Coronavirus, cosa succederà da qui al 15 marzo - Roba da Donne

Tutta l’Italia è stata sottoposta a “misure urgenti di contenimento sull’intero territorio nazionale” per decisione del Governo con il decreto del 9 marzo, al fine di fronteggiare al meglio il Coronavirus ormai diffuso in tutto il nostro Paese.

Scuole chiuse, eventi sportivi e culturali di ogni genere sospesi, bar aperti solo dalle 6 alle 18 e ripercussioni inevitabili sulla situazione economica del nostro Paese, ma in ballo c’è la salute di tutti e l’invito, diffuso anche via social da diversi hashtag e ripetuto anche da vip e volti noti dello spettacolo e dello sport, è quello di restare a casa. Se non altro almeno fino a quando il peggio non sarà passato

Da Giuliano Sangiorgi a Fiorello: i vip uniti per combattere il Coronavirus

È un virus molto subdolo, che rimane in silenzio molto tempo prima di emergere, come uno squalo in acqua, e allora noi non entriamo in acqua“, questo è l’appello di Alberto Angela, che in un video su Facebook ha invitato le persone che possono restare a casa a rispettare le norme imposte dal decreto, ricordando che “non è per sempre”, ma che si tratta solo di una situazione provvisoria.

Anche perché, a dispetto di quanti molti credono, non è vero che il virus colpisce solo la fascia di popolazione over 50; ci sono anche molti giovani contagiati dal COVID19, per questo è importante capire che le misure di prevenzione sono necessarie per tutti, e che rinunciare a qualche aperitivo o a una serata in discoteca è un “sacrificio”indispensabile per debellare l’emergenza il prima possibile.

Le nuove misure di contenimento estese a tutto il territorio nazionale

In virtù delle nuove disposizioni, il decreto del 9 marzo modifica parzialmente quello dell’8, che prevedeva le misure di contenimento nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia, ampliandole a tutto il territorio nazionale.

Secondo le nuove disposizioni, come si legge nel testo del decreto stesso, si consiglia:

  • di “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza“.
  • ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre superiore ai 37,5° C di rimanere a casa, limitando al massimo i contatti sociali e avvertendo il proprio medico curante.
  • di non uscire assolutamente ai soggetti sottoposti alla misura della quarantena o risultati positivi al virus.
  • sono inoltre sospesi “gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti professionisti e atleti di categoria assoluta che partecipano ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico“.
  • ai datori di lavoro si raccomanda di promuovere, per tutto il periodo di efficacia del decreto, “la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie“.
  • sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, anche religiose.
  • sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia.
  • sono chiusi i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura.
  • sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo, a carico del gestore, di “predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro“.
  • sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, nelle giornate festive e prefestive, mentre nei giorni feriali deve comunque essere garantito il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro.
  • sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

Un positivo su 5 ha tra i 19 e i 50 anni

Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Luigi Sacco di Milano, senza voler fare allarmismi invita però tutti a evitare “i locali e i punti di aggregazione”, da chiudere anche nelle regioni per ora non direttamente coinvolte dall’emergenza. E ricorda che i giovani non sono immuni dal contagio.

Gli adolescenti si considerano immortali. Ma ci sono anche giovani in rianimazione con problemi decisamente seri. Trentenni e anche più giovani. Pochi casi, ma ci sono.

Attenzione, però: in un periodo confuso come questo è facile cadere vittime di fake news e di psicosi collettive; per questo, è importante chiarire che audio come quello in cui dei presunti sanitari del Niguarda di Milano parlavano di “ventenni intubati” non sono veri.

“Una menzogna e una porcheria inqualificabile”, così l’ha definita il professor Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele, che aggiunge:

Noi abbiamo 27 persone in terapia intensiva, sei sono guariti e ce n’è uno di 18. Ma uno. E capita anche in periodi normali che un giovane possa ammalarsi di polmonite. L’età media dei pazienti è 70 anni.

Un’analisi dell’Istituto Superiore di Sanità rivela però come una persona su cinque, tra quelle finora risultate positive al tampone, abbia tra 19 e 50 anni.

Su 8342 casi positivi, infatti, l’1,4% ha meno di 19 anni, il 22% è nella fascia 19-50, il 37,4% tra 51 e 70 e il 39,2% ha più di 70 anni, con un’età media di 65 anni. A questo va aggiunto il dato che più della metà delle persone decedute avesse più di 80 anni, e due terzi di queste presentassero 3 o più patologie croniche preesistenti.

Un altro dato interessante è rappresentato dal fatto che il 62,1% dei contagiati sia composto da uomini; già, perché ad ammalarsi più facilmente sono proprio loro.

Perché il coronavirus colpisce mortalmente più gli uomini delle donne

Come si legge in un articolo del New York Times, negli scorsi giorni in Cina, Paese da cui è partita l’epidemia, il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie ha pubblicato la più grande analisi mai fatta finora sul coronavirus, scoprendo un dato interessante: sebbene uomini e donne siano stati infettati in numero pressoché uguale, i ricercatori hanno scoperto che il tasso di mortalità tra gli uomini è stato del 2,8%, rispetto all’1,7 % tra le donne.

