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Inappetenza: cause, conseguenze e rimedi

C'è da preoccuparsi quando si manifesta l'inappetenza? A volte può essere il sintomo di qualcosa, ma ha i suoi rimedi. Vediamo quando e perché compare.
inappetenza

L’inappetenza è una mancanza o una drastica diminuzione di appetito dovuta a fattori fisiologici o psicologici. Mangiare, solitamente un atto che genera piacere, oltre a essere essenziale per la sopravvivenza e per il benessere, diventa difficile. Genera quasi un senso di repulsione.

Può avere una durata variabile (temporanea o prolungata) e può manifestarsi in qualsiasi momento della giornata, in adulti, bambini e donne in gravidanza. In ogni caso, se il fenomeno si protrae per troppo tempo si possono verificare carenze nutrizionali importanti, oltre che perdita di peso. In quel caso occorre fare analisi approfondite per scoprire la causa e i rimedi più adeguati.

Le cause dell’inappetenza

L’inappetenza temporanea può essere conseguenza di un’alimentazione scorretta, di un particolare periodo di stress intenso o persino del cambio di stagione. Dietro l’inappetenza prolungata, invece, possono nascondersi più insidie.

Tra le cause principali:

  • febbre, influenza, raffreddore, malattie esantematiche come varicella, morbillo, rosolia;
  • problemi intestinali legati alla stitichezza, a intolleranze alimentari o alla celiachia;
  • infezioni batteriche;
  • squilibri ormonali;
  • problemi psicologici come ansia e depressione;
  • disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia;
  • malattie gravi come l’AIDS, insufficienze renali, tumori (a proposito del rapporto tra tumori e progressiva perdita di appetito esiste un approfondito studio a cura di un team del Dipartimento di Medicina Clinica dell’Università La Sapienza di Roma composto da Alessandro Laviano, Maurizio Muscaritoli e Filippo Rossi Fanelli).

Come combattere l’inappetenza

Ci sono alcuni accorgimenti utili a stimolare il senso dell’appetito:

  • eliminare o limitare il fumo e il consumo di alcolici;
  • praticare attività a bassa intensità, come ciclismo o nuoto;
  • camminare molto e non chiudersi in uno stile di vita sedentario, cercando di non rimanere seduti per troppe ore consecutive;
  • prendere l’abitudine di inserire nella propria giornata due spuntini tra i pasti principali;
  • evitare alimenti voluminosi e prediligere cibi a maggiore densità nutrizionale;
  • alternare all’acqua bevande come il latte o i succhi di frutta. In questo modo si assumono calorie in più senza riempire eccessivamente lo stomaco con alimenti pesanti;
  • valutare col proprio medico se l’inappetenza può essere causata da un farmaco che si sta assumendo ed eventualmente, farsi consigliare una diversa terapia.

Inappetenza nei bambini

inappetenza nei bambini
Fonte: iStock

Nei bambini il problema dell’inappetenza non deve destare eccessiva preoccupazione, perché in quei casi è ancora forte l’istinto di autoregolazione dell’appetito. Spesso l’inappetenza si manifesta durante la fase di dentizione o a causa di un raffreddamento. Si consiglia comunque un consulto pediatrico qualora la situazione di protraesse eccessivamente: in quel caso potrebbe essere il sintomo di una patologia diversa.

Se il bambino si rifiuta di mangiare il genitore deve dosare la propria autorevolezza, evitando di forzare il bambino o far sì che quest’ultimo sviluppi un approccio di ansia nei confronti del momento del pasto. Il cibo non deve essere motivo di scontro perenne tra genitori e figli. A volte, infatti, è proprio l’apprensione dei genitori nei confronti dell’alimentazione dei figli a innescare il problema. Bisogna che le mamme e i papà trasmettano al bambino il gusto e il piacere di mangiare, non fargli vivere il momento come un atto di costrizione.

Inappetenza in gravidanza

Se è vero che di solito le donne incinte riscontrano il più delle volte un aumento della fame, può talvolta succedere anche il contrario. Le future mamme, infatti, possono anche manifestare inappetenza. Le cause possono essere diverse:

  • nei primi mesi l’inappetenza può essere dovuta all’aumento dell’ormone Beta HCG, lo stesso responsabile anche di nausee e vomito. Queste, a loro volta, determinano una conseguente perdita dell’appetito. Un’altra causa può essere l’aumento del progesterone, ormone che rallenta la digestione;
  • nel secondo trimestre (soprattutto tra il quarto mese e il sesto mese) l’inappetenza è causata dalla pressione esercitata dall’utero sulla parte inferiore dell’intestino. Ciò rallenta la digestione. Contribuisce certamente anche la pressione del feto sull’addome, che riduce lo spazio a disposizione per il cibo.
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