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Rooibos, i segreti di un elisir di lunga vita

Conosciuto anche come tè rosso africano, il rooibos è noto soprattutto per le sue proprietà antiossidanti; a differenza degli altri tè, è privo di caffeina.
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Colore ambrato e acceso, sapore intenso e naturalmente dolce che ricorda la malva e la nocciola: il rooibos (chiamato anche red bush o semplicemente tè rosso africano) è un infuso ideale per chi ama i sapori decisi. Ottimo da consumare quando si ha voglia di una bevanda calda durante l’inverno, ma non è detto che vi si debba rinunciare d’estate, visto che si può anche bere freddo, risultando molto dissetante. Tra l’altro è ricco di proprietà benefiche e molto povero di controindicazioni, adatto anche a bambini e donne in gravidanza.

Che cos’è il rooibos?

Il nome completo della pianta, dalle cui foglie si ottiene la bevanda, è l’Aspalathus linearis, appartenente alla famiglia delle Fabacee (leguminose). Si tratta di un arbusto di medie dimensioni dall’aspetto cespuglioso, con rami lunghi e sottili, tipico del Sudafrica, di cui è infatti bevanda nazionale per eccellenza. Nello specifico, si trova soprattutto nella regione del Cederberg e sono stati i nativi del posto i primi a scoprire la bevanda, prepararla e godere dei suoi effetti benefici. Le foglie, strette e lunghe, vengono raccolte e una volta essiccate e triturate consentono la produzione del roobois, tè rosso il cui colore ricorda il karkadè.

La pianta è arrivata in Europa intorno al 1772, grazie alle ricerche in Sudafrica del botanico Carl Humberg, ma solo a inizi Novecento c’è stata una prima commercializzazione su media scala, grazie al colono sudafricano Benjamin Ginsberg, primo a immettere la bevanda sul mercato.

Rooibos: come si consuma

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Fonte: iStock

In commercio il rooibos si trova sia puro che aromatizzato, sfuso o in bustine. Quello sfuso va messo in infusione in acqua bollente (circa un cucchiaino di foglie per tazza): necessita di qualche minuto in più, rispetto agli altri tè.

Si presta bene a diverse combinazioni: per aromatizzarlo ulteriormente e arricchirne il sapore si consigliano soprattutto la cannella (da spolverizzare o da aggiungere a pezzetti) e l’arancio (in scorzette o a fette). Il suo gusto si sprigiona al massimo se bevuto senza aggiunta di zucchero. Tra l’altro la bevanda risulta già naturalmente dolce, anche se non consumata immediatamente: ciò grazie al ridotto contenuto di tannini.

Il tè rosso può essere anche preparato e bevuto freddo, non solo caldo, dunque costituisce una valida alternativa in estate, quando si ha voglia di qualcosa di rinfrescante. In questo modo si può evitare l’abuso di succhi di frutta o bibite gassate.

Benefici e proprietà del rooibos

Il tè rosso non è come tutti gli altri, ha una differenza sostanziale rispetto al tè verde o al tè nero: è naturalmente privo di caffeina e contiene poca teina, il che lo rende adatto a essere consumato anche di sera, prima di mettersi a letto per dormire. Come gli altri tè, però, contiene molti antiossidanti e agisce attivamente contro la formazione dei radicali liberi. In più abbonda di vitamina C, fosforo, calcio, magnesio, ferro, potassio, fluoro, flavonoidi e zinco. Tutto questo apparato conferisce al roobois un’incisiva azione sul sistema immunitario, rinforzandolo e rallentando l’invecchiamento cellulare.

I sali minerali in esso contenuti agiscono tonificando ed energizzando i muscoli, quindi è l’ideale in caso di attività fisica o eccessiva sudorazione. Agevola la digestione stimolando la produzione di succhi gastrici e ha azione depurante e diuretica. Inoltre non contiene acido ossalico, dunque può essere consumato anche da chi soffre di calcoli renali.

Il rooibos funge da broncodilatatore, quindi è utile a chi soffre di asma e insufficienze respiratorie e anche da antistress, perché abbassa la tensione nervosa e la pressione alta. In più è efficace contro le allergie stagionali ed è di aiuto nelle malattie cardiache.

Rooibos: controindicazioni

Le principali controindicazioni del rooibos sono dovute a un’assunzione continua in casi speciali di ipersensibilità o allergie personali. Più genericamente, è sconsigliato in caso di problemi all’apparato digerente (es. gastriti), perché stimola la produzione di succhi gastrici. Attenzione anche a come viene abbinato: con gli agrumi può dare effetti eccitanti, consumato insieme a cibi ricchi di ferro può ridurre l’assorbimento di tale minerale.

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