La campagna vaccinale prosegue in tutto il mondo nella ricerca del raggiungimento dell’immunità di gregge che potrebbe porre un freno deciso alla pandemia di Covid con cui ormai facciamo i conti da oltre un anno; la novità più rilevante riguarda la possibilità di estendere il vaccino anche alle fasce più giovani di popolazione, per ora escluse dal piano vaccinale.

Il 10 maggio la FDA (Food and Drug Administration) ha autorizzato l’uso del vaccino Pfizer-BioNTech Covid-19 per i bambini dai 12 ai 15 anni negli Stati Uniti, cosa che rappresenterebbe una svolta soprattutto per quelle famiglie che fanno i conti con soli adulti immunizzati, e per la ripresa della scuola, dove sarebbe ridotta al minimo la minaccia di trasmissione del virus, e di campi estivi e Little League, eventi che ogni anno interessano negli USA quasi 17 milioni di bambini.

Per ora il vaccino Pfizer-BioNTech è già disponibile per chiunque abbia più di 16 anni, e si presume che la parola, dopo il parere della FDA, passerà a un comitato consultivo dei Centers for Disease Control and Prevention, che esaminando i dati dovrà formulare raccomandazioni per l’uso del vaccino nei bambini di età compresa tra 12 e 15 anni. Se anche il comitato dovesse approvare l’uso per quel gruppo di età, allora le vaccinazioni potrebbero iniziare immediatamente: il presidente Joe Biden ha infatti fatto sapere che ci sono 20 mila farmacie pronte a somministrare il vaccino agli adolescenti, e che i funzionari sanitari di alcuni stati stanno già elaborando campagne di immunizzazione mirate ai giovani.

Le differenze tra i vaccini contro il Covid-19 spiegate bene

Gli studi

È stato soprattutto uno studio clinico condotto da Pfizer e BioNTech, in cui sono stati arruolati 2.260 partecipanti di età compresa tra 12 e 15 anni, a dare lo sprint per l’apertura dei vaccini ai giovanissimi; nello studio sono state somministrate le due dosi di vaccino o un placebo a tre settimane di distanza, con i ricercatori che hanno registrato 18 casi di infezione sintomatica da Coronavirus nel gruppo placebo e nessuno tra i bambini che hanno ricevuto il vaccino, ricevendo così indicazioni importanti sulla prevenzione dalla malattia.

Gli effetti collaterali del vaccino nei giovanissimi sono paragonabili a quelli osservati nei partecipanti allo studio di età compresa tra 16 e 25 anni, con unico valore lievemente diverso: la febbre, leggermente più comune nella fascia tra 12 e 15 anni (20% contro il 17% nel gruppo di età più avanzata).

Sembra che l’autorizzazione da parte del FDA arrivi in un momento opportuno, con un terzo degli studenti di età compresa tra i 13 e i 14 anni ancora bloccati a casa con la DAD, e molti impossibilitati a frequentare le attività sportive. Ciononostante, i genitori americani non sembrano molto propensi a far vaccinare, laddove possibile, i propri figli: solo il 30% di loro ha dichiarato che lo avrebbe fatto fare immediatamente se avessero ricevuto il via libera, mentre il 26% ha fatto sapere che preferirebbe aspettare di capire come funziona il vaccino. La gran parte ha detto però che avrebbe fatto vaccinare i figli solo in caso di una richiesta da parte delle scuole.

Gli esperti sembrano comunque concordi nel rassicurare sull’efficacia del vaccino Pfizer.

Il rischio che tuo figlio prenda il Covid e si ammali davvero è basso, ma non è zero – ha spiegato al New York Times la dottoressa Megan Ranney, medico di pronto soccorso e professoressa alla Brown University di Providence – E il rischio che si ammalino o che vengano ricoverati in ospedale per la sindrome multiinfiammatoria post-Covid è più alto del rischio del vaccino.

Vaccinare i bambini protegge gli altri nella comunità dal virus, comprese le persone che non sono protette dal vaccino, come chi ha ricevuto trapianti di organi, i malati di cancro e quelli con risposte immunitarie compromesse. Inoltre protegge tutti noi dal virus che continua a diffondersi e mutare ulteriormente.

Ranney ha anche assicurato di voler far vaccinare i figli di 12 e 9 anni. A sponsorizzare il vaccino anche alcuni partecipanti allo studio, come il quattordicenne Ty Dropic, che non avendo avuto effetti collaterali ha pensato di aver ricevuto il placebo durante la sperimentazione.

So che può spaventare un po’, ma in realtà non è così male come sembra. Se prendi il Covid, sarà molto peggio che rimanere bloccato con un ago per tipo, due secondi.

Quando potrebbe partire la vaccinazione

Nonostante l’approvazione del FDA il sentore comune è che passeranno comunque mesi prima di un’eventuale messa in commercio del vaccino Pfizer per i più piccoli; i test sono cominciati sui bambini dai 5 agli 11 anni a marzo, mentre ad aprile la sperimentazione è stata estesa anche ai bambini dai 2 ai 5 anni. Le aziende stanno inoltre pianificando di testarlo sui bambini dai 6 mesi ai 2 anni.

Supponendo che i risultati della sperimentazione siano incoraggianti, le aziende prevedono di richiedere alla FDA  l’autorizzazione di emergenza per somministrare il vaccino a bambini di età compresa tra 2 e 11 anni a settembre.

Anche le altre case farmaceutiche stanno portando avanti sperimentazioni sui giovanissimi: a breve dovrebbero arrivare i risultati delle prove del vaccino di Moderna effettuati sui bambini di età compresa tra 12 e 17 anni, mentre nella seconda metà di questo 2021 dovrebbero giungere quelli relativi ai bambini di età compresa tra 6 mesi e 12 anni. AstraZeneca sta testando il suo vaccino nei bambini dai 6 mesi in su. Johnson & Johnson ha dichiarato invece che attenderà i risultati degli studi sui partecipanti di età superiore ai 12 anni prima di testare il suo vaccino nei bambini più piccoli.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!
  • Coronavirus