Cos'è la Sindrome di Richter e qual è il futuro terapeutico

Colpisce i pazienti affetti da leucemia linfatica cronica e, molto spesso, si rivela fatale in pochi mesi. Ora, però, ci sono delle prospettive terapeutiche che lasciano ben sperare. Cosa è la Sindrome di Richter e cosa dice in merito lo studio dell’Università di Torino.

Per i pazienti affetti da leucemia linfatica cronica, il decorso della malattia può essere molto variabile. Questa tipologia di tumore è la più diffusa nel mondo occidentale, in particolare nella popolazione anziana: colpisce infatti ogni anno circa 5 persone su 100.000 e la sua incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. Secondo le stime, in Italia ci sono quasi 3.000 nuovi casi ogni anno, 1.600 tra gli uomini e 1.150 tra le donne.

Non tutti i pazienti cui viene diagnosticata richiedono un immediato trattamento e in alcuni casi i pazienti possono mantenersi stabili per più di 10 anni, mentre in altri può essere invece registrato un rapido aggravamento. In una percentuale di casi, invece, a questa patologia può aggiungersi una complicazione detta Sindrome di Richter, che troppo spesso ha ancora oggi una prognosi sfavorevole, nonostante gli studi in merito aprano delle speranze.

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Cos’è la Sindrome di Richter?

La Sindrome di Richter è una complicanza della leucemia linfatica cronica (o LLC), che si presenta circa nel 5-10% dei casi, con un’età media di circa 70 anni e una prevalenza di incidenza nel sesso maschile.

Si tratta dello sviluppo di un linfoma aggressivo diffuso grandi cellule B resistente alla chemioterapia. Descritta per la prima volta nel 1928 come “generalized reticular cell sarcoma” da M.N. Richter, in origine è stata considerata come una “trasformazione” della leucemia (al punto che nel 1966 Lortholary la definì “Richter transformation”) mentre attualmente è chiaro che possa verificarsi anche contemporaneamente alla LLC, potendo derivare da un clone differente dal punto di vista biologico ed è per questo che il termine “sindrome” risulta più appropriato.

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Sindrome di Richter: le cause

Al momento, non è possibile individuare delle cause specifiche per lo sviluppo della Sindrome di Richter, sebbene siano stati fatti dei passi avanti nel riconoscimento dei fattori di rischio:

Alcuni fattori di rischio iniziano ad essere riconosciuti, ma non sono ancora valutati di routine; essi potrebbero essere presi in considerazione per una migliore stratificazione prognostica dei pazienti.
L’individuazione precoce di lesioni genetiche SR-associate potrebbe portare ad una terapia più mirata ed evitare così l’esposizione dei pazienti a trattamenti adeguati per la LLC in progressione, ma di scarsa efficacia sul clone trasformato.
Vi sono sia caratteristiche della malattia sia dell’ospite che predispongono alla progressione della LLC in SR variante DLBCL. Non sono ancora noti, e sono difficilmente individuabili, i fattori che predispongono alla HvRS, data la rarità della condizione e i pochi casi disponibili nelle coorti studiate.

Secondo Vincenzo Cordiano, inoltre,

la SR può presentarsi in qualsiasi momento dopo una diagnosi di LLC, e in circa il 50% dei casi insorge in pazienti che fino ad allora non avevano ricevuto alcuna terapia per la loro leucemia. Non sono stati identificati fattori di rischio specifici per la trasformazione di Richter, ma il rischio aumenta nei pazienti con mutazioni di alcuni oncogeni per esempio p53, c-myc o nei casi con geni IGHV non mutati, con trisomia 12 o con un cariotipo complesso.

I sintomi della Sindrome di Richter

I pazienti con leucemia linfatica cronica affetti da Sindrome di Richter vanno incontro a un improvviso e rapido peggioramento del proprio quadro clinico. I sintomi sono:

  • febbre non infettiva;
  • sudorazione notturna;
  • calo ponderale di almeno il 10% del peso;
  • rapido aumento asimmetrico delle dimensioni dei linfonodi – spesso con la formazione di masse;
  • splenomegalia ed epatomegalia – epatosplenomegalia;
  • piastrinopenia;
  • aumento della LDH.

La prognosi dei pazienti con Sindrome di Richter è sfavorevole, nonostante il decorso della malattia sia variabile a seconda dei casi: in molti casi la sopravvivenza mediana dal momento della diagnosi è risultata di 8 mesi, anche a causa della scarsa risposta ai trattamenti chemio-radioterapici aggressivi, ma sono stati osservati anche casi con sopravvivenza di 15 anni.

Sindrome di Richter: cure e terapie

Sebbene al momento la prognosi per i pazienti affetti da LLC che sviluppano la Sindrome di Richter non sia favorevole, uno studio dell’Università di Torino finanziato dall’AIRC e pubblicato sulla rivista Blood apre scenari molto positivi per il trattamento di questi linfomi.

Il team guidato da Tiziana Vasitti, infatti, sviluppando un nuovo modo di studiare la malattia è riuscito a mostrare in animali da laboratorio

l’efficacia antitumorale anche per questa sindrome della combinazione di due farmaci – duvelisib e venetoclax – già in uso clinico e in sperimentazione per le forme più aggressive di leucemia linfatica cronica.

I ricercatori hanno sviluppato un nuovo modello sperimentale e lo hanno utilizzato per valutare la combinazione di due farmaci che sono già sul mercato sperimentazione clinica per le forme più aggressive di leucemia linfatica cronica, trattando gli animali sia con i singoli composti sia con una combinazione dei due.

In tutti e tre i casi abbiamo osservato un effetto antitumorale, particolarmente evidente utilizzando duvelisib più venetoclax: già nel giro di pochi giorni abbiamo assistito a un blocco della proliferazione, seguito da regressione del tumore.

Articolo originale pubblicato il 22 Luglio 2021

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