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HPV, il virus sottovalutato del sesso non protetto che colpisce sempre più donne

L'HPV è un virus a trasmissione sessuale molto diffuso, che può portare a gravi malattie. È importante conoscere come viene trasmesso, come si manifesta, come prevenirlo e curarlo.

L’HPV o Papilloma Virus Umano è un virus patogeno che colpisce entrambi i sessi dell’essere umano e viene trasmesso prevalentemente per via sessuale. Provoca un’infezione che solitamente non comporta sintomi e passa da sola. Se l’infezione non viene curata, possono insorgere nel tempo malattie della cute e delle mucose con conseguenze tumorali. Molto diffuso è il tumore alla cervice uterina, che è oggi l’unica forma cancerogena totalmente riconducibile all’infezione di questo virus. L’HPV è implicato anche nella genesi di altri tumori nella zona genitale e orale.

L’HPV può avere diverse origini. Al giorno d’oggi sono stati classificati circa 120 sierotipi di HPV distinti in base al rischio di trasformazione neoplastica. 40 sierotipi riguardano l’area genitale e anale in maniera benigna e maligna. Attraverso questa classificazione vengono divisi i ceppi HPV a basso rischio oncogeno e ceppi ad alto rischio oncogeno. Questa suddivisione è utile per comprendere quali sierotipi sono coinvolti nell’insorgenza del tumore al collo dell’utero e per creare il vaccino adatto.

I tipi HPV a basso rischio sono responsabili di lesioni che possono portare a verruche o condilomi, ma non al cancro cervicale. I sierotipi a basso rischio più comuni sono i numeri 6 e 11, che causano circa il 90% dei condilomi, ma sono conosciuti anche i numeri 40, 42, 43, 44, 53, 54, 61, 72, 73 e 81.

I sierotipi ad alto rischio sono quelli che possono e causare il tumore. Sono circa 13, dei quali il numero 16 e 18 sono i responsabili del 70% di lesioni pretumorali. Circa l’80% di queste lesioni è temporanea e regredisce spontaneamente. Soltanto quelle che diventano croniche possono trasformarsi nell’arco di 7-15 anni in una lesione tumorale. Altri ceppi ad alto rischio noti sono i numeri 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59 e 68.

Trasmissione dell’HPV

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Fonte: airc.it

L’HPV è un virus a trasmissione sessuale, che viene contratto principalmente per via diretta attraverso rapporti sessuali non protetti, e per via indiretta con il contatto orale. Per rapporti sessuali non si intende solo la penetrazione, dal momento che il virus coinvolge non solo le mucose ma anche la cute della zona genitale e anale. La proliferazione del virus, come in tutti i casi di infezione, è più probabile quando calano le difese del sistema immunitario, come in momenti di stress, con cibi e stile di vita non sani, fumo, alcol o droghe.

HPV: i sintomi

Le infezioni da HPV sono nella maggior parte dei casi asintomatiche e dipendono dal sierotipo di virus infettante e dalle lesioni che si sviluppano. Nel caso di sierotipi a basso rischio le manifestazioni più diffuse sono le verruche, che si presentano nella zona genitale su cervice uterina, vulva, vagina, perineo o ano, oppure extragenitale a livello di naso, bocca o laringe. In altri casi questi ceppi possono provocare i condilomi, escrescenze con superficie irregolare dette a cresta di gallo, isolate o raggruppate, di colore rosa o bruno, e di dimensioni variabili, anche di qualche centimetro. In molti casi verruche e condilomi non danno sintomi, ma può capitare che provochino prurito, fastidio e dolore di lieve entità.

I tipi HPV ad alto rischio non sono visibili ad occhio nudo, e per questo è necessario sottoporsi al test specifico per individuare la presenza di infezioni e lesioni. I sintomi nelle prime fasi del tumore al collo dell’utero sono assenti, o talmente lievi da passare inosservati. Quando compaiono i sintomi potrebbe essere troppo avanzato per una cura. I sintomi tipici di questa malattia sono: sanguinamento e dolore durante un rapporto sessuale, perdite vaginali acquose o ematiche, di odore sgradevole, dolore alla regione pelvica, sanguinamenti vaginali al di fuori del periodo mestruale o dopo la menopausa.

