Le paure che viviamo in maniera cronica sono tante. Alcune hanno nomi suggestivi: aracnofobia, omfalofobia, ceraunofobia, eccetera. Uno di questi nomi tanto suggestivi è coulrofobia: si tratta di una paura di cui si parla molto, soprattutto grazie ad alcune opere di fiction e la nostra percezione è che sia molto diffusa. Ma di cosa si tratta esattamente?

Cos’è la coulrofobia?

Coulrofobia
Fonte: Poltergeist

Il termine è composto da coulro-, che viene dal greco κωλόβᾰθρον cui viene aggiunto il suffisso -ῐστής e che indica «colui che cammina sui trampoli», quindi circense o saltimbanco, e da φόβος, cioè fobia, paura. La coulrofobia è quindi la paura dei pagliacci, dei clown.

Fobofobia, quando ciò che fa paura è la paura stessa

Come riporta Il dizionario di psicologia, si tratta di una paura annoverabile tra le fobie specifiche del DSM-5 Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, sempre che si verifichino determinate condizioni. Queste sono la reazione sproporzionata del fobico rispetto al vero pericolo, il fatto che la paura sia immotivata, che si tenda a evitare la vista del clown (per esempio non andando al circo) non si abbiano disturbi mentali e non si stia vivendo una situazione di particolare stress.

Le cause della coulrofobia

Fonte: Clown

Secondo Focus, è l’insieme dell’immagine dei pagliacci a mettere a disagio alcune persone: si tratta di un effetto chiamato «uncanny valley» che significa valle perturbante. L’effetto è stato pensato e sperimentato sui robot: le persone trovano i robot piacevoli fino a un certo livello di realismo, ma quando questo realismo è eccessivo, si avverte una sorta di straniamento.

Con i pagliacci funziona in maniera analoga: il disagio da parte di alcune persone può essere provocato dall’estremo realismo dei clown. Ma c’è dell’altro: la paura può essere originata anche dal trucco, dal sorriso forzato dall’andatura innaturale e dall’imprevedibilità dei pagliacci che è connaturata al concetto di tempo comico.

Coulrofobia nella cultura di massa

Coulrofobia
Fonte: American Horror Story: Freakshow

Libri e film hanno riflesso e a volte amplificato questo fenomeno. Le pellicole che vi hanno contribuito sono molte e vanno da grandi blockbuster come Poltergeist (in cui una bambola-clown si anima per uccidere), il relativamente recente Clown (in cui un costume da pagliaccio è in realtà la pelle di un demone che si impossessa di chi la indossa) e All Hallows’ Eve (in cui c’è Art il Clown, malvagio protagonista di una misteriosa videocassetta).

Tra gli esempi celebri del connubio tra pagliacci e horror, c’è American Horror Story: Freakshow, in cui Twisty il clown diventa un mostro assassino a causa del rifiuto della società nei suoi confronti.

In Buffy l’Ammazzavampiri, si scopre che il personaggio di Xander soffre di coulrofobia nell’episodio della prima stagione denominato Nightmares: nella puntata, gli incubi di tutti diventano realtà e Xander viene inseguito dal pagliaccio della sua infanzia che, ingaggiato per la sua festa di compleanno, si dimostrò essere uno spaventoso improvvisatore e non un professionista.

Naturalmente non possiamo non citare It, lo splendido romanzo di Stephen King, da cui è stata tratta una miniserie negli anni ’90 e due pellicole negli anni 2010. Nella storia, il pagliaccio assassino Pennywise è una delle forme che il male che vive nelle fogne di Derry cammina con piedi simil-umani. Nella miniserie il personaggio fu interpretato da un grandioso Tim Curry, nei due film più recenti dal giovane e talentuoso Bill Skarsgard.

Come superare la paura dei clown

Coulrofobia
Fonte: All Hallows’ Eve

Come per tutte le fobie, il punto di partenza è: si vuole guarire? A questo proposito, è necessario contattare un esperto, cioè uno psicologo o uno psicanalista, che troverà la formula terapeutica che è più giusta per il proprio paziente, optando magari per delle sedute individuali oppure in terapia di gruppo.
Solo andando a fondo del proprio disagio, si può capire da cosa è originato e come combatterlo.

Articolo originale pubblicato il 18 Ottobre 2020

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