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Risvegli notturni: "Perché non riesco a dormire una notte filata?"

I disturbi del sonno sono un problema a cui fare attenzione perché rischiano di compromettere la qualità della vita. Alcune persone non riescono a dormire una notte filata, e soffrono dei cosiddetti risvegli notturni.

Tra i disturbi del sonno che possono colpire una persona esistono i risvegli notturni, quel fastidioso fenomeno che non permette di fare un sonno continuato e riposante che risulta invece interrotto. Può capitare in nottate di particolare stress o altri problemi legati al corpo e alla mente, ma c’è chi ne soffre anche per periodi lunghi.

Per risolvere il disturbo, che porta conseguenze anche importanti per la qualità della vita e la salute, è importante comprendere la causa scatenante. Vediamo insieme cosa sono i risvegli notturni, da cosa sono causati, i rimedi e quando si manifestano nei bambini.

Risvegli notturni negli adulti: le possibili cause

L’insonnia è un disturbo del sonno importante, che riguarda più persone di quante possiamo immaginare. Mantenere una buona qualità del sonno non è facile, necessita di buone condizioni di salute, della stanza, del letto e anche mentali. L’insonnia di manutenzione del sonno (IMS) più nota con il nome di risvegli notturni, è il reclamo più diffuso.

Si tratta di svegliarsi nel cuore della notte, a orari che dipendono dall’ora in cui si va a dormire, e faticare molto a riaddormentarsi. Le cause possono essere di diversa natura, ma è fondamentale scoprire il motivo per cui il sonno viene interrotto tutte le notti, per poter trovare il rimedio adatto. Vediamo le cause principali dei risvegli notturni.

Disturbi nascosti

Una delle cause di insonnia, più specificatamente di risvegli notturni, è un problema già esistente che si manifesta con difficoltà del sonno. Lo stress ad esempio è uno dei motivi più frequenti, specialmente di chi lamenta questo disturbo solo in alcuni periodi della vita. In questo caso il fenomeno è transitorio, e basta eliminare o gestire meglio la fonte di stress per tornare a dormire serenamente.

Altri problemi possono essere un’indigestione, disturbi di tipo psichiatrico come ansia e disturbo bipolare, oppure farmaci e condizioni di salute che spingono ad andare spesso al bagno, come la prostata ingrossata o medicinali diuretici. In questi casi il bisogno di urinare causa i continui risvegli.

Condizioni esterne

Il problema può anche venire dall’esterno, in particolare dalle condizioni e dall’igiene della stanza e dall’ambiente in cui si dorme. La temperatura deve essere costante durante la notte. Spesso infatti ci si sveglia in continuazione per via del troppo caldo, ma anche, più raramente, del freddo. Inoltre disturbi visivi come luci intermittenti che filtrano dalle finestre o spie luminose di dispositivi possono causare difficoltà a dormire, così come disturbi sonori.

I rumori provenienti dalla strada o dalla casa, così come il russare del compagno ad esempio. Il materasso e il cuscino svolgono poi un importante ruolo nella qualità del sonno: dolori alla schiena o al collo e posizioni scomode sono causa di risvegli notturni e impossibilità a ritrovare il sonno.

Disturbi del sonno

Esistono inoltre insonnie legate ad altri disturbi che colpiscono la persona mentre dorme. Fanno parte di questi l’apnea notturna, che causa sonno interrotto e disturbato, narcolessia, il disordine di movimento periodico dell’arto (PLMD). Quest’ultimo è un disturbo che consiste nel movimento continuo involontario dei muscoli scheletrici mentre si dorme, che causa appunto interruzione e addirittura talvolta privazione del sonno.

Rimedi per risvegli notturni negli adulti

risvegli notturni
Fonte: iStock

Le conseguenze di notti insonni causano problemi nella quotidianità. Di giorno infatti si manifestano sonnolenza, irritabilità, difficoltà nella concentrazione, problemi dell’umore. A lungo termine possono causare disturbi psichici, anche depressione, ed è importante cercare di risolvere il problema dei risvegli notturni il prima possibile. Per gli adulti esistono dei rimedi che si possono attuare migliorando le condizioni del sonno.

