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Parliamo di linfonodi inguinali: è importante.

Anche i linfonodi inguinali, come gli altri linfonodi presenti nel corpo umano, hanno il compito principale di filtrare la linfa, liberandola da sostanze indesiderate. Essi sono collocati all’altezza della coscia e occupano l'area dell’inguine. Si distinguono principalmente in superficiali e profondi.
Linfonodi inguinali
fonte: web

I linfonodi inguinali, come gli altri linfonodi presenti nel corpo umano, hanno un importantissimo ruolo “filtrante”. Il loro ingrossamento non va sottovalutato, bensì monitorato perché potrebbe indicare la presenza di malattie o infezioni.

Linfonodi inguinali: dove sono?

linfonodi sono dei piccoli organi appartenenti al sistema linfatico. Essi agiscono quasi da filtro, in quanto svolgono la funzione di bloccare ed eliminare eventuali germi, oppure cellule neoplastiche o ancora sostanze estranee, che risultano presenti nella linfa. I linfonodi sono posizionati in veri e propri punti strategici all’interno del corpo umano, in virtù della loro azione mirata a intercettare, filtrare e controllare, allo scopo di garantire che la linfa sia sempre purificata e libera da elementi non pertinenti e indesiderati.

Nello specifico, i linfonodi inguinali sono situati all’altezza della coscia, occupando l’area dell’inguine. Esistono, sulla base della loro collocazione, due tipologie di linfonodi inguinali, ossia superficiali e profondi.

I linfonodi inguinali superficiali sono circa dieci e sono collocati poco sotto la cute; mentre, i linfonodi inguinali profondi si trovano nel triangolo femorale, e il loro numero va da tre a cinque. I primi ottengono la linfa proveniente direttamente dal basso addome, dalla parte bassa della schiena, dalla vulva per la donna, dallo scroto e dai tegumenti del pene per l’uomo, dal perineo, dall’ano, dalle cosce, dalle gambe e dalle natiche. La linfa ricevuta viene trasferita ai linfonodi inguinali profondi. Questi accolgono anche la linfa proveniente dalle parti collocate più in basso, ovvero clitoride nelle donne e pene negli uomini.

Linfonodi inguinali: a cosa servono?

Come espresso in apertura, i linfonodi inguinali hanno il compito principale di filtrare la linfa, attività che accomuna tutti i linfonodi sparsi nel corpo umano.  La linfa raccolta dai linfonodi inguinali, prima da quelli superficiali, poi da quelli profondi, viene filtrata e ripulita da sostanza estranee, e indirizzata ai linfonodi iliaci esterni, punto di raccolta comune.  Essi appartengono ai linfonodi dell’addome e della pelvi. La loro quantità è compresa tra le sei e le dieci unità, e risultano collegati gli uni agli altri mediante dei vasi collettori, costituenti quello che prende il nome di plesso iliaco esterno.

I linfonodi inguinali ingrossati: di cosa sono sintomo?

Linfonodi inguinali
fonte: iStock

Variazioni nella forma e nello spessore dei linfonodi sono sempre aspetti da monitorare e non sottovalutare, quindi occorre fare attenzione all’esistenza di linfonodi ingrossati. Nel dettaglio, i linfonodi inguinali ingrossati ricorrono nei casi di presenza di malattie autoimmuni, tumori e infezioni. Ma non solo, possono indicare un possibile effetto collaterale di vaccini o dell’assunzione di determinati farmaci.

Come individuare e riconoscere l’ingrossamento dei linfonodi inguinali? Non è difficile diagnosticarlo, dal momento che con un semplice esame palpatorio sull’area interessata è possibile notare tale variazione. Ovviamente, una volta notato, va consultato un medico. La cura e il trattamento da seguire vengono definiti in base alla causa scatenante dell’ingrossamento e a una serie di fattori e aspetti che sarà il medico a captare.

Sopra abbiamo citato le casistiche più comuni in cui ricorre la presenza di linfonodi inguinali ingrossati. Nello specifico, l’ingrossamento può presentarsi per:

  • malattie sessualmente trasmissibili (tra queste herpes genitale, sifilide, gonorrea, ulcera venerea);
  • infezioni virali (una semplice influenza, ma anche AIDS e mononucleosi);
  • tumori agli organi pelvici;
  • linfomi;
  • melanomi;
  • leucemie;
  • malattie autoimmuni diffuse.

Tra le malattie autoimmuni diffuse, troviamo patologie come l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico. La prima è una malattia infiammatoria cronica autoimmune che coinvolge le articolazioni. Anche nel caso del lupus eritematoso sistemico si parla di malattia cronica autoimmune, causata da un’attivazione incontrollata del sistema immunitario che determina un’infiammazione dei tessuti dell’organismo. Come precisato dal Magazine della Fondazione Veronesi, questa malattia può colpire qualsiasi organo e apparato.

Abbiamo attribuito il verificarsi del fenomeno in esame anche agli effetti collaterali di vaccini e/o farmaci. A tal proposito, sono da citare il vaccino anti-tifo e il vaccino trivalente, contro morbillo, parotite e rosolia, e alcuni farmaci, tra cui quelli a base di penicillina, usati per curare le infezioni batteriche, i sulfamidici e i farmaci utilizzati per l’epilessia.

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