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Allergia alle graminacee: i rimedi che funzionano e 7 cose che è bene sapere

L’allergia alle graminacee è una tra le più fastidiose e diffuse, specialmente tra la primavera e l’estate. Da cosa è causata, e come è possibile curarla?
allergia graminacee

Naso che cola, starnuti, occhi arrossati: per molte persone primavera significa anche allergia alle graminacee. In realtà si manifesta durante tutto il periodo di fioritura di alcune piante, è abbastanza diffusa e, a contatto con le vie aeree, causa una reazione anomala del sistema immunitario che si manifesta con sintomi tipici del raffreddore. Vediamo meglio di cosa si tratta, quali sono i rimedi migliori e alcune cose da sapere su questa fastidiosa allergia.

I sintomi dell’allergia alle graminacee

L’allergia alle graminacee è causata dai pollini di alcune piante, che contengono allergeni, si muovono con l’aria e possono quindi essere inalati. I sintomi manifestati dai soggetti allergici sono simili a quelli di un classico raffreddore, poiché colpiscono maggiormente le alte vie respiratorie. Variano da persona a persona e possono avere diverso grado di intensità. Se trattate nel modo giusto, le reazioni allergiche si possono risolvere in 10-15 giorni, il periodo necessario a curare tutti i sintomi, mentre la fase acuta dura fino a 72 ore.

I sintomi più comuni dell’allergia alle graminacee sono:

  • prurito al naso;
  • lacrimazione e irritazione agli occhi;
  • attacchi di starnuti;
  • congestione delle mucose nasali;
  • naso che cola e secrezione nasale abbondante di colore chiaro;
  • difficoltà respiratoria temporanea, anche detta dispnea;
  • prurito alla gola, palato e alle orecchie.

Durante gli attacchi allergici più gravi possono anche manifestarsi diarrea, senso di malessere diffuso, disturbi del sonno e fotosensibilità, complicazioni dell’asma, e infine shock anafilattico.

Allergia alle graminacee: rimedi farmacologici e naturali

allergia graminacee
Fonte: Web

La prima cosa da fare per limitare i sintomi dell’allergia è prendere le giuste misure preventive, cercando di evitare il più possibile l’esposizione ai pollini. Durante la fase acuta dell’allergia si possono invece trattare i sintomi grazie all’ampia disponibilità di trattamenti farmacologici e naturali.

Rimedi farmacologici all’allergia alle graminacee

Data la grande quantità di sintomi diversi che colpiscono gli allergici, si possono scegliere diverse classi di medicinali che aiutano contro i fastidi più evidenti. Prima di assumere qualsiasi farmaco, è importante rivolgersi al medico o al farmacista. I medicinali utilizzabili sono:

  • antistaminici, che bloccano il rilascio di istamina, alleviano prurito, starnuti e congestione nasale;
  • corticosteroidi, spray nasali o compresse contro i sintomi di infiammazione alle alte vie respiratorie;
  • decongestionanti, contro la congestione nasale;
  • antileucotrienici, usati nella cura dei sintomi da rinite.

Un’alternativa più duratura è la terapia desensibilizzante o immunoterapia fatta con estratti allergenici. Si tratta di una cura che dura dai 3 ai 5 anni e serve a stimolare la risposta immunitaria riducendo l’intensità dell’allergia in modo graduale.

Rimedi naturali

È un’ottima idea provare anche a curare i sintomi dell’allergia alle graminacee con rimedi naturali, che contrastano la reazione allergica. I più utilizzati sono estratti di alcune piante che contengono principi attivi antinfiammatori:

  • allium cepa, per contrastare il naso chiuso, gli starnuti e la secrezione nasale;
  • eufrasia, contro la congiuntivite allergica e i problemi agli occhi;
  • arsenicum album, utile contro i fastidi dell’asma;
  • rosa canina;
  • echinacea;
  • ribes nigrum.

Allergie alle graminacee e alimentazione: cosa evitare

allergia graminacee
Fonte: Web

Le graminacee sono presenti anche in tantissimi alimenti inclusi nei pasti di tutti i giorni. Pertanto, è possibile prevenirla e allentare l’intensità delle reazioni anche attraverso la giusta dieta, ed evitando alcuni cibi. Esistono alimenti in grado di scatenare l’allergia, poiché si producono grazie all’impollinazione, e riguardano soprattutto alcuni frutti. Sono pertanto da evitare, secondo la Dott.ssa Susanna Voltolini della Fondazione Veronesi alimenti quali: kiwi, melone, anguria, pesca, prugna, agrumi, albicocca, ciliegia, mandorla, pomodoro, arachidi.

Anche gli alcolici sono considerati da evitare perché possono amplificare le reazioni allergiche. Una volta diagnosticata l’allergia alle graminacee, è importante rivolgersi a un nutrizionista per scoprire quali cibi è meglio non ingerire, poiché si potrebbe manifestare la sindrome allergica orale, che può causare anche shock anafilattico.

