Parlare di alcuni problemi è ancora considerato motivo di vergogna o imbarazzo; fra questi, oltre alle patologie e ai disturbi che riguardano l’apparato genitale, rientrano senza dubbio anche quello che invece hanno a che fare con l’intestino e la corretta evacuazione. Tanto che qualcuno si sente a disagio persino nel parlare di una colonscopia.

Eppure, tutto ciò che ha a che fare con la nostra salute riveste la stessa importanza, e non dovremmo provare nessun genere di vergogna nel parlarne apertamente. Fra i tabù maggiori che riguardano il nostro stato di benessere fisico va annoverata, ad esempio, la stitichezza.

Le cause della stitichezza

Chiamata anche stipsi, questo disturbo come ben sappiamo consiste nella difficoltà di espellere regolarmente le feci, svuotando così l’intestino. Per parlare di stitichezza, secondo quanto afferma l’American College of Gastroenterology, occorre che non ci sia una defecazione soddisfacente caratterizzata da evacuazioni frequenti o dal passaggio difficoltoso delle feci per almeno 3 mesi.

La stipsi, invece, non è una malattia, ma un sintomo comune a molte malattie.

Fra le cause principali della stipsi ci sono sicuramente

  • uno scorretto stile di vita (assunzione insufficiente di acqua, verdura e frutta, scarsa attività fisica e vita sedentaria);
  • cambiamenti delle abitudini personali o delle condizioni climatiche (come ad esempio in caso di viaggi);
  • uso di alcuni farmaci;
  • malattie gastrointestinali o metaboliche (come la sindrome dell’intestino irritabile);
  • particolari condizioni quali stress, immobilità, allettamento (è soprattutto il caso degli anziani).
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Sintomi della stitichezza

È importante affrontare con il medico il discorso della stitichezza, soprattutto:

  • se la stipsi è persistente;
  • se nelle feci è presente del sangue o se il loro colore è estremamente nero;
  • se capita spesso di avvertire lo stimolo della defecazione, senza poi evacuare effettivamente;
  • se si avvisano dolori addominali persistenti;
  • qualora si noti un’alternanza di giorni di stipsi e di feci molli che si protrae per mesi.

Per quanto non sia possibile definire con precisione una frequenza normale di evacuazioni, generalmente vengono indicate come fisiologiche tre evacuazioni a settimana, con un peso medio del bolo fecale di circa 100 grammi. La stitichezza può essere primaria, caratterizzata da transito rallentato, alterazione della defecazione, oppure secondaria, presente nei casi di abuso di farmaci come paracetamolo, FANS, antidepressivi, diuretici, di uno scorretto stile di vita, di malattia connettivali, batteriche, neurologiche o metaboliche,

Perché si possa parlare di stitichezza è necessario che almeno un quarto delle defecazioni degli ultimi tre mesi (con sintomi insorti 6 mesi prima) presenti una di queste condizioni:

  • Feci dure o bozzolute;
  • Sensazione di evacuazione incompleta;
  • Sensazione di ostruzione/blocco anorettale;
  • Meno di 3 evacuazioni settimanali.
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Stitichezza e alimentazione

Come detto seguire una dieta sana e bilanciata è estremamente importante per aiutare la regolarità del nostro intestino; ad aumentare il rischio di stipsi è infatti anche un’alimentazione povera di fibre e una insufficiente idratazione, unita a una scarsa attività fisica.

Bere molto e assumere regolarmente porzioni di frutta e verdura tutti i giorni può aiutare a contrastare il problema; in particolare, si dovrebbe:

  • assumere almeno una porzione di verdura ad ogni pasto, cotta o cruda, in particolare spinaci, zucchine, broccoli e cavolfiori (da consumarsi con moderazione in caso di meteorismo), fagiolini, melanzane e carciofi;
  • consumare ogni giorno 2-3 frutti, scegliendo soprattutto tra kiwi, pere, albicocche, fichi e prugne, ricordando, quando possibile, di mangiare la frutta con la buccia;
  • alternare i cerali raffinati, quali pane, pasta e riso, con quelli integrali;
  • consumare almeno due volte a settimana i legumi;
  • mangiare ogni giorno una porzione di yogurt o latte fermentato;
  • aumentare l’apporto di liquidi a almeno 1,5-2 litri al giorno, bevendo preferibilmente acqua naturale, ma anche tisane o brodo;
  • limitare l’assunzione di alcool, tè e caffè;
  • evitare i formaggi fermentati, i fritti e i grassi di origine animale.

I rimedi contro la stitichezza

Ovviamente la prima cosa da fare è cambiare le proprie abitudini alimentari, seguendo i suggerimenti che abbiamo riportato qui sopra, ma ci sono altri piccoli accorgimenti a cui si può prestare attenzione, ad esempio:

  • bere una bevanda calda dieci minuti prima di andare in bagno;
  • massaggiare la parte inferiore dell’addome con delicatezza;
  • non usare lassativi o purganti;
  • non reprimere lo stimolo durante la giornata;
  • svolgere un’attività fisica che rinforzi la muscolatura addominale.

Stitichezza cronica: cosa fare?

La stitichezza può essere un disturbo casuale o cronico; in questo caso, è importante fare in modo che l’intestino non si impigrisca, per evitare fastidi, disturbi o malattie. Per combattere la stitichezza cronica possiamo, anche in questo caso, occuparci della nostra alimentazione, rendendola abbondante di fibre, frutta e verdura, masticando lentamente i cibi e assicurandoci di consumare almeno 5 cucchiaini quotidiani di olio extravergine d’oliva spremuto a freddo per condire.

Si possono usare i semi, come quelli di lino o di chia, ricchi di mucillagini che facilitano il transito intestinale, e non farsi mancare uno yogurt magro o di soia per rinforzare la flora batterica. Anche in questo caso è importante bere e assumere, prima di dormire, tisane a base di liquirizia, malva o melissa, oppure assumere la senna, che contiene mannite, anche se è meglio non abusarne.

Articolo originale pubblicato il 27 Gennaio 2021

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