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Sexsomnia, cos'è il disturbo che porta a commettere violenze sessuali durante il sonno

Conosciuto anche come sleep sex, la persona che è affetta da questo disturbo pratica attività sessuale mentre dorme senza rendersene conto
sexsomnia
Fonte: https://medimetry.com/questions

Ciascuno di noi sa cosa sia il sonnambulismo e che le persone che ne sono affette spesso vagano per la casa senza avere alcun contatto con la realtà circostante, e sappiamo anche che queste persone non devono essere svegliate mentre camminano nel sonno. Oltre al sonnambulismo esistono circa 90 tipi diversi di disturbi del sonno, alcuni molto noti sono la narcolessia, l’apnea notturna e i colpi di sonno al volante; tra questi rientra anche la sexsomnia (conosciuta anche come sleep sex), un disturbo meno conosciuto che però dal 2014 è stato inserito nella Classificazione internazionale dei disturbi del sonno. Non tutti infatti sanno che ci sono uomini che tentano di fare sesso durante il sonno: la sexsomnia è caratterizzata da atti compiuti in modo automatico, senza nessuna consapevolezza, che comprendono offese di natura sessuale, autoerotismo fino ad arrivare ad abusi e violenze sessuali. L’individuo che ne soffre inizia un’attività sessuale mentre sta dormendo senza rendersi conto di quello che sta facendo.

Cos’è la sexsomnia

Sexsomnia è un termine inventato da Shapiro, Trajanovic e Fedoroff dell’Università di Toronto che nel 2003 hanno partecipato ad uno studio che aveva l’obiettivo di descrivere una nuova parasonnia caratterizzata da comportamenti erotici manifestati durante il sonno ad onde lente. Nelle parasonnie si attivano in modo anomalo mentre si dorme dei sistemi fisiologici che generalmente sono invece attivi durante il periodo di veglia.

“La sexsomnia si verifica in genere durante le prime ore di sonno. I pazienti durante l’evento non hanno interazioni coscienti con l’ambiente circostante e anche se si risvegliano in genere non hanno alcun ricordo di ciò che è accaduto (“amnesia sessuale”).scrive su Medicitalia.it la dottoressa Teresita Forlano, psicoterapeuta e sessuologa – Le persone con sexsomnia sono affette frequentemente da altre parasonnie, quali il sonnambulismo, i risvegli confusionali, i terrori notturni.”

Sexsomnia documentata per la prima volta a Torino

sexsomnia
Fonte: http://cameroonlatest.blogspot.it

Per la prima volta a livello mondiale è stato documentato un caso di sleep sex all’ospedale Molinette di Torino presso il Centro di Medicina del Sonno: una donna di 60 anni ha fatto autoerotismo per alcuni minuti durante un ricovero senza ricordare nulla al suo risveglio.

“Si tratta di normali disturbi del sonno che possono essere curati anche solo modificando alcune abitudini alimentari o con dei farmaci – spiega il dottor Alessandro Cicolin direttore del centro – si manifestano perché l’esigenza primaria in quel momento non è mitigata dalla forza di volontà; la faccenda non ha nulla a che vedere con la stabilità della coppia, come spesso invece si pensa. Di giorno quando si è svegli non ci si metterebbe mai a mangiare durante un funerale, neppure se si ha molta fame, perché tutte le aree associative del cervello dicono che non è un gesto appropriato. Se la lampadina della fame però si accende quando tutte le aree associative sono spente perché si sta dormendo, allora è inevitabile che la persona scenda dal letto e vada a mangiare”.

Assolti perché affetti da sexsomnia

I tabloid hanno riportato notizie di alcuni processi per reati sessuali in cui gli imputati sono stati assolti perché soffrivano di sexsomnia (come quest’uomo di Glasgow e questo a Pembrock Dock) dato che si tratta di un disturbo di cui non si conosce l’esistenza fino a quando non viene testimoniato dal partner o comunque da qualcuno che ha dormito con la persona che ne soffre. Visto che non c’è consapevolezza, le azioni non vengono ritenute intenzionali e quindi gli imputati non sono ritenuti legalmente responsabili.

C’è anche il caso di Sarah, una ragazza inglese che ha raccontato alla BBC la sua disavventura con Tom, un ragazzo che ha scoperto essere affetto da sleep sex. I due avevano fatto amicizia da qualche settimana e una sera, complice una sbronza di entrambi, Tom invita Sarah a rimanere a dormire a casa sua. La ragazza accetta e si addormenta sul divano ma nel mezzo della notte si sveglia all’improvviso perché Tom tentava insistentemente e in modo rozzo di avere un rapporto sessuale con lei. Al mattino la ragazza ha raccontato tutto ma il suo amico era totalmente ignaro dell’accaduto. Si è venuto a sapere poi che Tom era già stato condannato a sette anni di carcere per aver violentato una sua ex ragazza.