La notte russi? Ecco 5 segnali che ti dicono quando è un sintomo pericoloso

Il russamento non è solo una condizione che genera disturbo per sé e per gli altri, ma può rappresentare un indicatore legato ad ulteriori patologie, spesso di notevole entità: ecco quali segnali possono rappresentare veri e propri “campanelli d’allarme”.

La roncopatia, condizione che porta a russare, è un disturbo provocato dalla vibrazione del tessuto che compone le vie aeree, con il conseguente rumore fastidioso, che tende a manifestarsi a prescindere dalla fase del sonno.

Quando il flusso d’aria non riesce a confluire liberamente attraverso il naso e la gola si crea vibrazione intensa dei tessuti molli. Le principali cause della roncopatia sono riconducibili alla presenza di tessuto nasale in esubero così come ad alterazioni che coinvolgono palato e mandibola. Possono concorrere a determinare il russamento, costituendo un ostacolo nella corretta respirazione, una posizione errata della lingua o problematiche legate alla struttura nasale quali il setto nasale deviatoentrambe condizioni che in genere restituiscono la mattina seguente irritazioni a carico della gola e secchezza persistente delle fauci.

Qualora il russamento notturno si riproponga in maniera sistematica, in genere finisce per pregiudicare inevitabilmente il riposo. Al contrario, una roncopatia transitoria o comunque sporadica, per quanto influisca solo in minima parte sull’effettiva qualità del sonno, può comunque rappresentare un chiaro indicatore di problematiche ben più serie: tra le principali compare la cosiddetta apnea ostruttiva del sonno, disturbo piuttosto severo che rappresenta un fattore predisponente legato a patologie cardiache, microinfarti, ictus e diabete.

Fondamentale quando si russa, è pertanto indagare su quelle che possono essere le cause del disturbo, evitando di sottovalutare il problema e prendendo in seria considerazione quelli che possono essere chiari segnali di problematiche ben più severe quali appunto l’apnea ostruttiva del sonno o ancora la sindrome della resistenza delle vie aeree superiori.

  1. Cefalea al risveglio: comune a chi è solito russare in maniera piuttosto intensa, la cefalea al risveglio, accompagnata dalla sensazione di non aver riposato adeguatamente, appare frequente nei soggetti che soffrono di emicrania, di insonnia, di sindrome ansioso-depressiva così come di Sindrome di Sandifer, legata al movimento associato a reflusso gastroesofageo. In questo caso il russamento può rappresentare un indicatore di tali patologie.
  2. Sonnolenza diurna:  fenomeni di sonnolenza diurna, purché di breve entità, provocati a seguito di una notte accompagnata da russamento, non rappresentano generalmente un problema. Tuttavia se tale manifestazione tende a protrarsi nel corso del tempo, divenendo causa di una quasi totale improduttività nel proprio quotidiano, in ambito famigliare, così come durante le attività lavorative, la sonnolenza diurna associata alla roncopatia può essere l’indicatore più esaustivo della cosiddetta sindrome della resistenza delle vie aeree superiori che, a differenza dell’apnea ostruttiva del sonno, non provoca interruzioni di alcun genere a livello respiratorio, ma solo stanchezza, spossatezza persistenti che possono influire negativamente sulle abitudini del soggetto.
  3. Russamento costante e particolarmente intenso: russare in maniera intensa e sistematica può essere un discreto segnale che testimonia la presenza di polipi nasali, del setto deviato, o talvolta di congestione nasale cronica, di un palato eccessivamente alto e arcuato, di una mascella troppo piccola o posta in posizione scorretta rispetto al normale, e ancora di tonsille infiammate e ingrossate che potrebbero comportare infezioni più gravi a carico dell’apparato orofaringeo.
  4. Pressione arteriosa elevata: un russamento sistematico e prolungato associato ad ipertensione, una pressione arteriosa eccessivamente elevata possono rappresentare chiari sintomi di diabete, di potenziali alterazioni ormonali o ancora di disturbi legati all’apparato renale.
  5. Episodi di soffocamento e mancata respirazione: la sensazione di soffocamento così come vere e proprie interruzioni del respiro durante il sonno, associate a russamento, sono chiari indicatori delle cosiddette apnee ostruttive del sonno, ove le vie respiratorie appaiono bloccate in modo anomalo a causa della conformazione tipica dei tessuti molli che, durante il fluire del respiro, non si limitano a vibrare ma ne ostruiscono completamente il passaggio, generando conseguenti interruzioni temporanee ma spesso frequenti che, a lungo termine possono determinare ictus, patologie cardiache e microinfarti.

Apnea ostruttiva del sonno e sindrome della resistenza delle vie aeree superiori se sottovalutate, possono comportare dunque problematiche ben peggiori che possono sfociare in pericolosi disturbi a carico del cuore. Proprio per questo appare fondamentale rivolgersi ad un otorinolaringoiatra al fine di effettuare esami specifici quali l’esame del sonno, detto polisonnografia o polisonnogramma: in questo modo sarà possibile disporre di una diagnosi definitiva in modo tale da adottare la soluzione più adatta a condurre il problema del russamento ad una progressiva risoluzione.

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Russare la notte rappresenta una vera e propria condizione di disagio per sé e per gli altri, oltre ad influire negativamente sui ritmi circadiani: al fine di limitare il disturbo, migliorando in tal modo la qualità del sonno, anche in presenza di insonnia data da roncopatia, è comunque possibile adottare alcune pratiche utili da mettere in atto prima di coricarsi:

  • Cambiare la posizione assunta durante il sonno: per favorire lo spostamento in avanti della mascella e della lingua, favorendo in tal modo la respirazione, è sicuramente utile dormire con la testa leggermente sollevata.
  • Dormire sul fianco piuttosto che sulla schiena: la posizione supina tende a favorire il russamento. Per ridurre l’inconveniente è preferibile al contrario assumere la posizione fetale poiché riduce le vibrazioni provocate dai tessuti molli.
  • Mantenere pulito il canale nasale mediante irrigazioni: al fine di favorire la respirazione, è sempre opportuno irrigare con regolarità i seni nasali avvalendosi di soluzioni saline specifiche in grado di rimuovere efficacemente il muco che potrebbe rivelarsi anch’esso occlusivo.
  • Umidificare la camera da letto: l’aria secca può irritare le membrane presenti nel naso e nella gola. Adottare un umidificatore, che eroghi oli essenziali, non solo permette di migliorare la qualità del sonno, ma promuove al contempo una respirazione ottimale.

Al contempo, per migliorare la condizione provocata dal russamento, è possibile modificare il proprio stile di vita, limitando quelle che in genere sono considerate cattive abitudini. L’assunzione eccessiva di alcolici e il fumo sono fattori sicuramente predisponenti, così come l’obesità: al contempo è sempre consigliato limitare il pasto della sera poiché potrebbe peggiorare la condizione, dedicandosi all’esercizio fisico o alla meditazione per dormire prima di coricarsi. Esistono infatti allenamenti mirati anche per i muscoli della gola che possono limitare il russamento notturno, favorendo la qualità del sonno, attraverso la relativa distensione. 

Uno stile di vita sano migliora senza alcun dubbio la qualità della vita e del riposo notturno: questo tuttavia non prescinde dal consulto con uno specialista che, una volta effettuata la diagnosi, saprà suggerire il percorso terapeutico più idoneo al caso.

Articolo originale pubblicato il 22 Novembre 2021

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