Ottobre è il mese della prevenzione per il tumore al seno. Trentun giorni in cui ricordare, e ricordarci, ancora una volta che la prevenzione può letteralmente salvare delle vite e che è fondamentale non solo controllarsi costantemente attraverso l’autopalpazione, ma anche sottoporsi agli screening periodici. C’è un aspetto, però, di cui si parla meno, e troppo poco, quando parliamo di tumore mammario: cosa significhi avere un seno con addensamenti – e cosa questo possa significare in termini di rischio e prevenzione.

Con questo termine si fa riferimento a una condizione che coinvolge circa la metà delle donne di età pari o superiore a 40 anni, secondo quanto ha affermato al New York Times la dott.ssa Laura Esserman, direttrice del Centro per la cura del seno presso l’Università della California.

La “densità” del seno non è correlata alle dimensioni o alla sua compattezza, ma è data dalla quantità di tessuto fibroso e ghiandolare presenti rispetto alla quantità di tessuto adiposo. La densità del seno è maggiore in giovane età e tende a diminuire nel corso degli anni, soprattutto con il sopraggiungere della menopausa. Come spiega la senologa Adele Lambiase,

La densità mammaria è classificata in 4 categorie in base alla percentuale della componente adiposa e quella ghiandolare del seno. Nello specifico, nella prima categoria il seno è definito “grasso” in presenza di una quantità di tessuto ghiandolare, che risulta opaco alla mammografia, compresa tra lo 0% e il 25%. La seconda categoria identifica una quantità ghiandolare tra il 25% e il 50%, e quindi un seno non particolarmente denso. Se la componente ghiandolare è compresa tra 50% e il 75%, il seno risulta mediamente denso, mentre la quarta categoria indica un seno con oltre il 75% di ghiandola, ossia “estremamente denso”.

I tessuti densi rendono più difficile rilevare il cancro durante la mammografia, perché possono rendere più difficile per i medici valutare l’esito dell’esame. Potrebbero quindi essere necessarie ulteriori indagini, in particolare per le ultime due tipologie di seno, per cui spesso si ricorre all’ecografia mammaria o la risonanza magnetica con mezzo di contrasto.

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Più denso è il seno, maggiore è il rischio di cancro al seno. Secondo l’Università della California, la presenza di maggior quantitativo di tessuto ghiandolare può rappresentare, in numero, un aumentato rischio per la paziente di sviluppare forme tumorali alla mammella. Questo processo, spiega il Centro Medico Spallanzani di Reggio Emilia, può essere facilmente identificato e spiegato attraverso le funzioni del tessuto ghiandolare. È una condizione specifica, infatti, del tessuto ghiandolare, quella di aumentare la proliferazione di cellule in quanto lo stesso tessuto è più esposto ai fattori di stimolazione ormonale. Questa proliferazione espone il tessuto a un evidente aumento delle possibilità di essere attaccato e sviluppare alterazioni in forma degenerativa dei tessuti stessi.

Ma la densità del seno è solo uno dei tanti fattori di rischio e avere un seno con addensamenti non è affatto una garanzia di sviluppare la malattia. L’età, così come la familiarità e la genetica – oltre allo stile di vita – rivestono infatti un ruolo fondamentale nello sviluppo di un carcinoma mammario.

Secondo la dott.ssa Elizabeth Comen, oncologa medica presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York City, qualsiasi donna, a qualsiasi età, può avere un seno con addensamenti, sebbene le donne più giovani, in gravidanza o in allattamento, che assumono terapia ormonale sostitutiva o che hanno un peso corporeo inferiore hanno maggiori probabilità di averlo.

Per queste persone, non ci sono regole specifiche per quanto riguarda la prevenzione, perché le linee guida che regolano gli screening per il cancro al seno non differiscono a seconda della densità del seno. In alcuni casi, come dicevamo, possono essere richieste delle indagini aggiuntive, come un’ecografia mammaria o una risonanza magnetica, anche in quei casi in cui la fascia d’età sia inferiore a quella per cui viene raccomandata la mammografia ma la densità (talvolta unita alle dimensioni) del seno non consenta un’adeguata ed efficace autopalpazione.

Articolo originale pubblicato il 4 Ottobre 2022

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