Del resto, con altri virus del recente passato, su tutti SARS e MERS, i numeri erano stati più o meno simili: più donne che uomini sono state infettate dalla SARS a Hong Kong nel 2003, ma il tasso di mortalità tra gli uomini è risultato superiore del 50%, secondo uno studio pubblicato negli Annals of Internal Medicine.

Da cosa può dipendere questo evidente disequilibrio? Si presume che, quando si tratta di aumentare la risposta immunitaria contro le infezioni, gli uomini risultano essere il sesso più debole. Gli scienziati non sanno ancora esattamente dire quali siano gli elementi che rendono il sistema immunitario femminile più forte, ma che quest’ultimo sia diverso negli individui di sesso femminile lo si evince anche, spiega l’articolo, dal fatto che le donne siano più sensibili alle malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide e il lupus, in cui proprio il sistema immunitario attacca gli organi e i tessuti del corpo.

Tanto che la dottoressa Janine Clayton, direttrice dell’Ufficio di ricerca sulla salute delle donne presso il National Institutes of Health, ha mostrato che quasi l’80% degli individui con malattie autoimmuni sono donne. In ogni caso, alcuni ritengono che i fattori che rendono il sistema immunitario femminile più forte siano la presenza degli estrogeni o di due cromosomi X, che contengono geni immuno-correlati. A questo si unisce il fatto di dover far sopravvivere la prole attraverso il latte materno, con cui i bambini assorbono gli anticorpi dalle madri.

In uno studio condotto sui topi rispetto alla SARS, i maschi hanno mostrato una risposta immunitaria inferiore ed erano più lenti a liberare il virus dai loro corpi. Hanno sofferto maggiormente di danni ai polmoni e sono morti a tassi più elevati, ha affermato il dottor Stanley Perlman, professore di microbiologia all’Università dello Iowa, autore senior dello studio. Quando i ricercatori hanno bloccato gli estrogeni nelle femmine infette o rimosso le loro ovaie, queste hanno evidenziato più probabilità di morire, ma il blocco del testosterone nei topi maschi non ha fatto alcuna differenza, indicando che gli estrogeni possono svolgere un ruolo protettivo.

Attenti alle truffe

Come spesso purtroppo accade, c’è chi in situazioni di panico cerca di lucrare: è il caso di alcune zone in cui sono stati segnalati presunti operatori sanitari passati casa per casa per effettuare test a campione attraverso tamponi, al fine di rilevare eventuali positività al coronavirus. Un modo per introdursi nelle abitazioni dei poveri malcapitati, molto spesso anziani.

È fondamentale sapere che nessun operatore sanitario è stato mandato sul territorio per effettuare test a campione.

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I numeri da chiamare

Se si presentano i sintomi del COVID-19, non recatevi al pronto soccorso o presso l’ambulatorio del proprio medico di famiglia, ma fate riferimento ai numeri di emergenza, appositamente istituiti e dedicati all’emergenza in corso. A livello nazionale, si può contattare la linea verde del Ministero della salute, che risponde al 1500, gratuito da fissi e cellulari e attivo 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20, cui si possono richiedere informazioni se si pensa di aver contratto il virus, e il numero di emergenza 112.

Regioni e Asl si sono inoltre organizzate localmente fornendo altri contatti telefonici ai residenti, reperibili sui loro siti internet istituzionali.

Fonte: Hub

Cos’è il coronavirus?

I coronavirus sono una grande famiglia di virus conosciuti per essere alla base della formazione di malattie che vanno dal comune raffreddore a patologie più gravi come la MERS, sindrome respiratoria mediorientale e la SARS, sindrome respiratoria acuta grave.

Il coronavirus 2019-nCoV appartiene a questa famiglia e fino a oggi non era mai stato identificato nell’uomo.

I sintomi

I coronavirus provocano una sintomatologia piuttosto comune, simile a quella del raffreddore o dell’influenza con disturbi come:

  • naso che cola;
  • mal di gola;
  • cefalea;
  • tosse;
  • febbre.

Solo nei casi più gravi o in presenza di altre malattie possono subentrare polmoniti, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e, in ultimo, anche la morte.

Trattamento

Come riportato dal Ministero della Salute, essendo una malattia “nuova”, non è ancora disponibile un vaccino o un trattamento specifico. La cura deve essere basata sulla sintomatologia del paziente.

Sicuramente, però, ci sono buone norme per prevenire la diffusione dell’infezione come:

  • lavarsi regolarmente le mani;
  • coprire naso e bocca quando si starnutisce o tossisce;
  • cuocere accuratamente carne e uova;
  • evitare il contatto ravvicinato con chiunque mostri i sintomi tipici delle malattie respiratorie.

