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A quali dosi quesi prodotti quotidiani diventano mortali?

Dall'acqua al caffè passando per alcuni farmaci: ecco alcuni prodotti comuni che oltre a una certa quantità risultano mortali.
Prodotti quotidiani
Fonte: Pixabay

Il concetto alla base del veleno, secondo la scienza, non ha mai a che vedere con la sostanza, ma con la quantità della sua assunzione. Chiamiamo veleni il cianuro oppure l’arsenico o la cicuta perché ne basta davvero poco per morire. Eppure ci sono dei prodotti quotidiani, di uso comune, che risultano anch’essi “velenosi” e quindi mortali. Come l’acqua. Anche senza contaminazioni per esempio, come quella tristemente comune negli anni ’80 da diossina. Oltre a una certa quantità anche l’acqua è mortale, cioè la sostanza cui dobbiamo la vita: ma bisogna berne 8,3 litri, più o meno 5 bottiglie.

Naturalmente, oltre l’acqua ce ne sono altri e alcuni sono davvero stupefacenti, perché non avremmo mai pensato avessero queste caratteristiche. Ecco quindi quali sono gli altri prodotti quotidiani che non vi aspettavate fossero tanto letali. Tra le cose insolite che possono ucciderci c’è però anche un forte rumore – ma deve essere oltre i 190 decibel – e la mancanza di aria da respirare: un uomo può resistere senza aria solo 6 minuti.

1. Ibuprofene e aspirina

Prodotti quotidiani
Fonte: Pixabay

L’ibuprofene è un principio attivo contenuto in alcune delle compresse che noi potremmo usare per mandare via il mal di testa o i dolori mestruali o per tamponare in attesa del medico in caso di dolori articolari. Quando parliamo di farmaci però è abbastanza scontato che ci facciano male: nel caso dell’ibuprofene occorrono 50 compresse, che corrispondono a 30 grammi di principio attivo, perché sia letale. Nel caso dell’aspirina – che di solito usiamo anche, oltre come antidolorifico, per mandare via i sintomi di raffreddore e influenza – occorre invece molto meno: 11,20 grammi contenuti in sole 19 compresse.

2. La polvere di caffè

Forse questo è tra i prodotti quotidiani di maggior utilizzo, soprattutto in un Paese come l’Italia. Per essere mortale, bastano 120 grammi, ovvero un po’ meno di mezzo pacchetto.

3. Il veleno della vespa

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Simpatiche, a guardarle, non sono. E molti di noi ne hanno paura, oggi scopriamo non a torto. Perché anche il veleno delle vespe è letale per l’organismo umano. Anche in assenza di allergie pregresse, ne bastano 0,5 grammi. Ma per quella quantità, ci dovrebbero pungere mille vespe, quindi possiamo stare relativamente tranquille.

4. L’alcol a 90 gradi

Abbiamo sentito spesso parlare di avvelenamento alcolico, ma pensavamo ad altro, in effetti. L’alcol è tra i prodotti di uso comune per chi lo utilizza come disinfettante e anche per chi ama farsi i liquori e i digestivi in casa oppure anche i profumi (ampiamente diluito, ovvio). L’alcol a 90 gradi diventa mortale oltre i 500 grammi, l’equivalente di 240 shottini.

5. Il sale

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Questa è davvero una sorpresa: il sale che usiamo per dare sapore ai nostri piatti diventa letale per l’organismo umano oltre i 225 grammi, ossia circa 48 cucchiaini. È per via della sua composizione: il cloruro di sodio contiene appunto cloro e sodio, anche a quelle quantità sono mortali.

6. Il cioccolato fondente

C’è tra noi chi ne va matta. Eppure non bisogna esagerare. Ma niente paura, per morire da overdose di cioccolato fondente, ce ne vogliono almeno 11,6 chilogrammi, ossia circa 116 tavolette. Per quanto possiamo esserne golose, è davvero difficile arrivare a tanto.

7. La nicotina

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Il fumo uccide, non è certo una novità, ce lo scrivono anche sui pacchetti di sigarette. Ma quanta nicotina uccide, se ingerita? La quantità mortale è 3,70 grammi di nicotina, contenuta in ben 520 sigarette.

8. Il cianuro

Qui, come accennavamo prima, siamo di fronte a un veleno vero e proprio. È presente in ogni romanzo thriller o di spionaggio vintage, ma dove possiamo trovarlo nei prodotti quotidiani? Per esempio il cianuro è presente nei noccioli di ciliegie: ne bastano due, opportunamente pestati, perché il veleno sia letale, una quantità che corrisponde a 0,5 grammi. Il cianuro è presente, ma in quantità decisamente minori, anche nei semi di mela.