Come prevenire l’HPV

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Fonte: Web

Al giorno d’oggi è possibile prevenire l’HPV grazie a un vaccino rivolto a ragazzi di entrambi i sessi consigliato all’età di 11-12 anni. Secondo il Ministero della Salute la vaccinazione contro il papilloma virus si è dimostrata molto efficace per prevenire nelle donne il tumore della cervice uterina, soprattutto se effettuata prima dell’inizio dell’attività sessuale, perché induce una protezione maggiore prima di un eventuale contagio con il virus HPV.

Il tumore dl collo dell’utero è di origine infettiva e consente per questo di adottare un vaccino contro non attuabile per le altre forme di tumore. Al giorno d’oggi sono disponibili tre vaccini contro il Papillomavirus, l’ultimo in uso da quest’anno.

  • il vaccino bivalente protegge contro i sierotipi 16 e 18 ad alto rischio;
  • quadrivalente protegge anche contro i tipi 6 e 11 a basso rischio, contro i condilomi;
  • nonavalente, che protegge contro i tipi 6, 11, 16 e 18 più 31, 33, 45, 52 e 58.

Test dell’HPV

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Fonte: Web

Dal momento che le lesioni pretumorali non sono visibili ad occhio nudo, è importante sottoporsi al test dell’HPV, specialmente dopo rapporti sessuali non sicuri, poiché l’uso del preservativo non previene completamente la trasmissione da persone portatrici sane di HPV. Si tratta di un test di prevenzione secondaria che può essere effettuato da tutte le donne, non durante il ciclo mestruale. Fino a qualche anno fa l’unico sistema era il Pap test generico. Al giorno d’oggi è possibile fare un test molecolare più specifico. Viene prelevata una parte di parete dell’utero con un bastoncino cotonato, che viene analizzata in maniera per verificare la presenza di DNA del Papillomavirus. Secondo l’Airc (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) il test HPV è più sensibile del normale Pap test. Questo screening è più efficace nel rilevare le lesioni che potrebbero evolvere in tumori, ma identifica anche infezioni che potrebbero regredire spontaneamente.

Il test dell’HPV per la diagnosi precoce del cancro al collo dell’utero viene fatto solitamente a partire dai 30-35 anni. In alternativa vengono effettuati gratuitamente Pap-test che possono rilevare la presenza di lesioni in maniera preventiva. Vengono fatti ogni anno a partire dai 25 anni di età. Se il test risulta negativo per 3 anni di fila si può escludere un test più specifico fino ad ulteriore rapporto sessuale a rischio.

Come si cura l’HPV?

In caso di test dell’HPV positivo si procede a un altro esame, la colposcopia, una procedura che permette di effettuare una biopsia del tessuto lesionato, avere una diagnosi definitiva e valutare la parte da trattare. Dal momento che nella maggior parte dei casi le infezioni passano da sole, l’unica cosa da fare per i successivi anni è ripetere il test per vedere se le lesioni sono ancora presenti. Se l’infezione persiste, non esiste una cura definitiva che garantisca la totale sparizione del virus, ma ci sono terapie da seguire.

Una possibile terapia che previene la trasformazione di cellule pre cancerose è la conizzazione del collo dell’utero. Si tratta di un piccolo intervento che viene fatto sia con una lieve incisione con il bisturi o con ansa diatermica o tramite laser. Con questo procedimento viene asportata la parte dell’utero lesionata che ha la forma di un cono, da questo deriva il nome, che viene analizzata per uno studio citologico.

I medici consigliano attività e rimedi per risollevare il sistema immunitario che nella maggior parte dei casi aiutano a far scomparire l’infezione da sola. Avere un’alimentazione sana, uno stile di vita equilibrato, fare esercizio fisico, fare sesso in modo sicuro, limitare lo stress, ed evitare sostanze tossiche (droga, alcol, fumo) sono fondamentali per la cura dell’HPV.

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