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Moc, perché anche le donne celiache o con problemi alla tiroide dovrebbero farla

La Moc misura la densità ossea: è utile soprattutto alle donne in menopausa, ma anche quelle celiache e con problemi alla tiroide sono soggetti a rischio.
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Il suo nome completo è: mineralometria ossea computerizzata, ma più comunemente è identificata con la sigla Moc. Si tratta di un esame per accertare l’osteoporosi: la diagnosi si basa sulla misurazione della quantità di calcio presente nelle ossa, per rilevarne massa e densità.

L’osteoporosi riguarda soprattutto le donne in menopausa. La riduzione degli estrogeni espone a questa condizione, che a sua volta predispone a un rischio aumentato di fratture, anche spontanee.

Moc: cos’è?

L’esame serve a misurare la densità minerale ossea, che è soggetta a lente modificazioni nel tempo e incide sull’osteoporosi. Si tratta di una pratica diagnostica molta conosciuta e a cui le donne sempre più si affidano, soprattutto con l’avvicinarsi della menopausa.

Ma, come sottolinea l’Istituto di Sanità: “non deve essere eseguito da tutte le donne che entrano in menopausa, perché non è in grado di identificare in maniera affidabile quelle che, nella popolazione generale, saranno a rischio di frattura. La Moc infatti è un esame utile per accertare l’osteoporosi laddove si pensi sia presente e non per verificarne l’assenza. Al contrario del pap test che, invece, serve proprio a verificare di non avere lesioni e per questo deve essere eseguito da tutte le donne”.

Moc: come si fa?

La Moc è rapida e indolore, per sottoporsi all’esame non serve alcuna preparazione specifica, ma nonostante sia una pratica sicura è sconsigliata in gravidanza. L’unica accortezza è non avere addosso oggetti metallici, mentre si può anche rimanere vestiti. Si utilizza una bassa quantità di radiazioni. Una parte viene assorbita dai tessuti corporei (il grasso e le ossa) mentre un rilevatore riproduce un’immagine dell’area indagata. La Moc col quantitativo più basso di raggi X è quella con tecnica DEXA (assorbimento a raggi X a doppia energia).

L’esame andrebbe ripetuto ogni due anni, per confrontare i risultati e verificare la presenza di un eventuale peggioramento.

Moc: quali patologie individua?

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Fonte: web

La Moc serve a determinare la predisposizione alla riduzione del contenuto minerale osseo, che comporta osteoporosi. Questa condizione è caratterizzata da fragilità ossea che espone al rischio di fratture anche spontanee, in assenza di traumi importanti.

Più che una diagnosi tempestiva, sull’osteoporosi incide tanto la prevenzione. Per questo è importante adottare corretti stili di vita, soprattutto sul fronte alimentare e dell’attività fisica. Per arrestarne l’evoluzione si ricorre a terapia, con introduzione di sufficienti quantità di calcio nella dieta e supporto di vitamina D, che permette di fissare il calcio nell’osso.

Sono esposte all’osteoporosi soprattutto le donne al momento della menopausa (ancora di più se precoce, prima dei 45 anni). A loro la Moc è fortemente consigliata, visto che in questa fase della vita si è esposti a demineralizzazione ossea. Ma l’esame è indicato anche in altri casi:

  • terapie croniche con corticosteroidi, antiepilettici, anticoagulanti, immunosoppressori e antiretrovirali;
  • donne in post menopausa con familiari da parte materna colpiti da fratture non causate da traumi prima dei 75 anni di età;
  • donne in post menopausa con indice di massa corporea inferiore a 19 Kg/m².

L’osteoporosi è molto diffusa anche tra i celiaci, probabilmente per via del malassorbimento intestinale di calcio e vitamina D (causato da una mucosa intestinale lesionata). La la causa potrebbe essere anche un’infiammazione che provoca un aumento dei processi di riassorbimento osseo, con conseguente carenza di calcio. Dunque anche le donne celiache dovrebbero sottoporsi alla Moc, così come quelle con problemi alla tiroide. Infatti possono provocare osteoporosi anche le malattie legate alla tiroide: ipertiroidismo, iperparatiroidismo primitivo.

Moc: risultati

La diagnosi dell’osteoporosi si basa sul confronto tra il valore della densità ossea della persona esaminata e quello medio di persone adulte sane della stessa età e dello stesso sesso. I valori di densità ossea si esprimono in T-score:

  • maggiore o uguale a -1 = risultato normale;
  • tra -1 e –2.5 = osteopenia (impoverimento dell’osso che non raggiunge il grado definito di osteoporosi);
  • minore di -2.5 = osteoporosi (ulteriore impoverimento che comporta un aumento significativo del rischio di fratture anche per traumi di lieve entità);
  • minore di -2.5 abbinato a frattura = osteoporosi grave.

I tre gruppi (normalità, osteopenia  e osteoporosi) sono stati definiti dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità).

Chiaramente questi risultati non possono prevedere il rischio di frattura e una riduzione della densità ossea non indica necessariamente la presenza di osteoporosi, ma è comunque un elemento importante da considerare per la formulazione della diagnosi.

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