Prove allergiche: cosa ti dicono, quando farle e affidabilità

Perché e quando si dovrebbero fare le prove allergiche? Prendete nota se avete il sospetto di poter essere allergici a qualcosa...

Occhi che si gonfiano e lacrimano, labbra che si ingrossano, starnuti a più non posso e tosse incontrollabile. Soffrire di un’allergia è davvero fastidioso (oltre che decisamente pericoloso in molti casi), e chi è allergico o allergica a qualcosa lo sa molto bene.

Ma come possiamo scoprire se alcuni disagi o fastidi che proviamo sono da ricondursi effettivamente a un’allergia? Ad esempio attraverso le prove allergiche, lo strumento più utile per scoprire se ci sono cibi, sostanze  o cose particolari responsabili dei nostri sintomi.

Prove allergiche: come si fanno?

Se sospettiamo di avere un’allergia, che sia alle graminacee, alimentare o di altro genere, la cosa importante da fare è rivolgersi a un medico allergologo che potrà fare un’anamnesi del paziente, ovvero raccogliere tutte le informazioni necessarie, effettuerà una visita clinica per fare il punto della situazione, valutando poi l’opportunità di sottoporsi a test allergici specifici, appunto le prove allergiche, per escludere o confermare la presenza di un’allergia.

Quali tipi di prove allergiche esistono?

prove allergiche
Fonte: iStock

Benché esistano diversi test allergici che un allergologo può decidere di effettuare, in generale si riconducono a due grandi tipi, quelli cutanei e gli esami del sangue. I test cutanei sono divisi in due tipologie:

  • test allergici percutanei, in cui vengono strofinate sulla pelle o fatte penetrare nella cute piccole quantità di potenziali allergeni;
  • test allergici intracutanei, in cui l’allergene viene iniettato sotto la pelle.

In entrambi i casi, se si verificano arrossamenti della pelle significa che si ha un’allergia. A questa categoria appartengono prick test e patch test.

Gli esami del sangue che invece possono rilevare la presenza di un’allergia riguardano le Immunoglobuline E (IgE), anticorpi presenti ad alti livelli se il sistema immunitario reagisce alla presenza dell’allergene, i quali sono rilevabili attraverso il test radioallergoassorbente (RAST), e gli eosinofili, una particolare classe di globuli bianchi.

"Come posso capire se è allergia o se sono sintomi di Covid-19"

Prove allergiche: l’affidabilità

Se parliamo di affidabilità i test cutanei o gli esami del sangue sono ovviamente i più affidabili; come sottolineato dagli esperti della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica, solo questi sono da considerarsi pienamente affidabili: test fai da te o non accreditati danno risultati positivi nel 90% dei casi, dando al paziente l’illusione di una diagnosi.

Fra i test non accreditati ci sono

  • test IgG sul sangue rivolti verso i singoli alimenti: visto che gli anticorpi di classe IgG non sono responsabili di un’allergia, ma solamente indicatori di un precedente contatto con l’alimento, la positività del test non rivela necessariamente che il soggetto sia allergico a quell’alimento.
  • test kinesiologico, basato sulla teoria per cui un’intolleranza alimentare provoca un indebolimento, del tutto priva di evidenze scientifiche.
  • test del capello, che misura il livello di metalli pesanti presenti in una ciocca di capelli, dato non per forza correlato con la presenza di un’allergia.
  • test leucocitario citotossico, che mette a contatto i globuli bianchi con gli allergeni, osservandone eventuali alterazioni o persino la distruzione dei primi. Nessun riscontro scientifico, anche in questo caso.
  • vega test, basato sulla teoria per cui un’allergia provoca un’alterazione dei flussi elettromagnetici che attraversano il corpo.
  • esami su saliva, urine e feci.

L’unica cosa da fare è quindi rivolgersi al proprio medico di base che, grazie anche all’entrata in vigore dei nuovi LEA 2017 (Livelli Essenziali di Assistenza), può prescrivere le prove allergiche senza prima la necessità di consultare uno specialista.

Quando fare le prove allergiche?

Ovviamente le prove allergiche possono essere eseguite per specifiche ragioni, ad esempio se si suppone che un determinato alimento, oggetto o situazione possano scatenare reazioni allergiche nel soggetto.

Molto spesso sono effettuate da bambini, quando cominciano a manifestarsi i primi sintomi di allergie, ma anche gli adulti possono ovviamente sottoporsi ai test, soprattutto se, ad esempio, sospettano di poter avere una delle cosiddette “allergie stagionali”, come quella ai pollini.

Cosa rischia chi ha un'allergia al lattice e come può prevenirla
La discussione continua nel gruppo privato!