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La dieta del lungo respiro: è davvero possibile perdere peso respirando?

C'è un fondamento scientifico nella dieta del respiro messa a punto da un attore giapponese, ma ci sono anche dei rischi se si soffre di determinate patologie.

Molte di noi in vari periodi della vita hanno provato a perdere peso nei modi più disparati. Abbiamo letto diete su riviste femminili, siamo andate dalla nutrizionista, abbiamo eliminato dalla nostra alimentazione alcuni alimenti – cosa sbagliatissima – ma l’abbiamo fatto sempre a costo di grandi sacrifici. E se ci fosse un modo per dimagrire che non comporti delle rinunce? È quello che promette la dieta del lungo respiro, che però (ed è il primo però) è stata pensata e realizzata non da un medico ma da un attore, il giapponese Miki Ryosuke.

Sul Web se ne parla in vari contesti già dal 2013: la dieta del respiro (o dieta del lungo respiro) si basa sull’esperienza di quest’attore che, dovendo fare degli esercizi di respirazione per alleviare il proprio mal di schiena si è reso conto di perdere 12 chili in poco più di un mese e mezzo. In pratica la dieta di Ryosuke consiste proprio in questo: non adottare particolari accorgimenti a tavola, ma semplicemente effettuare determinati esercizi di respirazione.

Chi pratica attività fisica come il pilates e lo yoga sa quanto la respirazione sia fondamentale, ma sarà proprio vero che già questo consenta una perdita di peso? In effetti, uno studio del 2014 pubblicato sul British Medical Journal ha rilevato che questo processo può bruciare fino a mezzo chilo di grasso al giorno.

Considerando l’impennata dei tassi di sovrappeso e obesità e il forte interesse per questo argomento – si legge nell’abstract della ricerca – c’è una sorprendente ignoranza e confusione sul processo metabolico della perdita di peso tra il pubblico in generale e gli operatori sanitari. Ci siamo imbattuti in idee errate su come gli esseri umani perdono peso tra medici generici, dietisti e personal trainer. La maggior parte delle persone credeva che il grasso venisse convertito in energia o calore, il che viola la legge sulla conservazione della massa.

Sospettiamo che questo equivoco sia causato dal mantra «energia dentro / energia fuori» e dalla concentrazione sulla produzione di energia nei corsi di biochimica universitaria. Altri fraintendimenti riguardavano il fatto che i metaboliti del grasso venivano escreti nelle feci o convertiti in muscoli.

In altre parole, stando allo studio, la respirazione influenza i processi metabolici: potrebbe essere per questo motivo che la dieta del respiro ha avuto successo con Ryosuke. Sfatiamo una serie di imprecisioni: innanzitutto non si tratta di una vera e propria dieta, perché non dobbiamo modificare né le nostre abitudini alimentari – soprattutto se mangiamo sano e in modo equilibrato – né quelle che hanno a che vedere con l’esercizio fisico.

Come riporta Stile, la dieta del lungo respiro è basata sul fatto che il nostro adipe è composto da carbonio, idrogeno e ossigeno. Quando l’ossigeno raggiunge le cellule di grasso, viene liberata energia che origina prodotti di scarto, che vengono smaltiti dall’organismo in vari modi, tra cui la respirazione. E quindi ecco un altro motivo per cui questa dieta potrebbe risultare efficace.

L’esercizio di base è uno. Ci si posiziona a gambe leggermente divaricate, una dietro e una avanti, lasciando il carico del peso corporeo sulla gamba posteriore. Si inspira per 3 secondi sollevando le braccia sulla testa e contraendo i muscoli, si espira poi con forza per 7 secondi. Naturalmente, se si soffre di patologie croniche, come l’asma o si hanno problemi al cuore, è meglio consultare il medico prima di prendere qualsiasi decisione. E inoltre, proprio come per il pilates o lo yoga, sarebbe bene effettuare l’esercizio in compagnia di qualcuno che abbia più esperienza sul campo, perché si rischia come minimo di andare in iperventilazione se la respirazione è effettuata in maniera errata.

Infine la dieta del respiro in realtà, oltre ai probabili benefici dell’espulsione delle scorie e ai processi metabolici indicati sul British Medical Journal, potrebbe essere utile anche per attenuare lo stress, una delle fonti della nostra ricerca quotidiana di cibo spazzatura. In altre parole, la respirazione allevia lo stress e non sentiremo più il bisogno di ingerire calorie, grassi e zuccheri di troppo che possono farci solo male.

In altre parole, si può anche sperimentare la dieta del lungo respiro, ma è meglio chiedere prima al medico e cercare di non fare gli esercizi da sole e in modo empirico, senza dimenticare una cosa fondamentale: la “dieta” funziona solo se accompagnata con un regime alimentare adeguato e dell’attività fisica, quindi in breve no, non si può dimagrire solo respirando.

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