Avere un cattivo odore intimo può essere ragione di grande imbarazzo. Non solo ci sono persone che potrebbero evitare rapporti sessuali per paura che il partner sia disgustato da questo problema, ma c’è anche chi teme che l’odore possa essere avvertito dagli altri nella vita quotidiana, mentre è al lavoro, insieme agli amici o alla famiglia e così via.

Il problema, oltre a riguardare la salute (soprattutto se associato a perdite vaginali), presenta anche un risvolto sociale. Anzi è al tempo stesso un rivolto relativo al benessere e alle relazioni umane, tenendo presente che il cattivo odore potrebbe essere indice di una patologia o di un’infezione, per cui il vostro medico potrebbe chiedervi di astenervi dai rapporti per un periodo, in attesa di terminare le cure e le terapie che vi potrebbero essere prescritte.

Le possibili cause del cattivo odore intimo

Cattivo odore intimo
Fonte: Pexels

Il cattivo odore intimo, dicevamo, può essere associato a secrezioni vaginali, ma anche prurito intimo o dolore, soprattutto durante la minzione o i rapporti sessuali. Come spiega il sito di Humanitas Gavazzeni, ci possono essere diverse patologie che costituiscono la causa del fenomeno, come:

  • cancro al collo dell’utero;
  • candida;
  • cervicite;
  • gonorrea;
  • herpes genitale;
  • malattia infiammatoria pelvica;
  • vaginite.
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Ci sono però anche delle ragioni decisamente più amene. Il cattivo odore intimo può essere infatti associato a qualcosa che abbiamo mangiato, come aglio o cipolla: naturalmente questo può essere qualcosa di passeggero, a meno che non consumiate questi alimenti ogni giorno.

Il cattivo odore di natura alimentare, tra l’altro, potrebbe andare via anche dopo qualche lavaggio della vulva con acqua e un sapone delicato. Informatevi dal ginecologo o dalla ginecologa, per sapere quali sono le migliori abitudini per evitare di incorrere nel fenomeno, come evitare lavande aggressive o non usare biancheria intima in tessuti non traspiranti.

Cattivo odore intimo e perdite

Quando c’è l’associazione tra cattivo odore e perdite vaginali (grigie, gialli o verdognole), può voler dire che c’è anche una patologia in corso.

Se le secrezioni sono biancastre o trasparenti invece si tratta di ordinaria amministrazione, soprattutto se accade durante l’ovulazione: quelle che vediamo sono fuoriuscite dovute alla desquamazione della mucosa vaginale e rientrano nei cambiamenti cui siamo soggette mensilmente durante il ciclo mestruale.

Le donne – ha spiegato al Corriere della Sera Francesco De Seta della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Ospedale materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste – tendono a fare l’equazione prurito, bruciore, perdite uguale infezione: in realtà nel 30-40 per cento dei casi non è così e i disturbi dipendono da irritazioni e fenomeni cutanei. Inoltre, una perdita di muco trasparente e inodore può essere fisiologica anche se è relativamente abbondante.

Cattivo odore intimo: i rimedi per combatterlo

Cattivo odore intimo
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È fondamentale capire cosa causa il fenomeno: in altre parole, non si agisce sul sintomo ma sulla patologia che lo provoca.

Se, per esempio, si tratta di un’infezione batterica, il medico potrebbe prescrivervi degli antibiotici, mentre se l’infezione è causata da un fungo, potreste assumere (sempre dietro prescrizione) degli antimicotici. In questi casi è fondamentale ricordare che noi diamo consigli, ma il consiglio più importante è: se avete dubbi, chiedete al vostro medico, e non affidatevi a rimedi della nonna in cui vi imbattete.

È difficile, è imbarazzante, ma dopo starete meglio, sia psicologicamente perché sarete più tranquille sul vostro problema, sia sul versante della salute tout court.

Se ci sono sintomi che pregiudicano il benessere intimo è bene parlarne al ginecologo sottoponendosi a una visita – ha detto sempre al Corriere Filippo Murina, responsabile del Servizio di Patologia Vulvare all’Ospedale Buzzi di Milano – No alle diagnosi al telefono, no al fai da te che può essere controproducente perché può ritardare la diagnosi e il trattamento di piccoli disturbi facili da eliminare.

Articolo originale pubblicato il 8 Giugno 2021

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