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Paleodieta: fa bene all'organismo mangiare come i nostri antenati?

La paleodieta, dieta che si sta diffondendo sempre di più, sostiene che mangiare come facevano i nostri antenati nel Paleolitico fa bene all'organismo. Vediamo meglio cos'è, quali benefici comporta e cosa ne pensa la medicina della dieta paleolitica.
paleodieta

La paleodieta, o dieta paleolitica, vuole riproporre l’alimentazione tipica degli esseri umani durante il Paleolitico. La paleodieta riproduce in maniera verosimile il cibo che si mangiava più di 10.000 anni fa, prima dell’avvento dell’agricoltura e dell’allevamento.

Pertanto la dieta paleolitica differisce molto da quella di oggi ed è particolarmente varia. Se si decide di provare la paleodieta, è necessario rivolgersi a un medico o nutrizionista, per comprendere meglio i benefici e i rischi.

Cos’è la paleodieta?

L’idea di tornare all’alimentazione del Paleolitico deriva da Weston Price, un dentista vissuto agli inizi del ‘900 che scrisse l’opera “Nutrition and Physical Degeneration” per spiegare come, secondo lui, la dieta dell’uomo moderno non contenesse il giusto apporto di vitamine e sali minerali, e che molte malattie che colpivano l’Occidente non c’erano nei paesi degli aborigeni. Alla fine degli anni ’70 la nutrizionista Sally Fallon riprese il suo pensiero dando vita alla paleodieta, intendendo quella precedente all’agricoltura e all’allevamento.

La paleodieta ha una componente proteica molto elevata, più di quella consigliata al giorno d’oggi per il fabbisogno di una persona. La carne consumata era soprattutto di selvaggina, diversa da quella reperibile oggi, ricca di grassi omega 3. I carboidrati, meno importanti dei grassi in questo tipo di alimentazione, vengono assimilati con frutta e verdura, escludendo riso, pasta e pane, ossia carboidrati più complessi. Anche in questo caso, la verdura è quella non coltivata, e comprende dunque soprattutto bulbi, noci, radici e semi.

Esiste un elenco completo di alimenti consentiti dalla paleodieta:

  • Carne proveniente da allevamenti grass-fed, ottima anche la selvaggina;
  • Pesce possibilmente pescato, ottimo il pesce azzurro e il salmone selvaggio;
  • Grassi sani: burro chiarificato, cibi ricchi di omega-3, olio di cocco, olio extravergine di oliva;
  • Uova;
  • Miele per zuccherare;
  • Riso al posto di pasta e pane;
  • Patate, meglio se patate dolci americane;
  • Verdura e frutta fresca o essiccata;
  • Semi oleosi: noci, mandorle, nocciole, anacardi, semi di zucca, semi di girasole;
  • Erbe selvatiche e fiori edibili.

Di conseguenza, tutti gli altri alimenti, come i cereali, lo zucchero e i dolcificanti, latticini, legumi e tutti i cibi industriali e trasformati sono vietati dalla dieta paleolitica.

Esempio di menù di paleodieta

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Fonte: Web

Il menù settimanale tipico contiene tutti i cibi consentiti dalla paleodieta, ed è formato dai tre pasti principali. Può essere variato a piacimento, tenendo in considerazione la lista di alimenti paleo, e la traccia di esempio. Le quantità e porzioni non sono segnalate, bisogna infatti mangiare il giusto, e affiancare attività fisica per mantenersi in forma.

Esempio di menù settimanale:

Lunedì

  • Colazione: 1 uovo strapazzato, alla coque o all’occhio di bue e frutti di bosco
  • Pranzo: arrosto di vitello con patate al forno
  • Cena: tartare di tonno e verdure grigliate o un frutto

Martedì

  • Colazione: 1 uovo, banane e anacardi
  • Pranzo: riso con gamberi, zucchine e mandorle
  • Cena: straccetti di manzo e cicoria

Mercoledì

  • Colazione: fesa di tacchino e noci
  • Pranzo: petto di pollo ai ferri con insalata
  • Cena: frittata con patate dolci, cipolla e radicchio selvatico

Giovedì

  • Colazione: torta con alimenti consentiti (frutta, olio e farina di cocco, uova e miele)
  • Pranzo: prosciutto crudo, melone e noci
  • Cena: pesce spada alla griglia o al forno con verdure

Venerdì

  • Colazione: 2 uova, bacche di goji e fichi
  • Pranzo: pesce bianco al forno con cipolla, carote e olive
  • Cena: riso Basmati con uova strapazzate e verdure (carote o zucchine)

Sabato

  • Colazione: salmone affumicato, ananas o altro frutto e mandorle
  • Pranzo: tartare di manzo con verdure di stagione
  • Cena: trota di lago con verdure saltate e olive

Domenica

  • Colazione: banana, cocco, cioccolato fondente e pinoli
  • Pranzo: salmone con pistacchi e verdure miste
  • Cena: risotto con erbe selvatiche

I 3 pasti abbondanti al giorno dovrebbero bastare per il fabbisogno, ma se passano diverse ore tra un pasto e l’altro, o si avverte particolare fame, è opportuno fare degli spuntini con frutta fresca o secca, uova sode, carne essiccata.

Risultati della paleodieta

Secondo i sostenitori, la paleodieta è adatta a chiunque, sempre. Non serve infatti soltanto a far dimagrire, ma in generale a vivere meglio, grazie all’assunzione di alimenti energetici. Inoltre, la paleodieta comprende un’alta dose di frutta e verdura, da affiancare con un rapporto di 1:3 a proteine come carne, pesce e uova. Questi alimenti sono alcalinizzanti, ossia riducono l’acidità e ripristinano l’equilibrio acido-base dell’organismo. Con l’introduzione di cibi come frutta e verdura nelle quantità consigliate dalla paleodieta, si diminuiscono, portando quasi a zero, le infiammazioni.

La paleodieta consiglia di affiancare ai pasti una buona dose di attività fisica, proprio come gli antenati del Paleolitico che vivevano una vita per nulla sedentaria, per procacciarsi il cibo. Secondo alcuni studi, sembra inoltre che la paleodieta sia utile per chi soffre di diabete di tipo 2, poiché questo tipo di alimentazione ha un maggior controllo glicemico e dia maggiore senso di sazietà.

Rischi e controindicazioni della paleodieta

Tra i diversi tipi di dieta popolari negli ultimi anni, la paleodieta è una delle più sconsigliate dai medici e nutrizionisti. Le perplessità, segnalate su Salutemedicina.it riguardo ai benefici della paleodieta derivano principalmente dal fatto che l’uomo si è sviluppato nel corso dei millenni ed è cambiato molto, anche geneticamente.

Inoltre non si può pensare ad una sola dieta dell’uomo paleolitico, perché c’erano già differenze a seconda della regione di Terra in cui vivevano gli uomini. La dieta dell’uomo che viveva vicino al mar Mediterraneo era ricca di pesce e frutta, completamente diversa da quella dell’uomo che abitava invece all’interno, come nelle pianure asiatiche.

Inoltre, i medici ritengono che una alimentazione non equilibrata e poco varia comporti diversi problemi per il corpo. Innanzitutto il prof. Sof Andrikopoulos ha smentito l’efficacia della paleodieta contro il diabete sul Medical Journal of Australia. Inoltre, gli studi pubblicati su Nutrition & Diabetes provano che una dieta ricca di grassi e a basso contenuto di carboidrati implichi il rischio di aumento di peso.

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