Dieta Sirt: cos'è e i benefici della 'dieta del gene magro' - Roba da Donne

Dieta Sirt, cos'è la dieta del gene magro con cui Adele avrebbe perso 40 kg

È possibile che alcuni cibi aiutino a dimagrire? Scopriamo insieme cos'è la dieta Sirt, come funziona e quali sono gli alimenti in grado di mantenerci in forma.

Alla parola dieta si tende sempre ad associare tutta una serie di rinunce, obblighi e restrizioni alimentari volte a ottenere il tanto desiderato peso forma. Ma deve essere per forza così? La dieta Sirt potrebbe essere un’alternativa.

Ultimamente è stata resa molto popolare dalla cantante Adele che, in alcune foto, ha mostrato la sua nuova forma fisica. Ma non è l’unica.

Prima di lei anche Pippa Middleton e alcuni sportivi come il pugile Anthony Ogog, il campione olimpico di vela Ben Ainslie o la modella Jodie Kidd ne hanno fatto uso.

La particolarità di questa dieta è che più che incentrarsi sull’eliminazione, si concentra sull’aggiunta di alimenti specifici in grado di stimolare il metabolismo e garantire benessere al corpo sotto tanti punti di vista.

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta, come funziona e quali effetti comporta sull’organismo.

Dieta Sirt: cos’è la “dieta del gene magro”?

La dieta Sirt, anche detta “del gene magro”, nasce dalle menti e dall’esperienza di due nutrizionisti inglesi, Aidan Goggins e Glen Matten.

Si basa sull’azione di un gruppo di proteine, le sirtuine. Oltre a svolgere un’attività enzimatica sono in grado di regolare e intervenire su alcune funzioni metaboliche.

In altre parole, se opportunamente stimolati, questi “super regolatori metabolici” possono aiutare l’organismo a bruciare le calorie assunte tramite il cibo, garantendo così un dimagrimento più veloce e senza rinunce. Ma non solo: le sirtuine, infatti, oltre che sulla capacità di eliminare grassi, agiscono anche sull’umore e sulla longevità.

La particolarità della dieta Sirt, come detto, è che si basa sull’aggiunta di cibi specifici, chiamati cibi Sirt, capaci stimolare e attivare gli stessi geni della magrezza che agiscono durante il digiuno.

Un punto di forza notevole se si considera che, come approccio mentale, sapere cosa aggiungere è molto più facile che sapere di dover togliere.

Ma vediamo quali sono questi alimenti “amici della linea” e come si possono preparare e mescolare tra loro.

Dieta Sirt: menu, alimenti e ricette

Se vi state domandando quanto possa essere difficile reperire degli prodotti così miracolosi, sarete felici di sapere che probabilmente, senza saperlo, li avete già in casa. La dieta Sirt, infatti, si basa sull’introduzione di cibi tutt’altro che rari o complicati da trovare.

Qualche esempio? Ecco alcuni cibi Sirt che sicuramente, o quasi, avrete già nella dispensa:

  • cioccolato, con almeno l’85% di cacao;
  • olio extra vergine di oliva;
  • caffè e tè verde (matcha);
  • grano saraceno;
  • prezzemolo;
  • peperoncino;
  • radicchio e rucola
  • cipolle rosse;
  • vino rosso;
  • cavolo riccio;
  • soia;
  • fragole;
  • curcuma;
  • noci.

Ovviamente prima di iniziare è indispensabile consultare il medico per verificare, a seconda del proprio stato di salute, che questi alimenti facciano bene o meno.

Mangiare questi cibi, però, non è sufficiente. La dieta Sirt, infatti, si sviluppa in due fasi ben distinte con indicazioni precise da seguire. Vediamo quali.

Fase 1, dimagrimento: dal primo al settimo giorno.

Durante questa prima settimana, la più difficile, si possono assumere massimo 1000 calorie per i primi tre giorni e 1500 calorie dal quarto al settimo giorno. Dal primo al terzo giorno, poi, la dieta Sirt prevede menù a base di centrifugati e frullati, con un solo pasto “solido” a base dei cibi Sirt. Tutto questo viene dettagliatamente indicato nel libro “Sirt. La dieta del gene magro”.

Dal quarto giorno in poi, oltre ad aumentare le calorie, è possibile aggiungere un ulteriore pasto solido.

Fase 2, mantenimento: dall’ottavo al ventunesimo giorno

La seconda fase della dieta Sirt è molto più semplice da seguire perché più simile ad un regime alimentare ordinario. Questa fase, infatti, prevede tre pasti solidi al giorno e un succo verde, il tutto a base di cibi Sirt. I risultati sono immediati. Già durante la prima settimana si possono perdere fino a 3 chili.

