Ci sono persone che anche in inverno e a bassissime temperature hanno bisogno di indossare scarpe aperte, o che portano con sé sempre un sacchetto di ghiaccio per trovare un po’ di sollievo alla bisogna. Può sembrarci insolito, ma è l’evidenza di una condizione molto problematica: la sindrome dei piedi brucianti.

Si tratta di una condizione non semplicemente fastidiosa e dolorosa, ma che comporta, per chi ne è afflitto dei grossi problemi a camminare. Per fortuna, nella maggior parte dei casi, i sintomi si rivelano nel corso della notte, ma non sempre. E in ogni caso questi sintomi disturbano il sonno e quindi influiscono negativamente sulla capacità di affrontare in maniera efficace la giornata successiva.

Sul blog del medico Matteo Pennisi viene spiegato che questa condizione affligge per lo più le donne, con una maggiore incidenza per le over 50. Viene chiamata anche sindrome di Grierson-Gopalan, perché fu documentata da Grierson nel 1826 e poi approfondita da Gopalan un secolo più tardi, nel 1946. Purtroppo però non si conosce su questa condizione tutto ciò che si desidera, a partire dalle cause che la scatenano.

Il grande errore che tutti noi facciamo nei confronti dei nostri piedi

Cos’è la sindrome dei piedi brucianti?

Il sito dell’Ospedale Niguarda chiarisce che la condizione rientra tra le polineuropatie, ossia le “malattie che colpiscono i nervi periferici diffusamente e in modo simmetrico”. Può essere associata a malattie croniche come diabete, anemia e Aids, ma anche a insufficienza renale, carenza di vitamina B1, dipendenza da alcol e neoplasie.

Sindrome dei piedi brucianti: le cause

Le cause della sindrome dei piedi che bruciano non sono note. Si possono però stabilire teorie e ipotesi che potrebbero rivelarsi esatte, basate sull’osservazione. Come spiega il medico Dante Facchetti, responsabile di Neurofisiopatologia al Niguarda:

Probabilmente si tratta di un’alterazione del sistema nervoso periferico a livello di quelle piccole fibre nervose responsabili della sensibilità al dolore e del controllo della microcircolazione.

I sintomi della sindrome dei piedi brucianti

I sintomi vengono spiegati da Pennisi: si tratta di segni solitamente notturni, ma non sempre, che colpiscono soprattutto i piedi ma a volte si estendono anche alle caviglie e alle gambe. I sintomi sono:

  • bruciore;
  • pesantezza;
  • intorpidimento;
  • dolore;
  • sudorazione eccessiva;
  • ipersensibilità cutanea;
  • formicolio.
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Molti di questi sintomi sono legati al fenomeno di una vasocostrizione che porta alla diminuzione di ossigeno ai tessuti interessati. Va da sé che questa condizione diventa problematica non solo sul piano fisico ma anche sul piano sociale, perché chi ne è afflitto potrebbe sentire il bisogno di evitare le attività che richiedano la deambulazione la sera, che si tratti di una semplice passeggiata o attività sportiva (calcetto, bici, jogging e così via).

Gli spostamenti anche minimi possono infatti risultare decisamente dolorosi, tanto da rendere difficoltosa anche la stessa deambulazione.

Sindrome dei piedi brucianti: rimedi e cure

Solitamente la diagnosi avviene per sottrazione (ma solo quando non è legata a un’altra malattia cronica o temporanea), ossia quando sono state eliminate tutte le possibilità che si tratti di un’altra malattia, come per esempio l’eritromelalgia, che è un disturbo che affligge i vasi sanguigni e causa sintomi molto simili alla sindrome di Grierson-Gopalan.

Ci si sottopone quindi a varie visite, che coinvolgono professionisti medici come dermatologi, angiologi, ortopedici, fisiatri e psicologi. Vengono inoltre effettuati esami come risonanza magnetica nucleare ed elettromiografia.

Alcune persone trovano un minimo di sollievo grazie a un pediluvio freddo, ma si tratta di un rimedio tampone, che funziona leggermente nell’immediato ma non a lungo termine. Tuttavia, come spiegano dal Niguarda, le terapie più efficaci consistono nei farmaci, tra cui:

  • antidepressivi;
  • triciclici;
  • serotoninergici (per controllare meglio e gestire il dolore):
  • antiepilettici (per ridurre la sensibilità delle membrane dei neuroni);
  • acido γ-amminobutirrico (per stabilizzare il calcio sulle cellule nervose).
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