Ci sono diversi motivi per cui può essere necessario sottoporrai a un’ovariectomia, un intervento chirurgico per rimuovere una o entrambe le ovaie e avere pertanto diverse conseguenze sulla fertilità.

Vediamo quali sono le patologie interessate, la preparazione e i tempi di recupero, oltre alle diverse tipologie disponibili.

Che cos’è l’ovariectomia?

L’ovariectomia è la rimozione chirurgica di una o entrambe le ovaie. Di solito viene eseguita per trattare una cisti ovarica, un cancro ovarico o qualche altro problema correlato all’ovaio.

A cosa serve e come si effettua

L’ovariectomia viene solitamente eseguita per trattare:

  • Una cisti ovarica: esistono diversi tipi di cisti ovariche, maggior parte delle quali non causa problemi. Alcuni, però, possono rivelarsi cancerose o troppo estese; in questi casi può essere necessaria un’ovariectomia.
  • Torsione ovarica: le cisti ovariche di grandi dimensioni possono “attorcigliarsi”. Questa condizione dolorosa, nota come torsione ovarica, è considerata un’emergenza chirurgica. Potrebbe essere necessario rimuovere la cisti o l’intera ovaia. I sintomi sono generalmente dolori improvvisi, gravi e acuti nella parte inferiore dell’addome, spesso con nausea e vomito.
  • Cancro ovarico: possono sottoporsi all’ovariectomia donne che hanno già sviluppato un tumore ovarico o che hanno un alto rischio familiare di sviluppare il cancro ovarico; in tal caso, possono anche scegliere di farsi rimuovere le ovaie e le tube di Falloppio per ridurre il rischio.
  • Endometriosi: L’ovariectomia può anche essere usata per trattare l’endometriosi – una condizione in cui il rivestimento tissutale dell’utero cresce al di fuori di esso – se altri trattamenti non hanno funzionato. Nei casi più gravi, anche l’utero, le ovaie e le tube di Falloppio possono essere rimossi.

A seconda della tipologia di intervento e delle cause, possono essere utilizzate diverse tecniche: può essere effettuata tramite laparoscopia, con tre piccole incisione attraverso cui vengono fatti passare gli strumenti chiurgici, tra cui una telecamera che permette di vedere l’interno dell’addome, o in laparotomia, che prevede un intervento più invasivo e un taglio orizzontale dell’addome.

Tipologie di ovariectomia

Esistono diversi tipi di ovariectomia, che differiscono per i diversi organi coinvolti e per il livello di invasività:

  • unilaterale: rimozione di un’ovaio;
  • bilaterale: rimozione di entrambe le ovaie;
  • Salpingo-ovariectomia: Rimozione di un ovaio e di una delle Tube di Falloppio (può essere bilaterale);
  • Isterectomia con salpingo-ovariectomia: rimuovere l’utero (isterectomia) contemporaneamente alla rimozione di una tromba di Falloppio e un’ovaio (può essere bilaterale).

Preparazione e tempi di recupero

Prima di sottoporsi a un’ovariectomia, generalmente è previsto un incontro con il chirurgo e l’anestesista per discutere la procedura. Generalmente si deve evitare di bere e mangiare per alcune ore prima dell’intervento, ma saranno i medici a indicare le precauzioni da osservare nelle ore o nei giorni immediatamente precedenti.

L’intervento viene generalmente effettuato in anestesia totale e ha normalmente una durata compresa tra 1 e 4 ore.

I tempi di recupero variano a seconda del singolo caso: normalmente è necessario rimanere in ospedale per alcuni giorni in modo da potersi recuperare. Durante questo periodo potrebbero essere somministrati farmaci antidolorifici: medici e infermieri illustreranno inoltre come prendersi cura della ferita.

Probabilmente verrà consigliato di evitare alcune attività come il nuoto, l’attività fisica troppo intensa, sollevare pesi e fare sforzi eccessivi per alcune settimane.

Le conseguenze dell’ovariectomia

Se nel caso della rimozione di un’ovaia le conseguenze sulla fertilità non sono definitive, la rimozione di entrambe le ovaie si tradurrà in menopausa: questo significa che immediatamente dopo l’intervento il ciclo mestruale e le mestruazioni si interromperanno. Per questo, sapere cosa accadrà prima di sottoporsi  alla chirurgia può aiutare a sentirsi più preparate a far fronte ai cambiamenti fisici ed emotivi che seguiranno l’intervento.

Un aspetto importante da affrontare, col medico, in coppia se si ha un rapporto e anche con se stesse è la possibilità o meno di rimanere incinta in futuro e valutare se sottoporsi alla crioconservazione degli ovuli prima dell’intervento, se questo è possibile: in questo caso, sarà necessario sottoporsi a un trattamento ormonale e a un pick-up ovarico prima della rimozione delle ovaie.

Articolo originale pubblicato il 19 Dicembre 2022

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