Attenzione però: chi decide di provarla deve mettere in conto che il solo cibo non basta. Anche nella dieta Sirt, infatti, l’attività fisica ha un ruolo fondamentale. Per un’efficacia concreta bisogna fare movimento per almeno trenta minuti, cinque volte la settimana. Oltre a essere importante per la salute, l’attività fisica stimola l’attività delle sirtuine che sono alla base di questa dieta.

A questo punto vi starete chiedendo come poter mangiare questi alimenti senza scadere nel solito cliché dieta uguale cibi noiosi. Detto fatto. Ecco qualche esempio per preparare dei piatti sirt gustosissimi.

Ricetta del succo verde

Il succo verde è il protagonista indiscusso durante la prima settimana di dieta ed è in grado di depurare e donare un senso di sazietà. Preparalo è molto semplice, servono:

  • 150 g di sedano verde con le foglie;
  • 75 g di cavolo riccio;
  • 30 g di rucola;
  • 5 g di prezzemolo;
  • 1/2 mela verde;
  • succo di 1/2 limone;
  • 1/2 cucchiaino di tè matcha;

Dopo aver centrifugato il cavolo riccio, il prezzemolo e la rucola, aggiungete il sedano e la mezza mela entrambi grattugiati. A questo punto unite il tè matcha e mezzo limone spremuto e il succo è fatto. Per avere la massima efficacia va bevuto subito e non deve essere conservato in frigorifero.

Il cavolo kale, un vero concentrato di nutrienti

Un altro esempio per un “piatto solido” veramente gustoso è il petto di pollo al forno con pesto di noci e prezzemolo e insalata di cipolle rosse. Una ricetta originale e buonissima, anche per chi non è a dieta e non ha la minima intenzione di iniziarne una.

Ricette come queste si possono trovare direttamente sul libro dei due nutrizionisti con tutte le quantità degli alimenti e i passaggi per prepararle in modo facile e veloce. Vediamo ora, più nel dettaglio quali sono i benefici della dieta Sirt e se ci sono controindicazioni.

Dieta Sirt: benefici

Sicuramente, come dimostrano le ultime foto di Adele, gli effetti di questa dieta sono rapidi e molto visibili. Ma quali sono i reali benefici della dieta Sirt?

Quei commenti sul nuovo aspetto di Adele dopo la consistente perdita di peso

L’attivazione delle sirtuine non è di certo l’unico. I cibi Sirt, infatti, producono tutta una serie di conseguenze che fanno benissimo al corpo tra cui:

  • la costruzione dei muscoli;
  • il miglioramento della memoria;
  • la soppressione dell’appetito;
  • il controllo degli zuccheri nel sangue;
  • la pulizia dai radicali liberi.

Questo avviene perché questi alimenti sono ricchi di alcune sostante come il resveratrolo (presente nel vino rosso), antiossidante, antinfiammatorio e vaso protettore e alcuni flavonoidi, epatoprotettivi e antiossidanti. Ottimi motivi per mangiarli anche senza fini particolari.

A questo punto sembrerebbe che la dieta Sirt sia davvero un concentrato di benefici. Ma attenzione, anche in questo caso possono subentrare conseguenze poco piacevoli. Scopriamo di cosa si tratta.

Dieta Sirt: controindicazioni

Come spiega Laura Rossi, nutrizionista e ricercatrice del CREA alimenti e nutrizione, il legame tra la stimolazione delle sirtuine e il dimagrimento non è così certo.

Se da un lato, infatti, la sirtuina può influire sui geni legati al metabolismo, dall’altro non è chiaro se possa attivare anche geni che agiscano con effetto opposto.

La sperimentazione citata nel libro dei due nutrizionisti si basa su dati raccolti per sette giorni su un campione di circa 40 persone. Molto poco per poter definire con certezza quali siano gli effetti di questo tipo di dieta.

Di base si tratta di un regime alimentare ipocalorico che, come tale, se non viene personalizzato da uno specialista in base alle caratteristiche fisiche personali, può portare a conseguenze spiacevoli tra cui:

  • carenze nutrizionali (proteine, ferro, calcio, ecc);
  • affaticamento e stanchezza;
  • perdita di peso eccessivo;
  • cali di pressione;
  • sbalzi d’umore;
  • difficoltà a concentrarsi.

Come ricorda la Dott.sa Rossi tutti gli alimenti di origine vegetale contengono molecole bioattive che fanno bene al corpo e non solo i sirtfood. Proprio per questo fanno bene sempre e non solo durante una dieta.

L’importante, in ogni caso, è ricordarsi di non cadere mai nel “fai da te”. Nella Sirt, così come in tutte le altre, è fondamentale rivolgersi ad un medico o dietologo in grado di indicare, per ognuno, il regime alimentare più adatto a seconda delle esigenze e gli obiettivi personali.

Fermo restando che quello che conta è sempre sentirsi bene con se stessi.

La discussione continua nel gruppo privato!