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Sanguisughe utilizzate in chirurgia: "efficaci e senza controindicazioni"

Pensare alle sanguisughe non è piacevole. L'idea di questi vermi sul corpo che succhiano il sangue, rievocano storie di vampiri e antichi rimedi medici, di dubbia efficacia. Eppure sembra che dovremo cancellare questo pregiudizio e guardare la sanguisuga con "occhi nuovi" in quanto frequentemente utilizzata in ambito medico. Ultimo in ordine di tempo è l'utilizzo della sanguisuga nella chiurgia ricostruttiva del viso.


Usate da secoli

La medicina  usa le sanguisughe da più di un millennio. Nel diciottesimo secolo erano giù utilizzate per i trapianti di lembi cutanei. Prima di Cristo, Babilonesi ed Egizi le usavano per combattere la depressione.

Nei famosi “salassi” i medici le utilizzavano perche ritenute un rimedio infallibile per succhiare ed eliminare liquidi, impurità e malumori che intossicavano anima e corpo.

Uso nella chirurgia moderna

Organi di stampa svedese hanno raccontato la storia dei una donna ricoverata allo Skane University Hospital di Malmoe, dopo essere stata aggredita dal proprio cane. Purtroppo il suo viso era rimasto quasi completamente deturpato.

È stata necessaria una delicata operazione per ricomporre i lembi di naso, labbra e guance seriamente danneggiati dal morso dell’animale.

Durante l’intervento i chirurghi avrebbero applicato sul volto della sfortunata paziente la bellezza di 358 sanguisughe favorendo in questo modo il ripristino della circolazione ed evitando il rischio di un blocco venoso. 

L’intervento è perfettamente riuscito ed ora la signora adesso è tornata a mangiare, respirare e parlare dopo quindici ore sotto i ferri. La notizia è stata diffusa dal sito The Local.

Racconta il chirurgo Stina Klasson:

“La cosa più importante era evitare il ristagno di sangue. Non avevamo più scorte di sanguisughe e abbiamo dovuto ordinarle in Gran Bretagna”.

Saranno necessari però ulteriori interventi in quanto la ricostruzione del viso della donna non è stata ancora completata.

Non stupisce, così commenta la notizia Nicolò Scuderi, direttore del reparto di chirurgia ricostruttiva del Policlinico Umberto I di Roma e del nuovo centro di chirurgia della mano presso la clinica di prossima apertura Villa Margherita:

È una notizia che non stupisce. Sembra un rimedio d’altri tempi ma per noi è una soluzione che può risultare molto efficace soprattutto quando c’è il pericolo di ingorghi venosi nel reimpianto di lembi“.

 

Scuderi però non è convinto che i colleghi svedesi si siano avvalsi di così tanti vermi:

In teoria ne basterebbero poche unità. Perlomeno noi al Policlinico ne abbiamo usate in numero inferiore alla decina. Abbiamo ordinato il quantitativo in una farmacia di Roma. L’ultimo caso è stato una ricostruzione del seno“. 

Pierfrancesco Cirillo, membro della socità italiana di chirurgia plastica e ricostruttiva (Sicpre) conferma:

Oggi le sanguisughe sono ritornate ufficialmente in medicina dopo test di efficacia. Abbiamo evidenza di successo nella chirurgia della mano e anche in Italia esistono centri con buone esperienze, ad esempio quello di Legnano (MI). Hanno la capacità – continua Cirillo – di succhiare il sangue e di rilasciare tramite la saliva un anticoagulante che agisce come fluidificante e che facilita la circolazione“.

Nessun effetto collaterale

Non è un caso che alcuni farmaci anticoagulanti siano realizzati proprio con l’irudina, estratta dalla sanguisughe. Il vantaggio di questi vermi è che non hanno controindicazioni.
Autorevoli agenzie per l’approvazione dei farmaci (a partire dall’ente federale americano, Fda) hanno dato ufficialità a una tecnica apparentemente sorpassata.
Gli esperti del Fda hanno elaborato linee guida su come allevare, trasportare e vendere le larve. Sono considerate un vero e proprio farmaco sicuro e efficace“,
puntualizza Cirillo. E cita Scott Levin, della Duke University, chirurgo di fama, convinto che le sanguisughe possano favorire la connessione di arterie e minuscole vene di mano e polso nelle situazioni in cui l’arto venga reimpiantato dopo incidenti di varia natura. Non solo. Mentre succhiano, i vermetti iniettano nei pazienti un potentissimo cocktail.
Una miscela di anticoagulanti e antibiotici capaci di ridurre la pressione legata alla perdita di sangue. Un toccasana che agisce velocemente. Bastano 20 minuti e le piccole collaboratrici si riempiono di sangue.
 
Malgrado il fastidio che istintivamente proviamo al solo pensiero di venire a contatto con questi piccoli vermi, a quanto pare dovremo rassegnarci. Le sanguisughe sono nostre alleate 😉