Tutti abbiamo bisogno di "me time", anche tu: 11 strategie per riprenderselo

La società odierna ci ha incanalati in un ritmo convulso dove scarseggiano i momenti di stallo. Per vivere sereni e per aumentare il rendimento delle nostre giornate, abbiamo in realtà bisogno di dedicare del tempo a noi stessi, in cui mettere in pausa non solo le attività produttive ma anche i legami, la vita sociale e ogni qualsiasi impegno che ci privi totalmente del me time.

L’espressione me time è diventata quasi virale, soprattutto sui social, dove viene riportata mediante immagini paradisiache, libri, the, tisane e quant’altro. Ma perché il concetto di “tempo per se’” è ad oggi così sentito e cosa indica realmente?

Innanzitutto, va riconosciuto che in questa grande comunità virtuale tutti proviamo un’attrazione verso frasi e concetti che ci fanno sentire come se fossimo parte di un qualcosa.

Oggi, ad attirare l’attenzione e la riflessione degli individui sono hashtag come, appunto, #metime, ma la verità è che nella società frenetica in cui viviamo, gli individui hanno cominciato a comprendere l’importanza del me time e a sentirne la necessità.

Parlare di “tempo per sé” o me time non è solo un trend, ma è direttamente legato al concetto di self-love. Niente è più importante della capacità di sapersi ritagliare del tempo per se stessi, per amare la propria persona, che sia per qualche ora o per una giornata.

Lo scopo è quello di trarre beneficio dal tempo per se stessi, sia che questo sia condiviso in rete e incrementato da hashtag, sia che venga interiorizzato e vissuto individualmente.

Cos’è il “me time” e perché ne abbiamo bisogno?

me time
Fonte: pexels

Il vocabolo giapponese “ma” si rifà a quei specifici attimi di staticità che si verificano fra i momenti dell’azione vera e propria. In qualsiasi momento, che può apparentemente sembrare ordinario, identico a qualsiasi altro, ci si ritrova sospesi con il proprio Io ed è proprio in questi momenti che si può imparare ad assaporare il me time.

A volte tendiamo a desiderare il riempimento di questi momenti di non azione, ma la reale soluzione risiede nella capacità di farli propri e di viverli a pieno, attraverso piccoli rituali personali che permettano di staccare dalla quotidiana corsa all’azione e infondano uno stato di quiete e inattività decisionale.

Prendersi cura del proprio corpo, guardare un film, esercitare lo yoga al mattino, assaporare il proprio cibo preferito o dedicarsi alla cucina: ognuno possiede una propria idea di me time per staccare la spina, a patto che non sia anch’esso un programma restrittivo stabilito all’interno della propria routine quotidiana.

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Usufruire di questi preziosi attimi di staticità e di disconnessione è probabilmente l’antidoto perfetto contro il continuo consumo e la costante vendita del proprio tempo libero e dello scorrere sempre più veloce delle nostre vite.

Fino a oggi, il concetto di me time è stato annoverato fra i tabù, fra gli atti di egoismo, quasi come se rifiutare un impegno o dire un “no” ogni tanto fosse sinonimo di menefreghismo e maleducazione.

Anche se i social sono fra i maggiori responsabili della nostra incapacità di rifiutare occasioni mondane, impegni sociali e lavorativi, poiché sono finiti per diventare un loop infinito di schiavitù nella quale si ha paura di rimanere indietro o di perdersi sempre qualcosa, questa volta la diffusione dell’hashtag che professa il me time è servito a sollevare gli animi dal senso di colpa per il necessario isolamento personale.

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Ma perché all’improvviso è sopraggiunto questo stravolgimento di attitudine così risolutivo? E inoltre, perché l’idea di me time è divenuta così diffusa, svincolata da ogni preconcetto che la vedeva come scarsamente profonda, e, infine, perché ne abbiamo bisogno?

La generazione del to do list, dell’incredibile e infinita necessità di rendere smart qualunque cosa, delle giornate passate in videoconferenza e dei weekend riempiti da aperitivi e cene. La stessa generazione che grida silenziosamente la sua voglia di mettersi in pausa: un processo senza alcun dubbio non facile, se si pensa alla difficoltà nel riorganizzare modi, tempistiche, spazi comuni e privati, nello svuotare i tempi morti e nel riempirli con se stessi.

