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Creste di gallo e verruche: le patologie della vagina dopo l'HPV

Il Papilloma virus può causare diversi problemi, non a caso la malattia sessualmente trasmissibile più diffusa è proprio il condiloma, o creste di gallo. Come si può intervenire se ci si accorge di averlo?

I condilomi, chiamati anche nel linguaggio comune creste di gallo, rappresentano l’infezione sessualmente trasmissibile più diffusa in Italia e, più in generale, in tutti i paesi industrializzati.
Per capire meglio di cosa stiamo parlando, cerchiamo di conoscere anzitutto le cause principali del problema.

Le cause delle creste di gallo

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Fonte: web

I condilomi sono determinati dalla presenza di un virus molto simile a quello che provoca le verruche sulla pelle, l’HPV, il Papilloma virus. Va chiarito che, in realtà, non tutti i papilloma virus sono contagiosi per le zone genitali, né trasmissibili sessualmente: nonostante siano più di centinaio, infatti, appena poche decine possono infettare i genitali, e ancor meno sono in grado di determinare dei cambiamenti della cellula, capaci di aumentare la predisposizione verso malattie più gravi, come il cancro, se associati ad altri fattori come il fumo.

La trasmissione può avvenire mediante il contatto prolungato delle mani con i genitali, tanto che spesso può essere la stessa persona ad autoinocularsi l’infezione mentre pratica la sua igiene intima. Tra le varie modalità di trasmissione, inoltre, le creste di gallo possono essere trasmesse anche dalla madre al neonato al momento del parto.

I sintomi delle creste di gallo

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Fonte: web

Se si hanno le creste di gallo si possono notare, sui genitali e nella zona intorno all’ano, delle escrescenze a superficie irregolari, da cui il nome di creste di gallo. In aggiunta al sintomo visivo, le creste di gallo possano provocare prurito nelle zone colpite. Inoltre la zona genitale o anale non è la sola ad essere colpita dal papilloma virus, che può invece interessare anche la zona della bocca, soprattutto nelle persone che hanno difetti immunitari.

Come curare le creste di gallo

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Fonte: web

La diagnosi delle creste di gallo si effettua generalmente con una visita accurata dei genitali, ovviamente da parte di un medico esperto. In realtà il 20% circa dei condilomi sparisce spontaneamente, mentre si aspetta un trattamento. Perciò, la cura è soprattutto un modo per “ripulire” la zona dal punto di vista estetico, e non per curare l’infezione vera e propria, che non viene eliminata dalle terapie. In ogni caso, dal punto di vista farmacologico, si prevede l’applicazione locale di farmaci che stimolino il sistema immunitario, oppure diretta a distruggere il papilloma virus. Solamente in alcuni casi l’eliminazione delle escrescenze si attua attraverso sistemi chirurgici come la crioterapia, la diatermocoagulazione, il raggio laser oppure con veri e propri interventi. Vale la pena sottolineare, tuttavia, che in circa un quarto dei casi di rimozione con un intervento chirurgico, le escrescenze si riformano in futuro.

Le creste di gallo anali

creste di gallo anali
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I condilomi anali interessano principalmente la zona intorno all’ano; dapprima hanno l’aspetto di minuscole imperfezioni, e gradualmente possono crescere, provocando dolore o fastidio, ma può passare del tempo prima che una persona possa accorgersi di avere le creste di gallo.
Anche in questo caso i condilomi sono portati dal Papilloma virus e per curarli esistono diversi metodi: se piccoli e localizzati solo nella pelle attorno all’ano, possono essere trattati con farmaci da applicare direttamente sulla loro superficie. Questo metodo, per quanto appaia semplice, richiede una grande attenzione, per evitare lesioni della cute normale che circonda i condilomi, e deve essere ripetuto con diverse applicazioni da fare regolarmente nel corso di numerose settimane.

Si può altrimenti intervenire con la rimozione chirurgica dei condilomi e, secondo il numero dei condilomi da rimuovere, la procedura può essere praticata in day surgery. Anche in questo caso, però, nonostante col trattamento chirurgico vengano asportati in una sola volta tutti i condilomi esistenti, molti pazienti possono svilupparne altri dopo l’intervento, perché i virus che provocano i condilomi possono vivere “nascosti” nei tessuti, i quali mantengono un aspetto normale per 6 mesi o più prima di far spuntare nuovi condilomi, che perciò non sono recidive dei condilomi già asportati ma frutto di un virus già esistente.

Per questo, le visite di controllo sono necessarie per alcuni mesi dopo che la rimozione dell’ultimo condiloma, per essere certi che non se ne formino altri.