Chi sono le tre ricercatrici che hanno isolato il virus

Tre ricercatrici dell’ospedale Spallanzani di Roma sono riuscite a isolare il virus, prime tra tutte in Europa; sono la sessantasettenne Maria Capobianchi, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, che dal 2000 lavora allo Spallanzani, Concetta Castilletti, 56 anni, responsabile dell’Unità dei virus emergenti, specializzata in microbiologia e virologia, e la giovane ricercatrice Francesca Colavita, 30 anni, che da 4 lavora nel laboratorio dopo aver fronteggiato anche l’emergenza Ebola in Sierra Leone.

Abbiamo cullato il virus e abbiamo avuto anche un po’ di fortuna – ha raccontato Castilletti a Il Sole 24 ore – Sono abituati a questo genere di emergenze a casa mia, anche perché io non mi ricordo una vita diversa da questa. È sempre stato così. Ho vissuto la grande emergenza della Sars, di Ebola, dell’influenza suina, della chikungunya, e insieme ai miei colleghi siamo stati spesso in Africa. È un lavoro che mi piace moltissimo e non potrei fare altro. Ma la vittoria è di tutto il team. Eravamo tutti impegnati, tutta la squadra. Abbiamo un laboratorio all’avanguardia, impegnato 24 ore su 24 in questo genere di emergenze.

E pazienza se c’è chi, nel riportare l’importantissima notizia, proprio non sia riuscito a infilarci dentro una nota polemica; parliamo del direttore di Libero Vittorio Feltri, che in un tweet ha parlato del grande traguardo del team tutto al femminile dello Spallanzani sottolineando la provenienza geografica delle tre dottoresse.

È davvero importante dire “tre signore meridionali” [Capobianchi è di Procida, Castilletti di Ragusa e Colavita di Campobasso, ndr.] ? Ovviamente no. E ancor peggio suona la frase “Poi dicono che i terroni sono incapaci“. Ma si sa, non tutti probabilmente hanno una comprensione chiara della frase”Il silenzio è d’oro”.

Coronavirus: distinguere la verità dalle fake news

In casi come questo, in cui è molto facile creare panico e generare allarmismi, distinguere le notizie affidabili dalle bufale è tanto complesso quanto fondamentale.

Cerchiamo allora di capire meglio qual è il rischio concreto per la salute, legato al coronavirus, anche perché si è sentito davvero di tutto e, come spesso accade, anche il contrario di tutto. Cerchiamo allora di capire quali affermazioni sono vere e perché.

1. Il coronavirus si trasmette da uomo a uomo?

starnutoFonte: Pixabay

VERO. Questo però non vale per tutti i tipi di coronavirus.

Nel caso specifico del coronavirus 2019-nCoV  la trasmissione tra persone è stata riscontrata e avviene essenzialmente in due modi:

  • a causa dell’inalazione di goccioline emesse nell’aria dagli individui contagiati dal virus, quando si parla, starnutisce, tossisce o anche solo respirano;
  • tramite il contatto fisico con le mani, superfici, alimenti e oggetti contaminati.

2. Per evitare rischi non devo più acquistare prodotti cinesi?

spedizione
Fonte: Web

FALSO. Nonostante si conosca ancora poco su questo nuovo virus, si sa che la sua trasmissione avviene attraverso le goccioline di saliva infette.

Il dubbio è stato talmente forte da richiedere l’intervento del  CDC (Centers for Disease Control and Prevention) che ha detto:

Al momento è difficile capire se questo virus si comporterà come fecero in passato la SARS e la MERS, ma è possibile fare riferimento a questi per orientarci su eventuali dubbi.

I Coronavirus difficilmente riescono a sopravvivere sulle superfici e di conseguenza il rischio di diffusione tramite prodotti e imballaggi che solitamente vengono spediti per giorni e settimane a temperatura ambiente è molto basso.”

3. Con il vaccino anti influenzale sono protetto dal coronavirus 2019-nCoV?

vaccinazione
Fonte: Pixabay

FALSO. Il vaccino anti influenzale non è specifico anche per il coronavirus.

Essendo una malattia nuova non esiste un vaccino per il coronavirus 2019-nCoV così come non esiste un trattamento specifico.

La cura e la terapia di supporto si basano essenzialmente sui sintomi del paziente.

 

4. Se mi proteggo con la mascherina non prenderò mai il virus?

mascherina
Fonte: Web

FALSO. Le mascherine anche se usate nel modo corretto non sono infallibili.

Coronavirus: le mascherine bloccano davvero il contagio?

Questo perché virus e gli agenti patogeni possono passare facilmente ai lati del viso ed entrare nel corpo attraverso gli occhi. In più il coronavirus 2019-nCoV ha un’incubazione di 2 settimane quindi non è solo nel momento di massimo contagio che ci si dovrebbe riparare. E quando la malattia è ancora silente non è possibile riconoscerne i sintomi.

Articolo originale pubblicato il 3 Febbraio 2020

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