Massaggio thailandese: controindicazioni e benefici

Il massaggio thailandese rilassa i muscoli, migliora il sistema nervoso, è estremamente rilassante, genera armonia e libera la mente.

La leggenda narra che fu il medico thailandese Jivaka Kumar Bhacca circa 2500 anni fa a porre le basi per quello che noi oggi conosciamo come massaggio thailandese. L’ideatore era in pellegrinaggio in compagnia del Buddha: infatti il massaggio thai ha un legame molto forte con la religione buddista.

Le tecniche apprese dal medico durante i suoi spostamenti furono sapientemente combinate tra loro e unite alle competenze in materia di medicina ayurvedica, di medicina tradizionale cinese, di yoga, di meditazione. Inizialmente il massaggio thai veniva praticato solo dai monaci buddisti nei templi, contestualmente agli insegnamenti religiosi. Solo in un secondo momento è uscito dai luoghi di culto del Buddismo e ancora oggi è tramandato di generazione in generazione.

Il suo scopo è riattivare la circolazione energetica, facendo leva sulle potenzialità di autoguarigione dell’organismo. Si tratta di un massaggio molto coreografico, quasi ricorda una danza. Le manovre (digitopressioni, estensioni, torsioni, stiramenti, compressioni) sono leggere ma aumentano gradualmente di intensità, senza mai essere percepite come dolore. Un trattamento efficace è composto da almeno due sedute a settimana della durata di almeno un’ora e mezza ciascuna.

Il terapeuta nell’effettuare il massaggio non utilizza solo le mani, ma coinvolge tutto il corpo, compresi piedi, ginocchia, gomiti. Si tratta di una procedura molto energica e attiva rispetto alle altre tipologie più classiche (come il massaggio shiatsu) e a seconda dell’intensità viene percepita come rilassante o energizzante. Di solito il paziente resta vestito e non è previsto l’utilizzo di alcun olio.

Come nel massaggio olistico, il terapeuta agisce sui meridiani per consentire il flusso di energia. I meridiani sono i canali che consentono all’energia di irradiarsi in tutto il corpo; si tratta di un concetto tipicamente orientale. La libera circolazione di energia nei meridiani è essenziale al benessere di mente e corpo e quando un canale funziona male si crea un blocco energetico che influisce negativamente generando un trauma fisico (dolori) o psichico (malessere). Le manovre del massaggio thai sono pensate e studiate proprio per ottimizzare circolazione, muscolatura, postura, denaggio e favorire la circolazione di energia.

Filosofia del massaggio thailandese

In Oriente mente e corpo sono percepiti come un’unica entità: agire sull’una significa agire sull’altro, ciò che fa bene all’una fa bene anche all’altro. Anche il massaggio agisce in questo senso, andando a riequilibrare corpo e mente insieme. Questa concezione riguarda la tradizione giapponese, cinese, thai, tibetana e buddhista. Nello specifico del massaggio, massaggiando il corpo si massaggia anche la mente, per questo i benefici sono estesi a entrambi e riguardano sì muscoli e articolazioni, ma anche pace interiore ed equilibrio spirituale.

La scuola di massaggi del WatPo è la più antica e riconosciuta scuola di formazione thailandese per massoterapeuti e si trova presso l’omonimo tempio del Buddha sdraiato a Bangkok.

I benefici del massaggio thailandese

massaggio thailandese
Fonte: iStock

Il massaggio thailandese è particolarmente indicato in caso di nevralgie, lordosi, insonnia, disturbi depressivi. I suoi benefici sono molteplici:

  • produce un effetto sedativo profondo;
  • sblocca i punti di tensione nel corpo liberando energia e generando armonia ed equilibrio;
  • aumenta la flessibilità;
  • produce allungamento muscolare e aiuta a mantenere una corretta postura muscolo-scheletrica;
  • promuove pace interiore e benessere mentale;
  • rafforza le funzioni neurologiche;
  • favorisce il drenaggio dei liquidi;
  • migliora la circolazione sanguigna;
  • allevia dolori cervicali e legati alle articolazioni.

Le controindicazioni al massaggio thailandese

Non è sempre indicato sottoporsi a un trattamento di manipolazione fisica. Il massaggio thai, infatti, è fortemente sconsigliato in caso di ernia iatale, gravidanza, ipertensione arteriosa, disturbi cardiaci, fratture, gravi infiammazioni o ferite.

Si consiglia sempre, prima di intraprendere delle sedute di questo tipo, di farsi consigliare dal proprio medico e di affidarsi alle mani di esperti del settore.

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