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Demenza senile: quando mamma o papà diventano fantasmi fragili e violenti

Medicina, fisioterapia e tanto, tanto affetto. È così che si cerca di far vivere decentemente le persone care affette da demenza senile. Un male oscuro di cui si sa poco e del quale vengono curati solo i sintomi.
Demenza senile

Chi ha avuto a che fare con questa malattia lo sa. La demenza senile è una condizione che non fa soffrire solo chi ne è affetto, ma anche e soprattutto chi circonda le persone malate. Quando capita a un genitore è terribile. Quella persona che ci ha tirati su e ci ha amati, che abbiamo visto sempre forte e affettuosa, si ritrova a vivere un apparente cambio di personalità. Vorremmo solo proteggere mamma e papà, tenerli stretti augurandoci che sia solo un incubo.

Molte persone hanno scritto libri sull’argomento, non tanto dal punto di vista scientifico, ma dal punto di vista sentimentale, intimo. Tra questi c’è Jorn Klare, che ha scritto “Il giorno in cui mia madre non riuscì più a trovare la cucina”. Nel suo volume, l’uomo ha parlato di quanto l’argomento sia ancora in tabù in alcuni luoghi, di quanto sia associato alla vergogna, ma anche di quanto abbia comportato un iniziale smarrimento per lui e poi abbia trovato il coraggio di resistere per quella donna che ama tanto: la madre.

Il periodo più duro per le persone con demenza senile è all’inizio – ha spiegato in un’intervista a Io Donna – quando ancora non si rendono conto come e quanto il loro mondo si modificherà, in maniera radicale. Poi entrano in una loro realtà, nella quale contano soltanto il momento presente e le piccole cose, come mangiare una mela, cantare una canzone, stringersi le mani, passare un’ora al sole. Da mia madre ho imparato a rallentare, a non giudicare le persone sulla base del loro passato, ma solo per quel che possono dare, in quel momento.

Demenza senile, significato

Demenza senile
Fonte: Pixabay

La demenza senile è una malattia neurodegenerativa del cervello. Interessa per lo più gli anziani – ma non solo. Pian piano, le facoltà mentali diminuiscono, ma le cause sono ancora quasi sconosciute. Sono tuttavia da collegare a essa due eventi: la mancata comunicazione tra le cellule del cervello e la morte di alcune cellule nervose. Non è da collegarsi alla perdita di facoltà cognitive che a volte è accompagnata all’età avanzata, che è connessa con la perdita naturale dei neuroni. Per questo, la demenza deve essere diagnosticata da un medico.

Demenza senile e Alzheimer, la differenza

Anni fa, demenza senile e morbo di Alzheimer erano considerati sinonimi. In realtà, il morbo di Alzheimer è una delle modalità in cui la demenza può presentarsi, ma non è l’unica. Le altre tipologie sono la demenza a corpi di Lewy e la demenza vascolare. Quest’ultima colpisce soprattutto le persone che hanno un problema cardiaco.

Demenza senile, i sintomi

Demenza senile
Fonte: Pixabay

I sintomi, all’inizio, sono abbastanza lievi. Si parte con piccoli problemi di memoria, occasionali cambi di personalità e simili. Si può verificare anche mancanza di giudizio e problemi connessi con il linguaggio. Naturalmente, mano a mano che si va avanti, i sintomi peggiorano, fino a tramutarsi nell’incapacità di riconoscere la propria casa, di riconoscere i propri famigliari e, verso la fine, anche problemi di deglutizione, incontinenza, aggressività.

Demenza senile precoce

Più che di demenza senile precoce, possiamo parlare di morbo di Alzheimer precoce: sono in pratica delle diciture obsolete di cui abbiamo parlato poco fa a generare confusione. L’Alzheimer precoce, come si intuisce, colpisce anche persone giovani. Si tratta di una condizione, tuttavia, le cui cause sono da ricercare nella genetica.

Demenza senile, come comportarsi

Demenza senile
Fonte: Pixabay

Non essendo note le cause certe della demenza senile, i medici intervengono sul contenimento dei sintomi attraverso dei farmaci. Ci si concentra di più quindi con le terapie emotive, quelle del linguaggio, comportamentale, occupazionale e naturalmente la fisioterapia. Quando un proprio famigliare è colpito da questa condizione, però, gioca un grosso ruolo l’affetto e l’attenzione che possono essere riversati sul malato. Non si giunge a una soluzione, non si guarisce. Anche perché non tutti noi figli possiamo essere medici o scienziati e, in prospettiva trovare una cura. Ma un abbraccio, a volte, è il solo gesto che serve per far sentire il proprio genitore al sicuro. Senza trascurare le cure mediche, ovviamente.