Ma dopo la difficoltà iniziale, che è lecito sperimentare quando si effettua nella propria vita un’incursione di questo genere, ecco che tutti hanno cominciato a capire l’immenso beneficio che il me time porta con sé, primo fra tutti quello di amare se stessi.

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tempo per se stessi me time
Fonte: pexels

Tramite la diffusione capillare di questo concetto nel web, gli individui stanno cominciando sempre più consapevolmente, a comprendere che niente ha più valore e rende più in pace col mondo che il dedicarsi del me time, in modo spontaneo e senza il bisogno di rendere quel momento virale e condiviso, proprio affinché risulti autentico.

Le amicizie, le relazioni amorose e il lavoro sono un fulcro essenziale per la nostra vita; tuttavia, lo si deve ammettere, spesso tutte queste interconnessioni finiscono per diventare gravose per la nostra esistenza, facendoci dimenticare di noi stessi.

Dare precedenza alla propria salute psicofisica e ricordare il me time, può solo che giovare su tutto il resto, poiché significa non solo potenziare l’attributo della propria vita, ma anche sfidare meglio le proprie giornate e vivere al meglio le proprie relazioni sociali e lavorative. Imparare a comprendere i propri bisogni aiuta, rende liberi e sgombra la mente.

Dimenticarsi di sé, nelle relazioni ad esempio, è una pratica frequente e spesso ritenuta necessaria alla buona riuscita della relazione, un sacrificio dovuto: non solo è un’interpretazione completamente errata, ma porta con ogni probabilità a problemi di natura psicologica e fisica.

Considerare unicamente le esigenze altrui e abbandonare le proprie può produrre ansia, insoddisfazione o veri e propri processi di somatizzazione.

Questo avviene anche quando le giornate e le settimane sono piene di obblighi di qualsiasi tipo, la qual cosa non permette all’individuo di trarne neanche un po’ di me time, tanto da arrivare alla sera con una sensazione di spossatezza interiore e d’insoddisfazione, secondo la quale sembra che la propria giornata sia stata pressoché inutile.

Senza il me time, strano ma vero, siamo degli automi, andiamo avanti per inerzia e nonostante la nostra vita sia costantemente piena, ci sentiamo spesso vuoti.

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Me time: 11 consigli per impiegarlo in modo utile

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I rituali ci ricordano cosa è importante e ci conferiscono un senso di stabilità e di continuità nella nostra vita.

Appaiono quasi provvidenziali le parole della business woman ed esperta di comunicazione Cathy Stucker, che riprendono alcune fra le più importanti idee alla base dei più saldi studi di psicologia e antropologia.

Già Bronislaw Malinowski, precedentemente, aveva teorizzato e dimostrato che i rituali consentono di oltrepassare lo stress e di recuperare la giusta direzione della nostra vita, un’ancora di salvezza in caso d’imprevisti che placa ansie e insicurezze.

Il rituale, l’organizzazione e il suo svolgimento sono un modo per tornare a mettere al centro se stessi e riappropriarsi del me time perduto.

Il primo passo è la presa di coscienza: capire di avere un problema è fondamentale per risolverlo e cominciare ad amare se stessi, prima di amare e prendersi cura degli altri o di buttarsi a capofitto nella propria vita lavorativa, è la base necessaria ad attuare al meglio alcuni consigli per un me time soddisfacente.

1. Rivedere le priorità

Mettersi al primo posto non significa dimenticarsi degli altri, significa semplicemente rivedere le proprie priorità e iniziare a dare a ogni cosa il giusto peso e il giusto spazio. Le cose importanti devono occupare più spazio e ciò che riguarda la propria persona più da vicino è grado di renderla più felice.

2. Bandire le dipendenze, di qualsiasi tipo

Anche il volersi bene ha dei limiti, che includono il porre un limite laddove una cosa che generalmente farebbe stare bene inizia a fare male, poiché divenuta troppo invasiva o perché se n’è abusato. Il rispetto di se stessi e degli altri comincia ponendo delle regole, che prevedono anche l’allontanamento di tutto ciò che provoca assuefazione o negatività, che sia una sostanza, un lavoro o un rapporto umano. Affrontare le emozioni negative, senza che esse diventino tossiche.

