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Curarsi con le piante funziona? Cosa dice la scienza riguardo la fitoterapia

La fitoterapia studia come impiegare le piante medicinali e i loro derivati nel trattamento di alcuni disturbi e nella prevenzione di alcune malattie. Ma cosa ne pensa la scienza?
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La fitoterapia si fonda sul principio Contraria contrariis curentur: curare i contrari con i contrari. Questa è la prima differenza con l’omeopatia, con cui spesso viene confusa, che invece si fonda sul principio Similia similibus curentur, cioè curare i disturbi con qualcosa di simile, provocando nel paziente un disturbo simile a quello che sta vivendo.

Inoltre, mentre i rimedi omeopatici contengono dosi infinitesimali di sostanze diluite, i fitoterapici sono medicinali aventi per principio attivo una sostanza vegetale trattata con processo estrattivo e meccanico (frantumazione, triturazione, polverizzazione, spremitura), mantenendone le proprietà benefiche terapeutiche. Infatti mentre i farmaci omeopatici non presentano effetti collaterali, i fitoterapici possono acuire alcuni disturbi e reagire con alcuni medicinali, per esempio l’azione combinata di aspirina e aglio (entrambi anticoagulanti) o di ansiolitici e ginseng (antagoniste).

Cos’è la fitoterapia?

La fitoterapia studia come impiegare le piante medicinali e i loro derivati nel trattamento di alcuni disturbi e nella prevenzione di alcune malattie. Secondo la definizione dell’OMS le fitomedicine sono: “i prodotti medicinali finiti, provvisti di etichetta, che contengono come principi attivi esclusivamente delle piante o delle associazioni di piante allo stato grezzo, sotto forma di preparati. Comprendono anche succhi, gomme, frazioni lipidiche, oli essenziali e tutte le altre sostanze di questo genere”. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha stimato che almeno l’80% della popolazione mondiale (circa 4 miliardi di persone) trova nelle piante la principale fonte terapeutica, un dato riportato anche dalla Società Italiana di Fitoterapia.

L’usanza di sfruttare le piante medicinali a a uso farmacologico nasce nel Medioevo (benché ci siano dei riferimenti in testi orientali di ben 5000 anni fa), quando si era soliti affidarsi a esse per trattare diversi disturbi e aiutare i malati a trarre sollievo, ma anche per prevenire i fastidi e mantenere il corpo in salute. I segreti delle piante e i loro benefici venivano trasmessi di generazione in generazione come un vero e proprio sapere. E infatti quelle nozioni sono arrivate fino ai giorni nostri e soprattutto di recente si è assistito a un’attenzione crescente per il naturale. Da qui, una rinnovata sensibilizzazione nei confronti della fitoterapia.

Fitoterapia e le proprietà delle piante

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Fonte: iStock

Affidarsi all’auto diagnosi e all’auto medicazione può essere dannoso, anche nel caso della fitoterapia, perché anche le piante possono nascondere degli effetti collaterali indesiderati. Meglio affidarsi a una persona competente in materia per non commettere errori e peggiorare la situazione, facendo affidamento su concezioni personali o informazioni poco fondate, prive di fondamento scientifico, che non porterebbero a nessun risultato.

Anche per questo motivo e in nome di un’informazione responsabile, l’OMS ha realizzato una serie di monografie delle piante, sulla base di informazioni scientifiche attendibili, per veicolare nozioni autorevoli in materia e potersi informare correttamente su questo filone. Si tratta di pubblicazioni a cui hanno collaborato diversi stimati Professori: un comitato consultivo si è riunito a Pechino per selezionare le piante da trattare nei volumi, per illustrarne controindicazioni, composizione chimica e proprietà. Per esempio:

  • l’aloe è consigliata nel trattamento di dermatiti, ulcere peptiche, infezioni fungine, ma è anche uno stimolante della motilità del colon, contenendo lassativi stimolanti, che se assunti in sovradosaggio possono portare anche spasmi, crampi, coliche e vomito;
  • la camomilla può essere assunta per inalazione, uso interno o uso esterno, rispettivamente per: il trattamento delle irritazioni del tratto respiratorio, il trattamento di disturbi digestivi e infiammazioni di pelle, bocca, gengive e mucose;
  • la cipolla viene utilizzata soprattutto nel trattamento di infezioni batteriche, ma anche nella prevenzione delle alterazioni vascolari senili e dei casi di inappetenza. Il potere afrodisiaco non è avvalorato da dati sperimentali o clinici;
  • il timo è un antinfiammatorio delle vie urinarie e respiratorie, ha potere balsamico e fluidificante in caso di bronchite e raffreddore. L’olio essenziale che se ne ricava è utilizzato nella composizione di unguenti, sciroppi e preparazioni per inalazioni.

Fitoterapia: cosa dice la scienza?

Negli Stati Uniti e nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea la fitoterapia viene considerata un ramo della medicina alternativa e complementare, perché utilizza gli stessi principi della medicina convenzionale per identificare e trattare le patologie, impiegando però solo rimedi di origine vegetale.

A differenza dei  prodotti di erboristeria e delle erbe semplici, la moderna medicina riconosce i medicinali fitoterapici veri e propri. Come spiega il Ministero della Salute, sono stati ufficialmente approvati dall’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, che ne ha verificato sicurezza, qualità ed efficacia e sono venduti esclusivamente nelle farmacie, alcuni con presentazione di ricetta medica e altri senza obbligo di prescrizione o come medicinali da banco.

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