Dieta pescetariana: come mangiano e cosa non mangiano i pescetariani

Nella dieta pescetariana si mangia tutto ciò che si mangia in quella vegetariana con in più pesce, crostacei e molluschi: ecco i pro e i contro.

La dieta pescetariana è un regime alimentare in cui il solo tipo di “carne” incluso è quello che proviene dal mare, quindi parliamo di pesce, di crostacei e di molluschi.

Sono esclusi quindi non solo ciò che chiamiamo carne in senso stretto (da maiale, vitello, cavallo, pollo, tacchino, cacciagione e così via, ma anche da lumache di terra), ma anche i lavorati (come salumi e affettati) e i derivati di questa carne (come lo strutto). Altri prodotti che provengono da animali come latticini, formaggi e uova sono invece ammessi.

Come e perché diventare pescetariano

Dieta pescetariana
Fonte: Pixabay

Come per altri regimi alimentari che tendono all’esclusione di uno o più alimenti, le ragioni che spingono qualcuno ad abbracciare determinate abitudini possono essere di due ordini: etico oppure salutista.

Le ragioni etiche possono essere scelte da coloro che ritengono crudele cibarsi di animali, ma al tempo stesso hanno paura a rinunciare a troppi alimenti: va da sé che la scelta pescetariana non è cruelty free come può essere il veganismo, ma per alcuni si tratta di un buon compromesso, soprattutto se si opta per scelte che siano quanto meno ecologiche (quindi nulla che contrasti i fermi biologici e niente che provenga da pesca a strascico per esempio).

Per quanto riguarda le ragioni salutistiche, può capitare che il medico o il nutrizionista consiglino a pazienti che conducevano precedentemente un altro tipo di regime alimentare la dieta pescetariana, per eliminare alcuni alimenti che potrebbero creare un danno fisico o per integrarne altri che invece porterebbero a un beneficio.

Per fare un esempio: se i livelli di colesterolo nel sangue di un paziente onnivoro sono alti, il medico potrebbe consigliare una dieta pescetariana povera di uova e latticini per ristabilire i livelli giusti.

Analogamente, se si trovasse una grave carenza di vitamina B12 in un paziente vegano, il medico potrebbe consigliare questa dieta. Il primo esempio, però, è decisamente più diffuso, dato che in commercio esistono anche integratori di vitamina B12, che permettono di non modificare il proprio regime alimentare.

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I benefici della dieta pescetariana

Sul sito di Humanitas, in un articolo della biologa nutrizionista Elisabetta Macorsini, vengono enumerati i numerosi vantaggi di questo tipo di dieta, che costituisce a suo avviso un’alimentazione completa.

La dieta pescetariana migliora il metabolismo, regola la pressione sanguigna e riduce il rischio di diabete di tipo 2. Inoltre, cibarsi di pesce fa bene perché quest’alimento è povero di grassi saturi e ricco di altri nutrienti. Per esempio, alcuni pesci contengono grassi omega 3, che fanno bene alla salute del cuore e riducono i sintomi dell’artrite reumatoide.

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Esempio di dieta pescetariana

Dieta pescetariana
Fonte: Pixabay

Oltre alla colazione e alla merenda, che possono prevedere i più classici latte, spremuta d’arancia, cereali, pane tostato, yogurt e frutta fresca o secca (tutti alimenti che possono essere mangiati a volontà dai pescetariani), ci concentriamo su esempi di pranzi e cene.

I primi piatti a base di pasta, riso, farro o cous cous possono essere conditi solo con le classiche verdure e olio d’oliva, e ospitare anche formaggi o mozzarella, uova, ma anche pesce, crostacei o molluschi: in pratica vanno benissimo piatti regionali che vanno dalla tiella di riso, patate e cozze al cous cous di pesce alla siciliana.

Una sana dieta pescataria – scrive inoltre Macorsini – include spesso cibi saporiti come olive, cereali integrali come farro e quinoa, peperoni piccanti, noci, semi, oli vegetali e altri ingredienti nutrienti e riempitivi. Fra i prodotti di mare della dieta sono raccomandabili pesci d’acqua dolce come trote e persici, pesci di mare come salmone o tonno, e crostacei come gamberetti, ostriche e vongole.

Nel bilanciamento del pasto la componente delle verdure deve aggirarsi sul 50%, quella del pesce o delle proteine vegetali sul 25%, mentre il restante 25% deve essere rappresentato da cereali integrali o carboidrati complessi. Non ci sono limiti, invece, alla frutta né alla varietà di frutta e verdure di cui cibarsi. Nella scelta dei cereali sono da prediligere quelli integrali per il maggior apporto nutritivo e il minor contenuto di zuccheri.

Controindicazioni alla dieta pescetariana

Questa dieta tuttavia possiede anche delle controindicazioni. Innanzi tutto, quando si mangia pesce crudo, si deve stare attenti ai parassiti, come l’anisakis: il pesce crudo va infatti conservato e servito nella maniera più corretta. Inoltre, bisognerebbe evitare di consumare troppi pesci che contengono elevati livelli di mercurio, come per esempio il tonno e il pesce spada.

Infine, si deve ricordare che una dieta del genere può risultare costosa se il pesce fresco è incluso quotidianamente e in grandi quantità nell’alimentazione.

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