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"Ho dimenticato l'assorbente interno nella mia vagina per 9 giorni"

La storia di una donna che, nonostante abbia dimenticato l'assorbente interno per giorni, sia riuscita a sfuggire alla sindrome da shock tossico.
Sindrome da shock tossico
Fonte: Pixabay

Si può dimenticare un tampone nella propria vagina alla fine del ciclo? Tutte scommetteremmo di no, come pure faceva la protagonista della storia che andiamo a raccontarvi. Abbiamo trovato quest’articolo su Ravishly, scritto da Britni De La Cretaz, e abbiamo pensato di darne una traduzione, perché crediamo che non sia mai troppa l’informazione su questi temi e in particolare sulla sindrome da shock tossico, che capita a chi utilizza gli assorbenti interni. Non vogliamo però con questo demonizzare questa favolosa invenzione, ma sensibilizzare a un’attenzione che sia sempre molto alta circa il loro utilizzo e che non ha a che vedere solo con i tamponi, ma anche con i preservativi durante un rapporto sessuale.

La storia

Sindrome da shock tossico
Fonte: Pixabay

Una volta ho dimenticato un tampone per nove giorni. Sì, davvero. C’è stato un tampone nella mia vagina per nove interi giorni e non ne avevo idea. So che forse vi starete immaginando come sia potuto accadere, così ve lo dirò. (Non c’è di che).

Il primo segno che qualcosa era sbagliato erano le perdite stranamente sbiadite. Non ho mai avuto perdite vaginali come quelle prima, e considerando che erano terminate le mestruazioni, l’abbondanza di perdite mi ha confusa. Ma tutto il resto era ok. Così, mi sono messa un salvaslip e sono andata avanti con la mia vita, pensando che sarebbe finita presto. Ma non è finita. Un liquido marroncino ha continuato a gocciolare – a volte con un getto – fuori dalla mia vagina. L’indizio successivo che forse c’era un problema era l’odore: era rancido e peggiorava.

Ci misi un po’ a capire da dove provenisse l’odore. Pensavo fosse la mia biancheria, così l’ho cambiata. Pensavo di aver bisogno di una doccia e me ne sono fatta una. Ho provato un bagno. Niente sembrava essere d’aiuto. Non ero completamente sicura che venisse dalla mia vagina, così non mi è venuto subito in mente di chiamare un dottore. Invece ho tenuto duro. Fisicamente niente faceva male. Tutto era normale. Poi, dopo aver fatto sesso col mio ragazzo, gli ho chiesto dell’odore, solo per scoprire che la mia più grande paura era diventata vera – lui ha ammesso che si, la mia vagina aveva un cattivo odore. E che, sì, di solito non aveva mai puzzato così. […]

Mi sono stesa sul letto e ho aperto le gambe mentre il mio pio ragazzo si avventurava nella caverna putrida. Mi ha messo due dita dentro, raggiungendo la cervice e ha detto: «C’è qualcosa qui dentro». Ho iniziato a spaventarmi. Che vuoi dire che c’è qualcosa lì dentro? Dopo qualche movimento con le sue dita, ha tirato fuori un tampone zuppo, orribile e molliccio. Era stato premuto in ogni modo contro la mia cervice, compresso – forse dalla forza del suo pene durante il sesso. L’odore immediatamente riempì la stanza: non mi sono mai sentita più umiliata in tutta la vita.

Ho iniziato a piangere. Ero mortificata e confusa. Come ho potuto dimenticare lì un tampone? Sono stata incredibilmente fortunata a non avere nessun sintomo della sindrome da shock tossico che accade quando un tampone è lasciato dentro troppo a lungo. Prima che mi accadesse ero molto giudicante quando sentivo storie di donne che si erano prese la sindrome da shock tossico o qualcos’altro, perdendo i tamponi o i preservativi dentro se stesse. Non potevo credere che questo potesse accadere a qualcuno e pensavo che fosse disgustoso che qualcuno potesse avere una così scarsa igiene da non sapere di avere qualcosa di conficcato nella propria vagina.

Quest’esperienza mi ha insegnato che può accadere e accade. È accaduto a me, qualcuno che è in contatto ed è istruita sul proprio corpo. È accaduto a me e non ne avevo idea. Ora ho compassione ed empatia per quelle persone che si trovano in situazioni simili; sono inoltre grata che il mio esito non sia stato cattivo o spaventoso come avrebbe potuto. Non ho mai pensato che sarei stata capace di dire che ho perso un tampone nella vagina per nove giorni, e sono ancora qui. È stato disgustoso, certo – ma rifiuto di vergognarmi o essere imbarazzata per questo. Comunque sono passata alla coppetta.

 

Cos’è la sindrome da shock tossico?

Sindrome da shock tossico
Fonte: Pixabay

Ne abbiamo parlato tempo fa in un altro articolo, quando abbiamo raccontato di una modella che ha perso una gamba a causa di questo male. Si tratta di un problema causato da una tossina di origine batterica che si trova nelle donne durante il periodo mestruale – ma può colpire le donne anche fuori dal periodo mestruale, così come gli uomini e in generale persone di ogni età. In generale, l’incidenza è molto alta tra chi usa assorbenti interni, tanto che in molti consigliano altre soluzioni (come gli assorbenti esterni o la coppetta, anche alternando con gli assorbenti interni).

La sindrome da shock tossico è molto grave e può causare la morte. Per questo è consigliabile, in misura preventiva, se si indossano i tamponi, cambiarli molto spesso, o comunque avere sempre l’attenzione alta sul loro utilizzo. Tra i sintomi della sindrome da shock tossico ci sono febbre alta e improvvisa, vomito e diarrea. Ma quello che differenzia i sintomi da quelli di un virus gastrointestinale sono l’arrossamento cutaneo unito a vertigini, mal di gola, ma anche dolori muscolari e piccoli collassi.