Ansia anticipatoria, quando la paura ci spinge a evitare invece di provarci

L'ansia anticipatoria è un particolare tipo di disturbo d'ansia che spinge ad aver paura verso qualcosa che ancora deve accadere. Per questo chi ne soffre molto spesso sta alla larga da eventi che possono portarlo a pensare di correre dei rischi.

L’ansia è una delle problematiche più comuni a livello mondiale, tanto che i dati più recenti, riferiti al 2019, parlano di 270 milioni di persone, in particolare donne, che soffrono di disturbi d’ansia in tutto il mondo, mentre solo nel nostro Paese gli ansiosi sono 6 milioni.

C’è però un particolare tipo di ansia, che letteralmente anticipa qualcosa che deve ancora succedere e che consideriamo come pericoloso e rischioso; non a caso, si chiama ansia anticipatoria.

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Cos’è l’ansia anticipatoria?

Parliamo di una sensazione di angoscia, disagio e paura, che però si accompagna a specifici sintomi fisici, che si manifesta solo al pensiero di dover affrontare una situazione che percepiamo come rischiosa per la nostra salute, fisica o psicologica. È, in sostanza, come se il nostro corpo si “preparasse” tutelandosi con questi campanelli d’allarme.

C’è chi la prova per una nuova conoscenza, per un evento a cui deve partecipare, un colloquio di lavoro, un esame da sostenere, un viaggio, ma anche nelle relazioni, se ad esempio si soffre di dipendenza affettiva.

Generalmente gli episodi di ansia anticipatoria durano pochi momenti, ma se la sensazione diventa persistente e forte, con manifestazioni, anche fisiche, evidenti, e soprattutto porta a evitare a piè pari la situazione che ci rende ansiosi, allora diventa una problematica seria.

Ansia anticipatoria: quando si verifica?

Come detto, l’ansia anticipatoria si verifica prima di momenti particolarmente significativi o importanti per le persone, ma soprattutto che sono forte fonte di stress, come esami, appuntamenti, viaggi. Parliamo comunque sempre di sensazioni legate a un evento non ancora avvenuto, ma che desta comunque timori o preoccupazioni per motivi diversi.

Alcuni eventi “tipici” che possono far nascere ansia anticipatoria sono, ad esempio, quelli collegati all’ansia sociale.

Pensiamo a una situazione in cui ci troviamo di fronte o in mezzo a tante persone, e i pensieri che ci passano per la testa sono:

  • Che succede se mi mangio le parole e inizio a balbettare?
  • Che succede se dimentico quello che volevo dire?
  • Che succede se arrossisco?
  • Che succede se nessuno mi ascolta?

Ovviamente, questi pensieri sono tutti collegati a una scarsa autostima a una bassa percezione di sé e delle proprie capacità, che portano chi ne soffre a considerarsi anticipatamente come un fallimento.

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Ma c’è un’ansia anticipatoria legata anche alle condizioni di salute, per cui si pensa:

  • Se i dottori sbagliano?
  • Se non mi risvegliassi dall’anestesia?
  • Se facessi degli esami e venisse fuori che ho un tumore?

Non è un caso se l’ansia anticipatoria è tipica di chi soffre di ipocondria; infine, l’ansia anticipatoria è legata anche al disturbo post traumatico da stress, che porta a temere che l’evento che ci ha causato sofferenza e dolore possa ripresentarsi, o a riviverlo in situazioni giudicate in qualche modo simili.

La conseguenza, in questo caso, è che si tenterà di evitare qualsiasi elemento associato in qualche modo al trauma, quindi luoghi, persone, attività, sensazioni. Allo stesso tempo, si sperimenteranno alcuni particolari comportamenti, come ipervigilanza, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, flashback.

I sintomi dell’ansia anticipatoria

I sintomi fisici dell’ansia anticipatoria sono simili a quelli del disturbo d’ansia più generale, e comprendono quindi, fra quelli più comuni:

  • tensione e dolori muscolari;
  • eccessiva sudorazione;
  • battito cardiaco accelerato;
  • stanchezza;
  • affaticamento;
  • mal di testa;
  • difficoltà di concentrazione;
  • disturbi gastrointestinali.

I sintomi possono ovviamente presentarsi da soli o insieme, in concomitanza con un evento giudicato “pericoloso”.

Come combattere l’ansia anticipatoria

Come ogni disturbo d’ansia, anche quello anticipatorio si può tenere sotto controllo, anche senza il ricorso ai farmaci.

Possiamo, ad esempio

  • Imparare una tecnica di respirazione: ci si può sedere, focalizzando l’attenzione sul proprio respiro, inspirando ed espirando regolarmente per circa 5-10 minuti, a occhi chiusi.
  • Praticare il rilassamento muscolare progressivo, cercando di creare volontariamente tensione nei muscoli del nostro corpo, per poi rilasciare il più possibile la tensione, facendo attenzione alle sensazioni dei muscoli una volta rilasciati.
  • Praticare tecniche di meditazione come il training autogeno o lo yoga.
  • Praticare esercizio fisico, che può davvero aiutare a ridurre i sintomi dell’ansia.

Ci sono però anche approcci specifici per affrontare e identificare l’ansia anticipatoria, come la terapia cognitivo-comportamentale, ma ancor più specifica per l’ansia anticipatoria è la terapia psicodinamica, che è interessata soprattutto a capire perché ci sono i sintomi e da cosa dipendano.

Durante le sedute di questa terapia vengono esaminati il contesto e la storia intera della persona, per tentare di risalire alle radici del disturbo, con l’obiettivo di riuscire a esaminare paure e ansia rapportandola alla situazione presente .

Articolo originale pubblicato il 4 Marzo 2021

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