3. Prendersi cura del proprio corpo

Ippocrate sosteneva che il proprio corpo fosse il proprio tempio: va da sé, che la cura del corpo equivalga alla cura della salute e del rispetto per se stessi. Una parte importante del concetto di me time può senza dubbio essere quella del curarsi della propria salute fisica, attraverso una corretta alimentazione, un esercizio fisico equilibrato, un igiene personale accurato e una cura estetica ordinata, senza che tutto questo ecceda i limiti della necessità.

4. Coltivare le relazioni sociali

L’uomo è un animale sociale, in quanto tende ad aggregarsi con altri individui, come sosteneva il filosofo greco Aristotele. Ed è proprio così: le relazioni amorose, affettive, amicali e lavorative rendono la vita completa e ricca di sempre nuovi spunti d’apprendimento. Tutto questo, però, non deve prescindere dall’idea che vi è alla base del me time, prevedendo quindi una corretta eliminazione delle relazioni tossiche, dopo averle vissute e aver capito che è arrivato il momento di allontanarle.

5. Godere a pieno dei piccoli momenti

Il me time più assoluto, a volte, necessità di una buona dose di riservatezza e alienazione dal resto: smettere, anche per un attimo, di pensare al passato e al futuro e godersi il presente, assaporando un momento della propria giornata, un abbraccio, un’emozione, il proprio cibo preferito, un paesaggio, un viaggio.

6. Organizzare e curare i propri spazi

L’ambiente dove si vive, si lavora o si trascorre la maggior parte del tempo rappresenta la propria persona, per questo motivo deve essere organizzato in maniera da rendere sereni, secondo le proprie esigenze e le proprie sensazioni positive.

7. Ridere

I benefici della risata sono ormai scientificamente provati, per il corpo e per la mente, per questo l’atto del ridere è il giusto corollario al concetto di me time. Una risata di cuore è in grado di dare un colore diverso all’ambiente circostante e alla propria giornata.

8. Fare esercizio fisico

L’attività fisica rilascia endorfine nel corpo, che aiutano a sentirsi meglio. Purtroppo, le tendenze odierne hanno sconfinato il limite della necessità, per arrivare all’ossessione da fitness, un concetto per nulla attinente a quello di me time. Anche solo camminare, ballare, fare esercizio o palestra settimanalmente o occasionalmente, dona il giusto beneficio ad anima e corpo.

9. Donarsi una coccola

È uno dei concetti primari del me time: regalarsi un qualcosa che faccia star bene, che sia una cura di make-up, una seduta estetica, un appuntamento dal parrucchiere, un massaggio. L’estetica aiuta ad acquistare sicurezza, autostima ed equilibrio mentale, l’importante è che non diventi una priorità assoluta e che sia volta al proprio piacere e non al piacere altrui.

10. Apprezzare il silenzio

Nella frenesia e nella confusione del mondo in cui viviamo, abbiamo dimenticato la bellezza e l’utilità del silenzio. Forse, quando ci troviamo a viverlo, avendo perso l’abitudine, ne veniamo quasi spaventati, eppure abbiamo bisogno di qualche momento di silenzio tanto quanto abbiamo bisogno di me time. Il silenzio permette di ascoltarsi e organizzare meglio i propri pensieri, gestendo al meglio ansia e stress, anche solo per qualche minuto al giorno.

11. Scrivere

Un esercizio utile per un buon ritorno al me time è senza dubbio quello della scrittura, che sia di un diario, di un saggio, di una poesia, di un’agenda quotidiana o semplicemente dei propri pensieri. L’utilità non sta solo nella scrittura in sé, ma anche nella rilettura a posteriori: scrivendo si elaborano i propri pensieri, sentimenti e problemi e rileggendo si prende consapevolezza del proprio percorso emotivo.

D’altra parte, lo diceva anche Oscar Wilde:

Amare se stessi è l’inizio di un idillio che dura una vita.

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