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Di che colore sono le emozioni e dove "compaiono" nel nostro corpo? Ecco la mappa dei sentimenti

La depressione "spegne" braccia e gambe, l'amore divampa nella parte superiore del corpo e la felicità ci fa sentire tutto un fuoco. Ogni emozione, localizzandosi in precise aree dell'organismo, può essere mappata e questa scoperta, secondo i ricercatori della Aalto University, aiuterà a contrastare i disturbi dell'umore.
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Fonte: Cortesia L. Nummenmaa et al./PNAS

Chiudi gli occhi e pensa all’ultima volta in cui hai provato una forte emozione: al bacio appassionato che ti ha fatto sentire le farfalle nello stomaco, alla splendida notizia che ti ha eccitato facendoti sprizzare felicità da tutti i pori o all’esame che, dopo averti provocato la tachicardia davanti al professore, ti ha riempito il petto di orgoglio per quel sudatissimo trenta e lode.
Ora, tutte queste emozioni (e le reazioni corporee ad esse collegate) sono state oggetto di uno studio promosso da un team di ricercatori finlandesi della Aalto University, i quali, sotto la guida dello psicologo Lauri Nummenmaa, hanno sottoposto 700 volontari a stimoli mirati, con l’intento di realizzare la prima topografia corporea dei sentimenti.
In particolare, i soggetti sperimentali di culture e provenienze diverse dovevano assistere a filmati, leggere racconti, osservare espressioni facciali o ascoltare parole particolarmente significative, per poi colorare delle sagome, evidenziando in giallo le regioni del corpo più sollecitate e in celeste quelle rimaste “spente”.
I dati, pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, hanno sbalordito gli stessi ricercatori: “L’aspetto più affascinante dei nostri risultati – ha chiarito Nummenmaa – è lo strettissimo legame tra corpo e mente; le emozioni non sono solo rappresentate nella mente ma anche direttamente nel corpo. Inoltre, è interessante che stati emotivi come la rabbia e la paura siano associati a schemi corporei culturalmente universali“.

E se tutto ciò ha meravigliato gli studiosi, figurati come siamo rimaste noi semplici profane. Ecco perché, sebbene la ricerca risalga al 2013, abbiamo pensato di riproporla. Chissà, magari sorprenderà anche te, attivando specifiche parti del tuo corpo. Se ti stai chiedendo quali, dai un’occhiata alle info-grafiche qui sotto!

Tristezza e sorpresa

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Se hai visto Inside Out, ricorderai  che Tristezza figura tra i protagonisti, insieme a Rabbia, Paura, Disgusto e Felicità. Gli sceneggiatori Disney si sono infatti concentrati sulle emozioni primarie, che nello studio hanno mostrato una maggiore incidenza sul corpo rispetto ai sentimenti complessi. Nel film, tuttavia, è stata tralasciata la sorpresa. Eppure, anch’essa emerge in maniera identica in ogni cultura, interessando in particolare il viso. Non importa da dove si viene: chi si stupisce resta ovunque a bocca aperta e con gli occhi sgranati. E chi è triste? La malinconia, come si evince dai toni caldi e freddi della figura, toglie energia agli arti per concentrare il patema su collo e petto: chi non ha mai avuto il cuore spezzato o un nodo in gola?

Disgusto e felicità

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Non c’è nulla di più rivoltante, per un bimbo, di un piatto di verdure verdi. Non a caso, per convincere i piccoli a mangiare spinaci, gli si fa credere che diventeranno forti come Braccio di Ferro. La loro espressione davanti al piatto tanto odiato potrà anche farci ridere ma loro provano a spiegarcelo in tutti i modi: quegli strani fili verdastri gli danno proprio il voltastomaco! Il disgusto, infatti, è una sensazione che si localizza al sistema digestivo e alla gola, oltre che sul viso, dove il labbro superiore sollevato e le guance rialzate ne sono un sintomo inconfondibile. La felicità, invece, ci fa sentire tutto un fuoco: la sua energia illimitata si sente da capo a piedi e, come un fiume in piena, spinge per uscire attraverso sorrisi e salti di gioia. Nello studio, solo l’amore è risultato avvicinarsi al suo impeto e,  chissà perché, questo non ci ha stupite affatto!

Disprezzo e orgoglio

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Il disprezzo è molto simile al disgusto: non solo suscita la stessa mimica facciale ma, come risulta dall’albero genealogico delle emozioni predisposto dai ricercatori, attiva generalmente le stesse aree del corpo. Tuttavia, esclude lo stomaco, perché a farci provare ribrezzo non sono stimoli fisici come un odore o un sapore ma i comportamenti altrui che troviamo disdicevoli. Per quanto riguarda l’orgoglio, invece, non c’è neanche bisogno di dirlo: osserva il padre di una sposa, chi ha appena ottenuto una promozione o un bimbo che parla della sua squadra del cuore e vedrai che il petto gli si gonfia come quello di un piccione in amore.

Rabbia e paura

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Come si vede, la rabbia è un sentimento atavico che infiamma soprattutto il cuore e la parte superiore del corpo, con le braccia che vengono quasi “armate” per predisporsi a un conflitto. Anche il capo, sebbene coinvolto in quasi tutte le emozioni analizzate, si rivela qui particolarmente sollecitato: chi è preso dall’ira, spesso, viene descritto col sangue alla testa e con gli occhi fuori dalle orbite. La paura, invece,  fa venire la tachicardia e arriva fino alla parte inferiore dell’addome: mai sentito il detto farsela addosso dalla paura?

Stato neutrale e ansia

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Se ci sono stimoli che ci lasciano del tutto indifferenti, ne esistono altri che scatenano in noi timori ingiustificati: è il caso dell’ansia, in cui il corpo reagisce come in preda alla paura, in assenza, però, di un pericolo reale.  Tuttavia, nonostante le cause scatenanti siano immaginarie, le sensazioni fisiche non lo sono affatto: nei soggetti ansiosi l’iperattività si traduce in un senso di oppressione alla gabbia toracica, col cuore che, talvolta, batte così forte che pare uscire dal petto.

Vergogna e invidia

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Chi prova vergogna si sente come messo a nudo, profondamente giudicato e diverso da come vorrebbe essere. Spesso, desidera scappare: peccato che ad infuocarsi siano solo le guance, che diventano paonazze, mentre le gambe sembrano proprio non voler rispondere, quasi fossero impietrite al suolo. Anche l’invidia attiene a un senso di inadeguatezza ma, in questo caso, la sensazione deriva da un confronto e ad essere chiamato in causa è soprattutto il cervello: la gelosia verso gli altri, di solito, logora i pensieri, portando a rimuginare senza sosta. La buona notizia è che, talvolta, questo sentimento può anche tramutarsi in qualcosa di positivo, stimolando a reagire, col risultato di migliorarsi.

Amore e depressione

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Amore e depressione, ovvero slancio vitale contro morte delle emozioni, sensazione di pienezza o di totale svuotamento, ardore infinito o freddezza glaciale. Ecco cosa mostrano le due sagome riportate qui sopra: due emozioni totalmente opposte, l’una che ci infiamma e ci dà la carica, impedendoci di stare fermi e l’altra che ci spegne inesorabilmente, portandoci a sperimentare una sorta di “depersonalizzazione”, in cui le parti del corpo sembrano quasi non appartenerci.

Fortunatamente, sul fronte delle lotta ai disturbi dell’umore si sono fatti (e si continuano a fare) enormi passi avanti. Uno di questi è proprio la mappa delle emozioni, che  secondo i ricercatori, aprirà nuove vie per capire meglio e sconfiggere ansia e depressione.