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Galleria: Patti Murin, la “principessa di Frozen” parla dei suoi terribili attacchi di panico

Patti Murin, la “principessa di Frozen” parla dei suoi terribili attacchi di panico

La star dei musical di Broadway e della versione teatrale di Frozen si è aperta, parlando di come affronta i suoi terribili attacchi di panico e di come l'ansia abbia condizionato la sua vita.

Sul palco è sorridente e solare, e ha dato vita alla principessa Anna, tra i protagonisti principali di uno dei cartoni animati più amati dalle nuove generazioni, Frozen. Ma, quando cala il sipario, la vita della star dei musical e di Chicago Med Patti Murin è tutt’altro che rosea, perché caratterizzata da ansia e terribili attacchi di panico, come lei stessa ha raccontato in un’intervista per Cosmopolitan.

Ero una bambina ansiosa o, come dicevano allora, ‘melodrammatica’ – ha spiegato la star di Frozen a Kaitlin Menza – Fin dalla quinta elementare, ricordo quegli episodi che facevano tanto male che mia madre doveva venirmi a prendere da scuola. Nessuno ha mai pensato: ‘Portiamo questa ragazza da un dottore, piange istericamente di punto in bianco senza motivo!’. Tutti dicevano semplicemente: sarà un’attrice, questa.

Patti è praticamente nata in teatro o quasi; pur non essendo attori, i suoi genitori erano ferventi amanti del teatro, e l’hanno cresciuta facendola assistere spesso a spettacoli e musical, tanto da conoscere perfettamente Broadway. Il suo primo spettacolo è stato Cats.

Ma, amore per il teatro a parte, anche l’adolescenza di Patti era segnata da quel continuo e perseguitante stato di malessere, a cui nessuno attribuiva una causa specifica ma solo il desiderio di una teenager di farsi notare.

Quando ero alle medie, il mio ragazzo di quel momento mi ha lasciato, ed ero devastata. O dormivo tutto il tempo, o non riuscivo a dormire. Andavo a fare la spesa alle 3 del mattino. Sono arrivata a un punto in cui cercavo di convincermi che non dovevo essere così arrabbiata con lui. Sono andata da uno dei miei professori e l’insegnante mi ha detto: ‘Dovresti andare da un terapeuta, penso che tu sia clinicamente depressa’. Sono andata, e quel dottore mi ha prescritto dei farmaci.

Come spesso accade, però, rendersi conto e accettare di avere un problema non è affatto facile, e così non è stato per Patti, che ha ignorato il suo male cercando di dedicarsi esclusivamente alla sua passione, quella dei musical.

Prima o poi, però, la resa dei conti arriva, e per l’attrice è arrivata durante il tour di Wicked.

Mi resi conto di quanto fossi ansiosa all’idea di esibirmi. Non piccole farfalle o nervosismo prima dell’inaugurazione: ero terrorizzata all’idea di dimenticare una battuta. Tanto terrificata da non recitare più, ripetevo una frase nella mia testa prima di dirla ad alta voce. Quindi ho ripreso con i farmaci.

Patti descrive la sua ansia in questo modo:

Per me, è come se il fondo del mio stomaco cadesse. Tutto diventa un po’ vuoto. Mi blocco e tutto ciò che voglio è vomitare o piangere. Sembra strano, ma mi fa venire voglia di ansimare o buttare fuori tutto o qualcosa del genere. Avevo in programma di cantare l’inno nazionale ad una partita degli Yankees. Così ho pensato che non potevo andare fuori di testa proprio in quel momento. Potevo trattenermi. Mi sono svegliata il giorno dopo e quel senso di vuoto era lì.

Ho chiamato molto presto, mi sono seduta sul divano e ho lasciato che mi prendesse. Ho mandato un messaggio al nostro direttore di scena, Lisa Dawn Cave, per dirle cosa stava succedendo, e lei mi ha risposto: ‘Stai bene? Sei sola? Cosa possiamo fare?’. E un produttore di Disney ha mandato un’email a Anne Quart, che è una donna così incredibile, oh mio Dio.

Ogni attacco di panico, spiega Patti, generalmente dura circa 12 ore e, anche quando l’attacco si interrompe, dice che quella sensazione strana dura per giorni.

Mi sento un po’ come se volessi morire. Ma sono andata al lavoro il mercoledì seguente perché sapevo che stare a casa mi avrebbe reso più ansiosa. Ci sono voluti alcuni giorni per tornare a respirare veramente.

Patti ha voluto aprirsi con il suo pubblico riguardo il suo problema, usando anche i social, e la risposta è stata davvero fenomenale; ora moltissime persone parlano con lei dei propri problemi con l’ansia, anche quando, dopo lo spettacolo, i fan la aspettano fuori per avere un autografo.
Ma la star assicura che anche i colleghi hanno apprezzato la sua sincera confessione, cosa che le ha fatto comprendere quanto il problema interessi davvero moltissime persone.

Sto gestendo la mia ansia con 100 milligrammi di Zoloft al giorno. Ho imparato che quando succede qualcosa di grosso nella mia vita, ho una sorta di reazione post-partum. Dopo il mio matrimonio, o dopo la nostra prima a Denver, ho avvertito questa sensazione. Grazie alla terapia, sto imparando a essere più consapevole di cos’è la mia malattia.

Patti ha imparato a convivere pienamente con il suo problema, tanto che, assicura, non si è lasciata sopraffare alla notizia di non essere stata nominata per i Tony, il più importante riconoscimento per gli attori teatrali.

Non sono morta! Non sono malata. Sto bene. È un premio. Due anni fa, mi sarei sentita molto diversa. Ma indovina un po’? Non ti danno un calcio nel sedere per cacciarti da Broadway solo per un premio. Ero preparata a tutto. Sono così orgogliosa di quello che stiamo facendo. Abbiamo il sold out per il prossimo anno!

Ma il messaggio più importante che Patti lancia è soprattutto uno.

L’ansia è come una società segreta. Mi piacerebbe renderlo una società non-così-segreta.

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