Abbracciare una dieta – intesa nella sua etimologia greca – vegana può essere difficile. Ma forse l’Italia è uno dei Paesi più facili in cui farlo: molti piatti della tradizione sono vegan all’origine e quindi anche chi non ha una forte motivazione potrebbe trovare sponda nelle abitudini quotidiane che ha sempre portato avanti.

Un momento per l’approccio a un’alimentazione vegan è il Veganuary, un’iniziativa che ricorre ogni anno il mese di gennaio.

Cos’è il Veganuary?

Si tratta di una sorta di sfida: dal 2014 un’organizzazione no-profit britannica cerca di sensibilizzare le persone di tutto il mondo ad abbracciare una dieta vegana, a partire dal mese di gennaio.

Gennaio è un mese simbolico, perché rappresenta un nuovo inizio e al tempo stesso una necessità di disintossicarsi dai bagordi delle feste appena trascorse, e si trova nel nome, che è una sorta di calembour che unisce “vegan” e “january”.

Come funziona: le regole

Veganuary
Fonte: iStock

Per cominciare, ci si iscrive al sito ufficiale Veganuary.com. In questo modo si ricevono gli obiettivi giornalieri, consigli, ricette e tutto ciò che serve per affrontare questa sfida. Non ci sono delle vere e proprie regole, se non una: non consumare nulla che abbia una provenienza animale. Questo significa sostituire nella propria alimentazione cibi come carni, pesce, molluschi, frutti di mare, crostacei, uova, latte e tutti i derivati, con altri, per esempio con i tanti sostituti a base di soia.

Però l’equilibrio, anche se è una norma sottesa all’alimentazione vegana, è necessario. Il centro medico Sant’Agostino sottolinea che è indispensabile introdurre nel proprio organismo la giusta quantità di amminoacidi essenziali, in particolare attraverso l’associazione con cereali e legumi, oltre ad assumere micronutrienti e macronutrienti.

I benefici e i vantaggi per salute e ambiente

L’Airc spiega che una dieta a base vegetale, naturalmente seguita in maniera corretta, riduce la possibilità di incorrere in

  • cardiopatia ischemica;
  • diabete di tipo 2;
  • ipertensione;
  • tumori;
  • obesità.

Le verdure invece favoriscono la produzione del cosiddetto “colesterolo buono”, ovvero a bassa densità, e tengono sotto controllo la glicemia.

Per quanto riguarda le ricadute positive sull’ambiente, va ricordato che gli allevamenti producono moltissimi gas serra e consumano acqua: quindi se sempre più persone smetteranno di consumare cibi di provenienza animale ci sarà meno inquinamento e un minor consumo di risorse idriche.

A questo si deve aggiungere che magari cesserebbe la ragion d’essere di alcune pratiche illegali, come la pesca a strascico, o poco etiche, come la caccia.

Il Veganuary è adatto a tutti?

Veganuary
Fonte: iStock

Ci saranno persone vegane da anni che vi diranno che ora trovano sgradevole perfino l’odore degli alimenti di origine animale, mentre altre vi diranno, per usare un’immagine evocativa, che la mortadella continua a solleticare il loro olfatto.

Non c’è una regola e non è questione solo di Veganuary: per eliminare carne, pesce, uova e latte, bisogna avere una forte determinazione e forti motivazioni. Certe abitudini sono dure a morire. C’è chi inizia a essere vegan per ragioni di salute (a volte i medici possono consigliare questo approccio in caso di alcune patologie croniche, per esempio), mentre altri potrebbero farlo per ragioni etiche.

Diventare vegan significa però mantenere equilibrata la propria dieta e non tutti possono farlo (oltre a chi non ha motivazione): pensiamo per esempio a chi ha molte allergie alimentari. Però c’è un vantaggio: la dieta vegana presenta delle ricadute positive su tutte le abitudini di vita. Perché saremo costretti a non consumare più cibi processati, bensì a trasformare da noi, in cucina, il prodotto crudo e sano. Rinunceremo a molti zuccheri e grassi in eccesso. E ci sentiremo bene a 360 gradi.

5 consigli per portare a termine il Veganuary

1. Non ascoltate i pregiudizi

Su vegani e veganismo c’è molto pregiudizio. Ma pensate a questo: non c’è nulla di più naturale che consumare alimenti di origine vegetale. Anche se non riuscite a essere mossi da ragioni etiche, pensate alle ricadute sulla salute: laddove non riesce a far breccia l’altruismo, ci possono essere egoismi che non solo non risultano nocivi, ma possono essere addirittura benefici.

2. Provate nuove ricette insolite

Oltre alla cucina povera italiana e alle sue tante ricette vegan all’origine, ci sono tantissime preparazioni esotiche  a base vegetale da Paesi come l’India o il Giappone, o addirittura l’intero Medio Oriente, che vi consentiranno di sperimentare tra i sapori. La curiosità è una molla potente, non credete?

3. Evitate situazioni che vi possano far cadere in tentazione

Almeno per la durata del Veganuary, ovvero tutto il mese di gennaio, si deve tener duro. Poi a febbraio si può fare i conti con quello a cui non si riesce a rinunciare e magari cadere in tentazione con cibi di provenienza animale 3-4 volte al mese, oppure optare per una dieta vegetariana o pescetariana. Per poter tener duro, bisogna evitare alcune situazioni, come per esempio andare a cena con gli amici in un ristorante specializzato in carni grigliate.

4. Cercate di equilibrare al meglio tutti i nutrienti

A volte i vegani hanno bisogno di integratori, ma una dieta vegana fatta bene non ha potenzialmente bisogno di nulla. Se volete, già dal mese di gennaio, fatevi seguire da un nutrizionista o una nutrizionista, affinché la vostra alimentazione abbia tutto l’equilibrio che occorre.

5. Provate snack naturali per il senso di sazietà

Rinunciare alla carne significa che per alcune persone il senso di sazietà potrebbe ridursi. Ma come si fa, dovendo rinunciare ai cibi spazzatura? Si “ripiega” – per modo di dire, perché sono buonissimi – su snack naturali come carote, finocchio, sedano crudi, ma anche il classico panino col pomodoro.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!