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Ansia e depressione: la nostra mente eredita i traumi psicologici dei genitori

Pensiamo ai traumi psicologici come un tesoro chiuso ermeticamente in un bauletto, ma che alcune ricerche sembrano dimostrare venga passato da genitore in figlio, ed è così che si insinunano dentro la nostra mente le esperienze negative del passato dei nostri antenati.

Siamo fatti della stessa sostanza dei nostri traumi oltre che dei sogni. Ciò che c’è stato prima di noi non viene dimenticato, ma solo immagazzinato, uno zainetto che ci portiamo ogni giorno sulle spalle da passare a chi verrà dopo di noi, come fosse una patata bollente. La psicanalista Selma Fraiberg nel suo libro I fantasmi nella stanza dei bambini definisce i traumi psicologici con una metafora perfetta:

“intrusi del passato che hanno preso la residenza nella stanza dei bambini”

eventi e sensazioni con cui, contro la nostra volontà, dovremo a tutti i costi fare i conti. Da dove vengono i traumi psicologici? Da tempo gli studiosi hanno cercato di dare una risposta esaustiva a questo interrogativo.

La teoria epigenetica

Uno studio di Randy Jirtle, genetista statunitense della Duke University, sembra dimostrare che eventi particolarmente stressanti o un abuso eccessivo di farmaci e/o sostanze stupefacenti possano essere “tramandati” di generazione in generazione attraverso l’epigenoma – l’insieme dei fenomeni che modificano il DNA senza intaccarne la sequenza, ma regolandone l’espressione – costituito da gruppi metilici attaccati al DNA, che aiutano a governare i geni e il comportamento della cellula (quando si dice “ce l’hai scritto nel sangue”). La ricerca di Mansuy, neurobiologa dell’Università di Zurigo pare essere un’altra conferma dell’ereditarietà dei traumi psicologici in famiglia, in quanto focalizzandosi in particolare sulle funzioni cognitive e sul comportamento nei mammiferi, ha scandagliato i meccanismi alla base dell’influenza di fattori ambientali negativi sul comportamento nel susseguirsi delle generazioni. Questo lavoro pare aver dimostrato che lo stress traumatico sperimentato nelle prime fasi della vita porta a depressione, ansia, perdita di controllo, alterazioni delle abilità sociali e alterate funzioni cognitive e che questi sintomi comportamentali possono essere trasmessi attraverso diverse generazioni. Recentemente ha rivelato che tale ereditarietà dei traumi psicologici dei nostri nonni e genitori dipende da meccanismi epigenetici che coinvolgono la metilazione del DNA e microRNA non codificanti, che contrassegnano in modo anomalo il genoma nel cervello, prodotti non solo in presenza di eventi traumatici, ma anche di stili di vita inappropriati quali l’abuso di cibo, lo scarso esercizio fisico o la mancanza di cibo per carestia.

Ansia e depressione sono ereditarie?

Fonte: Web

I momenti di depressione e ansia che possono aver vissuto i nostri genitori e i nostri nonni vengono messi all’angolo, ma ormai sono una parte di noi, un residuo molecolare aggrappato alle nostre impalcature genetiche. Quanto alla depressione, lo psichiatra Douglas F. Levinson afferma in una sua ricerca che le cause del disturbo sono multifattoriali, ovvero la somma di componenti sociali e genetiche, prospettandoci che comunque l’ereditarietà dei traumi psicologici influenza al 50% la predisposizione a sviluppare il disturbo che può giacere latentemente dentro di noi, come un mostro addormentato.  Potremmo aver ereditato non solo gli occhi azzurri di nostra nonna, ma anche la sua predisposizione verso la depressione causata, per esempio, da un aborto non voluto. Mentre per quanto riguarda l’ansia si è scoperto che esiste un gene che aumenta la vulnerabilità delle persone all’ansia in situazioni di stress. L’associazione tra stress e ansia è moderata dall’allele 5-HTTLPR L, a dimostrarlo pare essere una ricerca cinese del 2015 pubblicata sulla rivista BMC Psychiatry, pertanto un soggetto che ha familiarità con l’ansia avrà maggiori probabilità di sviluppare un disturbo ansioso messo di fronte a situazioni stressanti, rispetto a chi non ce l’ha.

Possiamo così concludere che sì siamo il riassunto del nostro passato, ma questo non è una condanna, dobbiamo esser pronti a rimescolare le carte per offrire a chi verrà dopo di noi uno zainetto pieno zeppo non solo di traumi, ma anche di una nuova forza per affrontare gli eventi negativi della vita sempre con più tenacia.