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Ansia sociale: solo chi ne soffre può capire

Il disturbo d'ansia sociale si manifesta attraverso una sensazione di imbarazzo e paura dei contesti sociali, soprattutto in riferimento al giudizio altrui. Può essere curato mediante i farmaci e/o con un percorso psicoterapeutico, che rappresenta la soluzione ideale per ottenere risultati a lungo termine.

Quando i contesti sociali mettono paura, generando imbarazzo e soprattutto timore di essere giudicati in modo negativo e di non essere considerati all’altezza, si parla di disturbo d’ansia sociale, una forma di fobia che può essere curata con i farmaci, ma anche con un trattamento di tipo psicoterapeutico.

Disturbo d’ansia sociale: cos’è?

ansia sociale
Fonte: web

Il disturbo d’ansia sociale consiste in una condizione di disagio marcato che un soggetto prova in determinate situazioni sociali. La paura di essere giudicato dagli altri lo porta a vivere uno stato d’ansia, caratteristico della fobia sociale. I soggetti che soffrono di ansia o fobia sociale hanno il timore di essere considerati deboli, noiosi, non all’altezza, ansiosi, e via dicendo. Insomma, coloro che vivono tale condizione sperimentano una sensazione di paura il più delle volte connessa a contesti sociali ben definiti, in cui si teme di essere giudicati in maniera negativa.
La fobia sociale più comune? Quella di parlare in pubblico.

Ansia sociale: le cause

Le cause del disturbo d’ansia sociale vanno a collegarsi principalmente al carattere e alla personalità di un individuo: infatti, soggetti che tendono a inibire alcuni comportamenti, oppure soggetti che risultano maggiormente esposti alle conseguenze del giudizio altrui, possono essere più vulnerabili rispetto alla comparsa del disturbo in questione. Esperienze vissute in passato (come ad esempio eventi traumatici nell’infanzia) possono rappresentare fonti per l’ansia sociale, così come i figli di genitori ansiosi o chi ha in famiglia soggetti ansiosi, ha una maggiore probabilità di soffrire a sua volta di ansia e, nello specifico, di ansia sociale. E, spesso, cosa vuol dire soffrire di ansia lo capisce soltanto chi ne soffre.

Disturbo d’ansia sociale: i sintomi

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Fonte: web

Ma quali sono i sintomi del disturbo d’ansia sociale? Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5®), usato dai clinici e dai ricercatori allo scopo di diagnosticare e classificare i disturbi mentali (DSM-5® è un marchio registrato di proprietà di American Psychiatric Association, Raffaello Cortina Editore detiene l’esclusiva per la lingua italiana) inserisce tra essi le situazioni sociali temute dai soggetti che ne soffrono. In linea generale, la paura e l’ansia provate risultano sproporzionate rispetto alla reale minaccia della situazione sociale, e possono spingere coloro che le provano ad evitare tali situazioni oppure a viverle ma con sensazioni di imbarazzo e timore del giudizio altrui, e non solo.

Disturbo d’ansia sociale: i rimedi

Il disturbo d’ansia sociale può essere curato per via farmacologica o psicoterapica oppure unendo i due trattamenti, in modo che una tipologia di cura possa integrare l’altra. Nel dettaglio, i farmaci possono essere un valido aiuto in fase iniziale, al fine di tenere a bada i sintomi più frequenti e visibili, nonché allo scopo di consentire anche una maggiore efficacia del percorso di tipo psicoterapico.
Per quanto concerne la psicoterapia cognitivo-comportamentale, essa si è rivelata piuttosto efficace nell’affrontare il disturbo d’ansia sociale, permettendo di conseguire dei risultati a lungo termine, a differenza dei farmaci che hanno effetti limitati, riscontrabili nel breve periodo, tant’è che terminato il loro effetto il disturbo torna a manifestarsi.

Parte integrante della cura del disturbo in oggetto, secondo diversi modelli terapeutici, implica anche l’esposizione graduale del paziente ai contesti fobici che teme. Dunque, come si usa fare per le fobie, pure in tal caso ci si approccia mediante l’esposizione prolungata al contesto che intimorisce e genera l’ansia, con l’obiettivo di consentire una graduale desensibilizzazione alla stessa.

Un altro importante tassello della psicoterapia cognitivo-comportamentale per la cura della fobia sociale è rappresentato dalla cosiddetta ristrutturazione cognitiva. In questa circostanza, lo psicoterapeuta tramite il colloquio, gli esercizi foglio-matita e le pratiche di mindfulness (tra cui la meditazione) identifica i pensieri automatici del paziente relativi alla paura del giudizio degli altri, per poi cercare di modificarli e trasformarli in qualcosa di funzionale per la crescita e il benessere dell’individuo.

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