Lipotimia, sintomi e cause dei mancamenti improvvisi

Viene associato di solito alla sincope, ma la lipotimia è un fenomeno lievemente diverso: ecco in cosa consiste e che cosa c'è da sapere.

Parlare di lipotimia non è semplicissimo. Non lo è perché il termine non viene spesso usato ed è quasi assimilato a un fenomeno analogo ma un po’ più complesso: la sincope.

Cerchiamo di fare chiarezza, ricordando però che quello che leggerete ha solo fini indicativi: le domande più importanti vanno rivolte al vostro medico si base che potrebbe fare una diagnosi oppure orientarvi verso uno specialista.

Lipotimia: in cosa consiste?

Il termine lipotimia deriva dal greco e significa deliquio, ossia mancamento. Può costituire una sorta di anticamera della sincope o un malore a sé che non prevede la completa perdita di conoscenza.

L’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione parla infatti esclusivamente di sincope (anche questo termine viene dal greco e significa caduta), che può iniziare «in modo relativamente rapido» mentre «il recupero successivo è spontaneo, completo e generalmente pronto».

Le cause della lipotimia

Lipotimia
Fonte: Pixabay

Secondo Humanitas, la lipotimia è individuata, così come la vera e propria sincope (che comporta invece una completa perdita di conoscenza) da una serie di cause differenti, come per esempio il soffrire di malattie cardiache.

Ogni tipo di sincope proviene da una causa differente, per cui deve essere valutata caso per caso, tanto più che il fenomeno è responsabile di una certa quantità degli accessi in pronto soccorso, in una percentuale compresa tra l’1 e il 3%.

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Tipologie di lipotimia

A tal proposito, Humanitas invididua tre tipologie di sincope, legate a una classificazione lanciata dalla European Society of Cardiology. Esse sono:

  • la sincope neuromediata: è chiamata anche vasovagale ed è legata a un’anomalia passeggera relativa al sistema nervoso, per quello che esso ha a che fare con la pressione arteriosa o con la frequenza cardiaca. Colpisce soprattutto i giovani ed è un disturbo benigno (a meno di non farsi male durante la caduta);
  • la sincope da ipotensione ortostatica: che è legata appunto a un abbassamento della pressione sanguigna;
  • la sincope cardiaca: è legata a numerose malattie o condizioni preesistenti e può essere il precedente di un problema più grave, come l’infarto del miocardio, la valvulopatia, l’embolia polmonare o la disseccazione dell’aorta.

Sintomi della lipotimia

Lipotimia
Fonte: Pixabay

Non sempre la lipotimia presenta dei sintomi che la precedono, perché spesso è improvvisa. Ma quando i sintomi si verificano, essi sono:

Cosa fare in una crisi lipotimica?

La lipotimia è passeggera e spesso non c’è di che preoccuparsi, ma non sempre è così. Se si soffre delle succitate malattie cardiache, che possono rappresentare un fattore di rischio per la sincope, è bene, come prescrive Humanitas, cercare di adottare alcune buone abitudini, come:

  • bere molta acqua e cercare di non esagerare con il sale in un senso o nell’altro;
  • muoversi spesso quando si è in piedi;
  • non fare movimenti bruschi, soprattutto quando si è seduti e ci si alza;
  • praticare una costante attività fisica, anche leggera.

È necessario – spiega Andrea Schiraldi, responsabile del Pronto Soccorso dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio – distinguere tra la lipotimia cioè la graduale perdita di coscienza con conseguente accasciamento al suolo e la sincope, cioè la perdita di coscienza istantanea. La distinzione va fatta perché generalmente la lipotimia ha un’origine più benigna, spesso legata al caldo, alla disidratazione, a un’emozione forte per cui il paziente si sente svenire. La sincope, invece, può avere origini più serie come problematiche cardiologiche, neurologiche o iatrogene, cioè determinate da alcune terapie che assume.

Secondo il sito del Gruppo San Donato, se il problema è la pressione, bisogna far sdraiare supino il paziente, oppure, se non dovesse riprendersi, farlo sistemare sul fianco (a meno che il fenomeno non sia dovuto a un forte trauma), «flettendogli una gamba e il braccio che sta sotto, a 90 gradi rispetto all’asse del corpo, questo per evitare che rotoli e si ritrovi a pancia in giù».

La faccia è meglio che sia voltata oppure verso il suolo, in modo che la lingua non scivoli indietro e causi un problema di soffocamento, tanto più che il paziente potrebbe sentire il bisogno di vomitare (se lo fa, è meglio chiamare subito il 112).

Articolo originale pubblicato il 20 Marzo 2021

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