La pandemia di Coronavirus ci ha spinti a rivedere giocoforza la nostra normalità, ma inevitabilmente la crisi imposta dal virus e l’immane sforzo compiuto dal sistema sanitario per curare i tantissimi positivi hanno “lasciato indietro” alcune importanti questioni.

Se, come abbiamo visto, l’emergenza in cui ci troviamo ha lasciato spazio anche a nuove risacche antiabortiste, dato che la situazione è critica anche per le interruzioni di gravidanza, non meno grave è invece quanto stanno vivendo le persone transgeder, che si vedono sospesi i trattamenti ormonali, terapeutici e psicologici, e incontrano difficoltà evidenti anche per quanto riguarda il cambio dei documenti.

Giù le mani dall'aborto farmacologico: il grave affronto della regione Umbria

Ne parliamo dopo aver letto questo post sulla pagina Instagram di Virgin & Martyr:

Come prima cosa, la violenza di cui sono vittime moltissime donne, costrette in casa con i propri aguzzini, non risparmia le persone trans, e ovviamente dobbiamo pensare anche a chi non ha ancora avuto la forza necessaria per far sapere ai propri familiari di essere transgender: la convivenza forzata potrebbe davvero dar luogo a situazioni spiacevoli. Ma, in aggiunta a questo, c’è la sospensione di tutte le prestazioni mediche considerate non urgenti, ivi comprese anche le terapie ormonali proprio per le persone trans.
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Pensiamo poi a chi non ha ancora potuto fare il cambio anagrafico relativo ai documenti e rischia quindi, nel momento in cui deve uscire per necessità, di avere problemi con i dati scritti sulla propria autocertificazione. ⁣⁣
⁣⁣Per entrare meglio nella realtà dei transgender abbiamo voluto contattare l’autore di questo post, Elia, che sta compiendo la propria transizione.

Sono Elia, ho 23 anni e faccio lo scrittore – si presenta – Sono un ragazzo transgender e fino ad oggi ho subito tantissima discriminazione: omofobia, transfobia, minacce di morte. Ho deciso nel tempo di diventare la voce di chi non poteva averne una e di mettermi dalla parte degli ultimi. Con il mio libro porto avanti un progetto contro omofobia e transfobia, ‘Amore in movimento’, che ho già presentato in varie città e che avrei dovuto portare nelle scuole (la quarantena me lo ha impedito).

Ho iniziato il mio percorso di transizione quando avevo 21 anni ed è stata un’esperienza tragica per me. Non riuscivo a fare coming out con la mia famiglia e con nessuno, ero davvero spaventato.

Dopo il coming out è andato tutto bene, ora fortunatamente sono tutti dalla mia parte e mi danno tutto il supporto possibile.
All’inizio è stato difficile trovare informazioni concrete su cosa fare e come muovermi, e soprattutto trovare il coraggio.
Ora sono a cinque mesi di terapia ormonale e finalmente si vedono i risultati. Se mi guardo indietro non riesco a credere a tutta la strada che sono riuscito a fare“.

Elia ci parla poi delle personali difficoltà che incontra in questo momento:

In questo periodo di emergenza molti ragazzi, me compreso, si stanno trovando in una situazione di disagio.
Molti si sono trovati senza terapia, senza supporto psicologico o senza medicinali.
Gli sportelli online per il supporto psicologico si sono attivati, ma comunque non sono la stessa cosa, non tutti hanno accesso a una connessione Internet e non tutti vivono in un contesto familiare che li supporta e li aiuta.

Tantissimi ragazzi sono costretti a rimanere chiusi in casa con genitori omofobi, transfobici e violenti e non hanno nessuno a cui chiedere aiuto.

Per quanto riguarda medicinali e terapia ormonale, i disagio sono molteplici dal momento in cui per il contenimento del Covid-19 è stato emanato un decreto che sospende tutte le prestazioni mediche non ritenute essenziali.
I ragazzi a cui sono scadute le prescrizioni, per esempio, sono stati costretti a rimanere senza medicinali ( e questo comporta un disagio psico-fisico non indifferente) e molti endocrinologi si sono rifiutati di rinnovare delle prescrizioni online.

Questo non va che ad aggiungersi ai già diffusi problemi di distribuzione e reperimento dei medicinali stessi, che già prima dell’emergenza erano ingenti. Sembra ci sia un gran divario tra nord e sud per la reperibilità di questi medicinali.

Oltre a questo, purtroppo, si aggiungono i disagi di carattere burocratico e civile. Le persone transgender che non hanno ancora potuto effettuare un cambio di documenti (lo Stato lo permette solo dopo un lunghissimo processo) stanno avendo gravi problemi nello spostarsi, nonostante validi motivi e autocertificazione.

Queste persone, me compreso, stanno rischiando di prendere una multa o di essere denunciati per falsa dichiarazione o falsa identità.

Tutto questo è assolutamente inaccettabile nel 2020, dal momento in cui sembra si sia creato un divario tra cittadini di seria A e cittadini di serie B. Innumerevoli ragazzi che erano sul punto di iniziare un percorso ormonale di transizione si sono trovati bloccati, senza nessun supporto e completamente da soli.
Le operazioni sono state rimandate e questo comporta dei danni psicologici non indifferenti, se pensiamo che le liste d’attesa in Italia sono lunghissime. Tutte le procedure e tutto quello che riguarda il mondo trans è stato rimandato a data da definirsi, lasciando i ragazzi brancolare nel buio“.

Non ci sono, fortunatamente, solo lati negativi:

“Innumerevoli sono state le iniziative a supporto dei ragazzi, come il finanziamento arrivato al consultorio Trans-Genere della regione Toscana che offre soluzioni e conforto alla comunità e sembra aprire uno spiraglio di speranza in queste buie giornate di epidemia. A sostegno di questi ragazzi va sempre ricordato che ci sono associazioni, volontari e tantissime altre iniziative che non devono essere sottovalutate, come ad esempio il numero verde sempre attivo GAY HELP LINE (800 713 713). Anche il SAIFIP di Roma si sta muovendo per attivare un servizio online per non interrompere bruscamente il percorso psicologico delle persone che sono in terapia. Inoltre TransVisioni – rete di associazioni trans e non binary – ha deciso di istituire un apposito sportello di aiuto nazionale per tutta la durata dell’emergenza Coronavirus“.

I ragazzi e le ragazze transgender devono tenere sempre a mente che, nonostante le difficoltà, non sono soli, nella speranza che questa emergenza sanitaria legata alla diffusione di questo dannosissimo virus possa essere un trampolino di lancio per rivendicare tutti quei diritti che giustamente gli spettano.

Durante questa emergenza, è importante lasciare a chi ne ha bisogno alcuni suggerimenti per capire come muoversi e cosa fare:

Come prima cosa, conservate i vostri piani terapeutici e/o le ricette bianche perché hanno valenza anche se sono scaduti. Se avete una ricetta bianca in scadenza non consegnatela al farmacista ma tenetela con voi per tutto il tempo dell’emergenza. Fortunatamente il Ministero è a conoscenza che esistono problematiche territoriali in merito all’estensione della validità delle nostre prescrizioni e all’erogazione delle Tos e si sta muovendo in questa direzione per risolverle nel miglior modo possibile.

Sfogliate la gallery per vedere alcuni dei post più significativi presi dall’accountInstagram di Elia.

Coronavirus: perché le persone trans stanno pagando un prezzo altissimo
Fonte: instagram @elia.lien
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Articolo originale pubblicato il 24 Aprile 2020