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Sideremia bassa: sintomi, conseguenze e come si cura

Tutto sulla sideremia bassa: cos'è, quali sono i sintomi e come curarla in modo efficace.
Sideremia bassa

La sideremia bassa indica una carenza di ferro, è abbastanza diffusa e si manifesta soprattutto nelle donne. Non si tratta di una patologia grave: l’importante è tenerla sotto controllo e curarla con attenzione. La sideremia bassa, conosciuta anche come iposideremia, sta a indicare che la quantità di ferro legata alla transferrina è più bassa rispetto ai valori normali. Per diagnosticare la sideremia bassa bastano dei normali esami del sangue, in base ai valori ottenuti si può valutare il da farsi: spesso basta aggiustare l’alimentazione, ma a volte si deve ricorrere a integratori specifici.

Sideremia: cos’è e quali sono i valori medi?

Quando si parla di sideremia si intende la concentrazione del ferro di trasporto che si trova nel nostro sangue. Il ferro non è libero nel sangue ma è parzialmente legato ad alcune proteine come la transferrina, l’emoglobina, la ferritina e altre proteine minori. La sideremia permette di misurare la quantità di ferro legata alla transferrina e ci da quindi un’indicazione precisa sulla concentrazione di ferro del sangue.
I valori della sideremia si possono valutare tramite un semplice emocromo e vanno poi confrontati con le tabelle di riferimento, che vanno sempre prese con le dovute pinze. Per gli uomini i valori normali per la sideremia sono compresi tra i 53 e i 167 mcg per decilitro di sangue, nella donna invece sono tra i 49 e 151 mcg/dl. I valori di riferimento sono utili per farsi un’idea, ma è sempre meglio far controllare i risultati delle analisi al sangue al medico di famiglia che, caso per caso, potrà valutare il da farsi.
I valori della sideremia possono essere influenzati dall’età, dall’orario in cui si effettuano le analisi, dal ciclo mestruale e anche dall’assunzione di alcuni alimenti, di farmaci o di integratori

Sideremia bassa: sintomi e conseguenze

La sideremia bassa può portare a gravi conseguenze, tra cui anche la perdita dei sensi: per questo motivo in presenza di giramenti di testa frequenti è meglio approfondire con degli esami del sangue. I sintomi della sideremia bassa possono essere tanti e tutti provocati da una scarsa ossigenazione dei tessuti, tra i più comuni abbiamo: giramenti di testa, stanchezza, sonnolenza, mal di testa e viso molto pallido. Nei casi più gravi possono presentarsi anche tachicardia, problemi respiratori e dolori al petto e anche la caduta dei capelli e unghie fragili e che si spezzano.

Sideremia bassa: le cause

Sideremia bassa alimentazione
Fonte: web

La sideremia bassa può avere diverse cause: a volte può essere semplicemente un momento della vita in cui abbiamo il ferro più basso, altre volte è la conseguenza di altre patologie o di operazioni chirurgiche o emorragie da cui il corpo deve ancora riprendersi del tutto.
Le cause meno gravi della sideremia bassa sono quelle legate a un’alimentazione povera di ferro. In questi casi, basta migliorare la propria dieta cercando di assumere alimenti ricchi di ferro come carne rossa, cereali e legumi. Se invece il problema è legato al cattivo assorbimento del ferro da parte dell’organismo, è possibile aggiustare l’alimentazione assumendo degli alimenti che favoriscono l’assorbimento, come il limone e in generale quelli che contengono vitamina C.
La sideremia bassa può essere la conseguenza di uno sforzo fisico e infatti a volte si manifesta negli sportivi, ma può anche essere provocata da un eccessivo abuso di alcool e di lassativi. A volte si registrano valori bassi della sideremia anche in presenza di patologie gastrointestinali come la celiachia, morbo di Crohn e altre malattie infiammatorie intestinali.

Sideremia bassa: cosa fare

Nei casi di sideremia bassa è bene analizzare la situazione e capire perché i valori sono bassi, se lo sono tanto o se non salgono con alimentazione e integratori, è consigliabile rivolgersi a un ematalogo.

La sideremia bassa in gravidanza

La sideremia bassa in gravidanza è normale: il 40% delle donne in dolce attesa deve fare i conti con l’anemia, questo perché il fabbisogno di ferro della donna aumenta per compensare quello utilizzato dal feto. In gravidanza bisogna curare molto bene l’alimentazione, soprattutto nel secondo e terzo trimestre, monitorare i valori del sangue di sideremia, ferritinemia e transferrinemia in modo da poter tenere sotto controllo la situazione.