  • Creare l’ambiente adatto: evitare temperature eccessivamente calde o fredde, eliminare luci disturbanti con imposte e tende adatte, o con l’uso della mascherina. E ancora coprire i rumori con i tappi per le orecchie o usare i generatori di rumore bianco, oltre a procurarsi il cuscino adatto.
  • Evitare cene pesanti prima di dormire per contrastare l’insorgenza di disturbi gastro-intestinali e indigestioni che possono svegliare. Allo stesso modo bisogna evitare sostanze energetiche come caffeina e teina.
  • Non fare sonnellini durante il giorno, anche se sembra l’unico modo per sopravvivere alla giornata. Le pennichelle alterano il ritmo di veglia/sonno, peggiorando il problema dell’insonnia.
  • Effettuare la restrizione del sonno per renderlo più efficace: significa andare a letto solo per le ore in cui si dorme. Se bastano 6-7 ore di sonno a notte, è inutile stare a letto di più perché si rischia di risvegliarsi e non dormire più.
  • Durante i risvegli notturni è bene non rimanere a letto aspettando di riaddormentarsi, ma alzarsi e fare attività rilassanti come leggere, fare le parole crociate, cucire, disegnare.
  • In questo caso è importante evitare gli apparecchi elettronici poiché la luce dello schermo altera il sonno.
  • Prima di dormire si può provare a fare un bagno caldo o bere una tisana, meglio se camomilla, per regolare la temperatura e il relax del corpo.
  • In caso di disturbi dell’umore o psichiatrici è consigliato ricorrere a una terapia cognitivo-comportamentale con gli esperti.
  • Per comprendere la causa effettiva, si possono effettuare esami per la diagnosi e la terapia del sonno in centri medici specializzati.
  • Provare ad assumere erbe naturali che aiutano il sonno oppure la melatonina, ma solo sotto consiglio del proprio medico.

Risvegli notturni nei neonati e nei bambini

Il sonno dei neonati e dei bambini è diverso da quello degli adulti, e occupa infatti diverse ore della giornata. Tuttavia i risvegli notturni sono molto diffusi nei bambini fino ai 3 anni di vita: infatti i neonati tendono a dormire anche 15-18 ore al giorno, ma risvegliandosi ogni 3-4 ore. Inoltre si calcola che nei neonati circa il 20% soffra di disturbi del sonno, percentuale che diminuisce con il passare degli anni.

Per quanto riguarda i neonati, i risvegli notturni sono quasi sempre legati a un bisogno fisico o a un fastidio, un disagio. Risultano infatti normali, tanto che è risaputo che i genitori nei primi mesi di vita devono fare i conti con il piccolo che li sveglia ad ogni ora. Già da prima di un anno comunque il sonno tende a regolarizzarsi e i risvegli notturni rappresentano sintomo di qualcosa.

Potrebbe essere l’ansia da separazione e di dormire da soli nella propria cameretta. Ma anche cause come l’arrivo di un fratellino o sorellina, lo spuntare dei dentini, la ripresa lavorativa della mamma, tensioni in casa o cambiamenti di routine, oppure cambi drastici come l’inizio dell’asilo o un trasferimento. Per risolvere il problema dei risvegli notturni dei bambini è importante creare una routine prima della nanna, come bere qualcosa di caldo o leggere un libro.

Inoltre, buone cose da fare sono: mettere il bambino a letto anche prima che sia esausto, quando diventa irritabile e fa più fatica ad addormentarsi; farlo addormentare nel posto in cui passerà la notte in modo da non doverlo svegliare per spostarlo; passare del tempo con lui durante il giorno, giocare insieme e osservarlo. In questo modo lui sente di avere vicino i genitori e si sente meglio, e inoltre si può comprendere quale sia l’eventuale problema di fondo.

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