seconda della caratteristiche fisiche di ciascuno e della tipologia di yoga che si sceglie di provare, da quelle più dinamiche a quelle più lente e fluide, come per esempio lo yin yoga.

Si tratta di uno stile caratterizzato da una pratica lenta, omogenea, armoniosa, introspettiva, che punta ad agire in modo profondo su corpo e mente, stimolando la muscolatura e andando a lavorare sui tessuti connettivi del nostro organismo.

Questa pratica permette al respiro di fluire nel corpo e riporta uno stato di benessere ed equilibrio generale sia a livello fisico che mentale. Insomma, una pratica che vale davvero la pena di provare.

Ma cerchiamo di capire meglio cos’è lo yin yoga, quali sono i suoi benefici ed eventuali controindicazioni e come si pratica.

Yin yoga: che cos’è?

Quando si parla di yin yoga si fa riferimento a una disciplina che va a lavorare su tutte le varie parti del corpo in modo omogeneo e fluido, andando in profondità e stimolando sia i muscoli che i tessuti connettivi (legamenti, tendini, articolazioni e ossa) e portando di conseguenza un grande rilassamento ed energia all’intero organismo.

Uno stile morbido, dolce e lento, in cui si mantengono più a lungo le diverse asana ma in modo rilassato, senza forzare i movimenti, ma permettendo al corpo di arrivarci in modo delicato e graduale e in accordo con le proprie peculiarità e con ciò che il corpo permette di fare.

Una pratica che quindi ben si adatta a chiunque, a prescindere dall’età e dalla preparazione fisica di base della persona, e che permette di lasciare andare eventuali tensioni, rilassando corpo e mente in modo tranquillo e profondo.

I principi dello iyengar yoga: benefici e controindicazioni alla pratica

Storia e principi dello yin yoga

Uno stile, quello dello yin yoga, introdotto in occidente intorno agli anni ’70, ad opera di Paulie Zink, un campione di arti marziali e insegnante di Taoismo che ha unito tra loro diverse pratiche tra cui quelle dell’Hatha yoga e del Taoismo stesso.

Questa tipologia di yoga venne poi integrata e modificata prima da un suo discepolo, Paul Grilley, che la sviluppò tenendo conto delle sue conoscenze di medicina cinese e anatomia, e poi da Sarah Powers, che creò una serie di sequenze utili a stimolare l’energia del corpo grazie alla conoscenza dei diversi meridiani che lo attraversano.

Una pratica che di fatto, si basa proprio sul concetto femminile della parola “yin” (opposto allo “yang” che identifica il principio maschile) e che punta alla comprensione di se stessi, delle proprie sensazioni ed emozioni e alla meditazione. Percependo ciò che avviene nel corpo e a livello interiore e guidando il praticante all’ascolto, al rispetto e alla scoperta di sé. Il tutto seguendo tre principi di fondo:

  • il mettersi nelle varie asana in modo graduale, fino a raggiungere il punto di tensione ottimale ma senza mai forzare;
  • restare fermi, calmi e immobili nella posizione (le uniche eccezioni sono se si sente dolore, cosa che non deve mai avvenire, e se dopo il rilascio dei tessuti connettivi si sente di poter estendere maggiormente la posizione);
  • il mantenere le asana a lungo, dai tra i tre e i cinque minuti.

Il tutto lasciando che il corpo si adatti alle varie posizioni in modo passivo e lentamente, con estrema gentilezza.

I benefici dello yin yoga

La stessa gentilezza che si dovrebbe avere nella vita quotidiana sia verso gli altri che, in primis, verso di sé. Un mood che è insito nella pratica dello yin yoga e che viene assorbito da chi la esegue, facendolo proprio e diventando parte integrante della vita stessa. Oltre a tutti gli altri benefici legati alla disciplina dello yoga e a questo stile in particolare.

Tra i vantaggi dello yin yoga, infatti, ci sono:

  • il miglioramento della mobilità articolare;
  • l’incremento della flessibilità muscolare e articolare di tutto il corpo;
  • miglioramento posturale;
  • la prevenzione e la cura di eventuali lesioni e dolori;
  • un maggior equilibrio dei meridiani;
  • miglioramento della circolazione sanguigna;
  • la stimolazione del flusso energetico nell’organismo;
  • attivazione dei chakra;
  • un rilassamento profondo sia del corpo che della mente.

Inducendo calma e tranquillità dentro e fuori di sé e una più ampia consapevolezza personale.

Yin yoga: sequenze, asana ed esercizi

Il tutto attraverso l’esecuzione di asana e sequenze utili a far lavorare in modo profondo il corpo ma senza forzarlo, adattando la propria pratica di yin yoga al grado di tollerabilità di ciascuno e utilizzando eventuali supporti se necessario, come cuscini, coperte o mattoncini yoga.

Tra le asana più praticate ci sono:

  • Savasana, anche nota come posizione del Cadavere: ci si posiziona con la schiena a terra, sul tappetino, e con gambe e braccia rilassate, i piedi rivolti verso l’esterno, come a lasciarli cadere e le mani con il palmo verso l’alto, respirando profondamente.
  • Vrksasana o posizione dell’Albero: si parte dalla posizione eretta, distribuendo il peso in modo equilibrato su entrambi i piedi. Da qui si flette il ginocchio destro, portando il tallone verso l‘inguine (ma va bene anche sul polpaccio o sulla caviglia) e aprendo il ginocchio all’esterno.
  • Balansana, la posizione del Bambino: ci si posiziona in ginocchio con gli alluci uniti tra loro e le ginocchia divaricate. Da qui si scende con la schiena, cercando di toccare con il petto le cosce, allungandosi in avanti con le braccia e poggiando la fronte al tappetino (solo se possibile).
  • Baddha Kònasana, posizione della Farfalla: ci si siede con la schiena eretta, unendo tra loro le piante dei piedi e afferrandoli con le mani. Avendo cura che le ginocchia cadano all’esterno e portando i talloni dei piedi il più possibile vicini al perineo.

Queste sequenze andrebbero preferibilmente praticate quando il corpo è ancora freddo, per esempio alla mattina o a fine giornata per calmare la mente. E sempre affidandosi alle sequenze di un insegnante (anche on line) che le saprà creare ad hoc in base al lavoro che si vuole svolgere.

Per esempio incentrando la pratica di yin yoga sui chakra, o sulle stagioni, ma anche su determinate parti o funzionalità corporee, mixando tra loro le varie asana e indicandone le tempistiche di esecuzione.

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Ci sono controindicazioni?

Se eseguito il modo corretto, seguendo le indicazioni date e senza mai forzare il corpo (nello yoga non si deve mai provare dolore) lo yin yoga non ha controindicazioni, ma si adatta a chiunque sia per età che per esperienze pregresse (inteso come livello fisico e preparazione di partenza).

Ovviamente è sempre necessario prestare attenzione alle posizione assunte e che queste non vadano a interferire con eventuali problemi che si hanno a livello articolare o muscolare, praticando sempre con consapevolezza, gentilezza verso se stessi e con l’intento di farsi del bene, sia fuori che dentro.

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