Soffrire d’ansia per le persone può essere paralizzante. E la cosa peggiora a causa di situazioni esterne. Gli atteggiamenti degli altri, degli imprevisti, dei pensieri non desiderati – ah, quanto vorremmo rifuggire i problemi e non arrovellarci per trovare una soluzione – sono sicuramente dei fattori che non fanno altro che inasprire le persone. Cosmopolitan ha raccolto alcune delle situazioni tipiche che chi soffre d’ansia si trova a fronteggiare quotidianamente: in questo modo, almeno voi che leggete potrete correggere qualche comportamento errato e aiutare davvero l’amica, il famigliare o il vicino che è costretto a convivere con questo disturbo.

1. Quando le persone parlano di attacchi di panico

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Se non ne avete mai avuto uno, non parlatene mai con leggerezza. Sapete cosa accade durante un attacco di panico? Semplicemente: vi sembra che sia arrivato il vostro momento di morire. Ognuno peraltro reagisce in maniera differente a questo disturbo, ma i sintomi sono piuttosto comuni, come il senso di soffocamento, l’oppressione al petto, l’iperventilazione e simili. È orribile convivere con gli attacchi di panico, tanto più che niente o nessuno può aiutare, soprattutto se accade nel bel mezzo della notte.

2. I risvegli notturni

L’insonnia da risveglio notturno è qualcosa di odioso. A un’ora imprecisata della notte ci si sveglia per una ragione anche stupida – come bere un sorso d’acqua o andare in bagno o anche un rumore. Ma poi non si riesce più a prendere sonno, perché il cervello si mette in moto e non accade solo con pensieri positivi, ma soprattutto con sensi di colpa, dubbi e interrogativi. E addio sonno.

3. Le persone che dicono «mo’ vediamo»

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Chi soffre d’ansia non riesce a convivere con i forse. È anche giusto così: perché procrastinare una decisione? Se ci riflettiamo, molto spesso non stiamo parlando di cose fondamentali, di scelte che potrebbero cambiarci la vita per sempre, ma di cose insignificanti come la meta di un’uscita serale, l’acquisto di un abito o cose del genere. Se avete una persona ansiosa accanto lasciate i forse da parte, prendete una decisione alla svelta.

4. Le persone che dicono «non preoccuparti»

Comprendiamo che lo si faccia in buona fede, ma sono solo parole. Chiunque dica a una persona ansiosa di non preoccuparsi delle questioni quotidiane è semplicemente un ingenuo – nel migliore dei casi – perché la persona ansiosa non farà altro che pensarci molto, molto più intensamente.

5. I “visualizza e non risponde”

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Non si tratta, come accade in alcuni casi, del bisogno imminente di una risposta. Quando una persona ansiosa si imbatte in chat nei “visualizza e non risponde” viene presa da crisi di coscienza. Avrò usato le parole giuste? Avrò scritto qualcosa di offensivo? La cosa peggiora quando dall’altro lato c’è la migliore amica, il fidanzato o perfino la mamma. E allora gli interrogativi diventeranno addirittura: mi vuole ancora bene?

6. I ritardi (e gli anticipi)

Le persone ansiose non sono mai in ritardo. Perché l’ansia presuppone anche che le questioni di rispetto verso l’altro diventino di vitale importanza. In realtà non è una cosa brutta. La cosa brutta è ciò che consegue dal fatto che l’ossessione di non fare tardi si trasforma nell’arrivare sempre in anticipo. E nel sentirsi praticamente sempre imbarazzata per questo, strana. Una sfigata insomma (nel migliore dei casi). Per quello che può contare, ovviamente, non lo siete.

7. Quando si cancellano i piani

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Lo stesso vale quando sorge la necessità di cancellare dei piani. Quando la persona ansiosa deve cancellare un programma – anche qualcosa di tranquillo come un’uscita serale con le amiche – si ritrova a porsi domande che rasentano il senso di colpa, anche se magari non dipende dalla propria volontà. E l’ansia aumenta quando si deve comunicare il cambio di programma agli altri: come la prenderanno?

8. I tic

A volte si hanno dei tic nervosi e la persona in questione neppure se ne accorge. A meno che non sia quell’odioso tremolio della palpebra, che innesca un circolo vizioso scatenando un’ansia pazzesca.

9. Troppi impegni contemporaneamente

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Sia che si abbiano troppe cose da fare insieme – ricordate, la persona ansiosa non sa dire di no, e prende sempre moltissimi impegni che aggravano la sua ansia – sia che si stiano ascoltando le istanze degli altri tutti insieme – magari durante una riunione di lavoro – è terribile. Sarebbe bello, in queste situazioni essere come Rossella O’Hara e trovare la calma di gestire una questione o una persona per volta.

10. Il mal di stomaco

A volte il dolore è così forte che provoca anche la nausea. Sì, sembra tutto in contraddizione, ma in realtà è abbastanza normale. Lo stomaco somatizza tantissimo l’ansia.

11. L’ordine

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La persona ansiosa deve stare in ordine. Magari non nel senso assoluto del termine, ma in un ordine che è personale. Così crea delle liste di cose da fare, riorganizza il frigorifero e le mensole, fa le pulizie. È come un’attività calmante.

12. Il pianto

Ci sono dei giorni in cui tutto sembra crollarci addosso. L’ansia è tale da lasciare una sola cosa da fare:  piangere senza ragioni apparenti. Alla lunga fa anche bene, perché permette di sfogarsi, ma è difficile farlo capire agli altri, soprattutto se si è circondati da quel tipo di persone che vuole spiegazioni per ogni cosa.

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