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No bra day: perché devi togliere subito il reggiseno

Perché è importante celebrare il No Bra Day del 13 ottobre e togliere il reggiseno.

Il 13 ottobre da ormai 8 anni si celebra il No Bra Day. Che, anche se potrebbe sembrarlo, non è una causa di indipendenza femminista, ma ha ragioni decisamente diverse che riguardano sì, le donne, ma in particolare la loro salute.

Perché l’invito a togliere il reggiseno nasce dal bisogno di aumentare la consapevolezza sul cancro al seno, ancora oggi la neoplasia più diffusa nella popolazione femminile, e sull’importanza della prevenzione.

Stavolta, quindi, non si invitano le donne a uscire di casa senza reggiseno per solidarietà a Carola Rackete, come accaduto recentemente, ma per diffondere sempre più educazione e informazione su un tema che sta a cuore a moltissime di noi, che hanno sperimentato sulla propria pelle il cancro, o hanno visto e vedono tuttora donne a loro care lottare contro la malattia.

Il No Bra Day

L’evento si celebra almeno dal 2011, con lo scopo di sensibilizzare sull’importanza dello screening del cancro al seno, riconoscendo i sintomi e ripetendo quali sono gli esami e le procedure da effettuare per prevenirlo.

Ottobre è appunto il mese della prevenzione per le neoplasie mammarie, e attraverso il No Bra Day del 13 si può contribuire a diffondere e ampliare la cultura della prevenzione sia decidendo di togliere il reggiseno, che usando sui social media l’hashtag creato appositamente, #NoBraDay, per un periodo di 24 ore.

I dati Airc sul cancro al seno in Italia

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Fonte: web

Come detto, il cancro al seno è tuttora la forma di tumore più diffusa per quanto riguarda la popolazione femminile, anche se neppure gli uomini, pur se in misura minore, ne sono immuni.

Secondo l’AIRC, solo nel nostro Paese 53.000 donne all’anno ricevono una diagnosi di cancro alla mammella. Vale a dire che ci sono circa 145 nuove diagnosi al giorno. Una donna su nove viene colpita, nell’arco della vita, dal tumore al seno, e con lei le persone che le stanno vicine. Fra le forme più aggressive di tumore va menzionato il cosiddetto triplo negativo, che colpisce soprattutto le più giovani e per cui mancano ancora terapie mirate, e il carcinoma mammario metastatico, contro il quale 36.000 donne circa stanno lottando in Italia.

Nel 2018 il tumore al seno ha colpito, nel nostro Paese, 52.800 donne e circa 500 uomini, il 4,5% in più rispetto al 2015, quando le stime attestavano 48 mila e 300 donne con cancro mammario. In effetti, appare in leggero aumento il trend di incidenza nel periodo 2003-2018, con uno 0,3% annuo in più. Rispetto all’incidenza degli altri tumori (fatta eccezione per quelli della cute) la neoplasia mammaria è quella che più spesso viene diagnosticata indipendentemente dall’età, riguardando sia le donne nella fascia d’età compresa tra 0-49 anni (41%), sia quelle nella classe 50-69 anni (35%), e infine le over 70 (22%).

A livello globale, invece, secondo quanto riportato nel rapporto Globocan, riportato da Fondazione Veronesi, le persone che ricevono una diagnosi di tumore al seno sono state, nel 2018, 2 milioni.

Il tasso di sopravvivenza

Ancora molte sono, purtroppo, le vittime del cancro al seno, che si conferma come prima di causa di decesso per patologia oncologica nella popolazione femminile sono circa 12 mila le vittime all’anno – 12.274 nel 2015, secondo i dati Istat), e tutt’oggi il cancro al seno è la causa di decesso nelle donne prima dei 50 anni nel 29% dei casi, nel 21% per quelle tra 50 e 69 anni, e nel 16% di chi ha oltre 70 anni.

In Italia muore per tumore al seno una donna su 33.

Ma di fronte a queste cifre, e ai numeri in costante aumento dell’incidenza e nuove diagnosi, a far tirare un sospiro di sollievo è comunque l’alta percentuale di sopravvivenza, incrementata, riporta l’AIRC, fino all’87%.

Come riporta un articolo di Repubblica, la mortalità cala dello 0,8% all’anno, con percentuali di questo tipo:

  • stadio I: 99%.
  • stadio II: 89%
  • stadio III: 70
  • stadio IV o metastatico: 30%

Per quanto riguarda le fasce di età, invece, il tasso di sopravvivenza segue questo trend:

  • tra i 15 e i 44 anni: 91%
  • tra 45 e 54 anni: 92%
  • tra 55 e 64 anni: 91%
  • tra 65 e 74 anni: 89%
  • tra oltre i 75 anni: 79%.