7 cose che è bene sapere se si soffre di allergia alle graminacee

L’allergia alle graminacee è una delle più diffuse, e molte persone purtroppo ne soffrono. Non è difficile infatti nel periodo tra la primavera e l’inizio dell’estate, vedere gente che starnutisce e si soffia il naso. Per arrivare preparati ogni anno è importante conoscere bene questa allergia e sapere come contrastarla. Vediamo 7 cose che è bene sapere.

1. Le cause dell’allergia alle graminacee

Questa allergia è causata dai pollini della famiglia vegetale delle graminacee, una delle più diffuse al mondo. I pollini sono formati da granuli che contengono particolari sostanze, gli allergeni. Si spostano per fecondare le piante per via aerea. Una volta inalati, causano una reazione anomala e esagerata del sistema immunitario di chi ne soffre, che si manifesta con sintomi simili al raffreddore. L’organismo infatti individua i pollini come sostanze pericolose: produce anticorpi, le immunoglobuline, e stimola i mastociti a liberare istamina, la sostanza che causa l’infiammazione.

2. Quali piante causano l’allergia alle graminacee

Si considera che facciano parte della famiglia delle graminacee circa 9.000 specie diverse. Quelle che causano maggiormente l’allergia sono piante selvatiche, come la gramigna, che crescono spontaneamente nei giardini e ai bordi delle strade, ma anche piante tipiche della nostra alimentazione come frumento, orzo, mais, avena, segale e riso. L’ampia diffusione dell’allergia inoltre deriva dal fatto che, anche chi si trova in ambienti lontani da queste piante, viene colpito grazie alla facilità e alla velocità del trasporto dei pollini nell’aria.

3. Il periodo

L’allergia alle graminacee trionfa nel periodo di fioritura delle piante coinvolte, quando i granuli dei pollini si spostano nell’aria per fecondare altri vegetali della stessa specie. Di conseguenza, il periodo in cui si manifesta è abbastanza lungo, con momenti di intensità maggiore e altri in cui si attenua. Il periodo va circa da marzo fino a settembre. In primavera l’aria trasporta vere e proprie nuvole di pollini, che si concentrano e provocano reazioni allergiche anche all’interno delle case.

4. I calendari dell’impollinazione

I pollini che causano allergia sono moltissimi, ed è bene conoscere quali sono le piante a cui si è allergici, per poter evitare il contatto diretto. Esistono i calendari dell’impollinazione, che riportano il periodo e la zona di impollinazione delle diverse piante, non solo graminacee ma anche di altre tipologie che causano allergia.

5. L’incidenza

L’incidenza dell’allergia alle graminacee durante tutta la sua durata comprende circa il 10-15% della popolazione. L’AAITO – Associazione Allergologi ed Immunologi Italiani Territoriali ed Ospedalieri riporta che in Italia i pazienti che soffrono di sintomi di allergia alle graminacee è aumentato rispetto agli scorsi anni arrivando al 30% della popolazione.

A questo proposito, sulla Stampa parla Renato Ariano, Responsabile della Sezione di Aerobiologia dell’AAITO e Specialista Allergologo in Bordighera, che spiega come l’aumento dell’anidride carbonica e l’inquinamento atmosferico provochino l’aumento della produzione di piante spontanee e di polline aggressivo.

6. Diagnosi

Quando si presentano sintomi che fanno pensare all’allergia alle graminacee, è bene consultare un medico per escludere altre patologie. Per la diagnosi vengono fatti diversi test:

  • l’anamnesi con esame obiettivo. Non si tratta di un vero e proprio test, quanto più di risalire alla storia clinica del paziente e della sintomatologia per comprendere se ci sono i fattori che fanno presumere l’allergia alle graminacee, come la periodicità dei disturbi, la loro natura e anche la familiarità del paziente, l’abitazione e le condizioni lavorative;
  • il Prick Test, un test cutaneo nel quale viene applicata una goccia di allergene sospetto sull’avambraccio o sulla schiena, e fatto penetrare con una piccola puntura. Se si manifesta una reazione allergica, simile a una puntura di zanzara in quella zona, significa che il paziente è allergico;
  • Rast Test, ossia dosaggio delle IgE specifiche, un esame del sangue che ricerca le sostanze responsabili della reazione allergica, attraverso la misurazione degli anticorpi specifici presenti.

7. Cosa fare se si soffre di allergia alle graminacee

Oltre ai rimedi esistono cose da fare per prevenire e evitare attacchi di allergia. Sono accorgimenti che consistono nell’evitare di uscire soprattutto la mattina, nei giorni soleggiati, nei periodo ventosi e con tempo asciutto. Anche dopo la pioggia è rischioso, poiché l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree. Altri provvedimenti da attuare sono:

  • prevenire l’entrata dei pollini in casa, chiudendo le imposte nelle ore più soleggiate;
  • stare lontani da parchi, prati e giardini;
  • fare spesso la doccia lavando con cura i capelli, e lavare più volte i vestiti utilizzati all’esterno, veicoli di pollini;
  • in auto, tenere i finestrini alzati, e usare filtri anti-polline, evitando di posteggiare in prossimità di piante e parchi;
  • pulire con cura gli animali domestici, dopo che sono usciti, poiché anche il loro pelo trasporta pollini;
  • usare la mascherina quando si esce nei periodi di maggiore intensità.
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