La sopravvivenza a 10 anni dalla diagnosi arriva a percentuali medie dell’80%, cifre superiore rispetto alla media europea. Naturalmente, le maggiori probabilità di sopravvivenza si devono allo sviluppo di ricerca e terapie, ma anche alla prevenzione e agli autoesami che ognuna di noi può e dovrebbe fare periodicamente.

L’importanza della prevenzione

Intercettare precocemente la presenza di un eventuale tumore è, ovviamente, indispensabile, poiché permette di curare con terapie poco invasive e di aumentare considerevolmente le percentuali di sopravvivenza. Proprio a questo serve lo screening, in particolar modo lo screening mammografico, diffuso nel nostro Paese su larga scala dalla seconda metà degli anni ’90, che ha contribuito in maniera determinante ad assottigliare la mortalità, riducendo anche gli interventi di mastectomia.

Come si legge sul sito della Fondazione Veronesi, i programmi nazionali di screening offrono gratuitamente e attivamente l’esame della mammografia alle donne fra i 50 e i 69 anni, a cadenza biennale. Molto importante è effettuare però lo screening spontaneo, pianificando, insieme al proprio medico di fiducia, un programma di controlli personalizzato anche prima dei 50 anni d’età.

In assenza di familiarità o altri fattori di rischio (densità del tessuto mammario, mutazioni genetiche) è comunque consigliabile per le donne di iniziare intorno ai 30 anni a sottoporsi a visita senologica ed ecografia annuali, integrando, dopo i 40, con mammografie ogni uno o due anni, a seconda del consiglio del medico. Per le pazienti con mutazione di BRCA-1 e/o BRCA-2 è consigliabile, in aggiunta alla mammografia annuale, sottoporsi anche a risonanza magnetica mammaria.

Non dimentichiamo, infine, l’autoesame del seno che, per quanto non rientri fra gli strumenti di diagnosi precoce, può comunque rivelarsi prezioso: per questo, è importante che ogni donna impari ad effettuare in maniera corretta e regolare l’autopalpazione, per imparare a conoscere il proprio seno, ed essere così in grado di notare i primi cambiamenti, che potrà poi segnalare al medico.

In questo video vi spieghiamo come effettuare al meglio l’autopalpazione

Le altre iniziative

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Fonte: web

Oltre al No Bra Day, sono moltissime le iniziative che nel nostro Paese celebrano il mese della prevenzione: si è partiti con la Breast Cancer Campaign, promossa da The Estée Lauder Companies Italia insieme ad AIRC, con l’illuminazione in rosa di Ponte Vecchio a Firenze, martedì 1° ottobre e, grazie alla partnership fra AIRC e ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, per tutto il mese saranno moltissimi i palazzi comunali e i monumenti che in tutta la penisola si tingeranno di rosa.

Zalando, la piattaforma europea online leader per il fashion e il lifestyle, in Italia ha scelto di sostenere la ricerca di AIRC attraverso il finanziamento di due borse di studio di giovani ricercatori sul tumore al seno, con una campagna che sarà attiva nella settimana dal 21 al 27 ottobre su Zalando.it.

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Una borsa di studio viene messa in palio anche da Acqua Vitasnella, che aderisce alla Campagna Nastro Rosa. Destinataria della borsa di studio sarà una giovane ricercatrice per un progetto di ricerca sul tumore al seno. Infine, Real Time, il canale del gruppo Discovery Italia dedicato all’intrattenimento, “indosserà” per tutto il mese il Nastro Rosa sulla propria bug di canale. Il simbolo della campagna di AIRC sarà inoltre protagonista di una puntata speciale di Bake Off Italia, in onda sempre a ottobre, mentre per tutto il mese il canale manderà in onda delle pillole, con protagonista Benedetta Parodi, per sensibilizzare il pubblico sui temi della prevenzione, della ricerca e della cura del tumore al seno.

Si può dare il proprio contributo ad AIRC acquistando una spilletta con il simbolo del Nastro Rosa o gli altri prodotti in edizione limitata dedicati alla campagna, disegnati da @letterink, disponibili su shop.airc.it. Si può donare con carta di credito online su  nastrorosa.itoppure chiamando il numero verde 800 350 350. Infine si possono donare 5 o 10 euro chiamando il 45521 da telefono fisso o 2 euro mandando uno o più SMS al 45521 da cellulare.

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