La tazzina di caffè, per noi italiani, non è solo un’abitudine: è un rito. “Vedete quanto ci vuole poco per rendere felice un uomo” diceva il grande Eduardo De Filippo nel monologo dedicato proprio al caffè nella sua commedia Questi fantasmi. Difficile rinunciare a quelle due dita di pura energia, che accompagnano colazione, pause dal lavoro e concludono pranzi e cene.

Alcuni medici sostengono che l’abitudine di bere una tazza al giorno apporti diversi benefici al nostro corpo. Lo spiega anche un articolo di qualche tempo fa della Harvard Health Publishing: la caffeina potrebbe addirittura ridurre il rischio per malattie cardiovascolari, cirrosi, cancro e diabete di tipo 2, sebbene non ci siano sufficienti studi per dimostrarlo. Deve però trattarsi di consumo moderato e a temperature non troppo alte.

Se numerosi studi continuano a elencare gli effetti positivi del caffè, c’è infatti anche chi lo considera una forma di dipendenza vera e propria. Come raccontato da TIME tempo fa, l’associazione degli psichiatrici americani ha persino inserito l’intossicazione da caffeina nel DSM (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Chi ne assume più di 250 g al giorno, corrispondenti a circa tre tazze, potrebbe sperimentare sensazioni lievi di insonnia, diuresi, agitazione e disturbi gastrointestinali.

A destare preoccupazione sono però le bevande energetiche, con contenuti di caffeina molto elevanti, a cui si aggiungono taurina e altre sostanze stimolanti. Secondo uno studio dell’EFSA (European Food Safety Authority), il consumo degli energy drink è preoccupante soprattutto nei giovanissimi della fascia d’età tra i 10 e i 18 anni. Il 68% degli intervistati beve abitualmente questo tipo di bevande, con un 12% di consumatori cronici, che ne bevono mediamente 7 litri al mese.

Ma cosa accade al corpo quando non riceve più caffeina? Ecco alcuni effetti comuni.

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Oscillazioni di peso

Smettere di bere caffè potrebbe avere due effetti completamente opposti. Chi è abituato a berlo zuccherato, con aggiunta di latte o crema, potrebbe dimagrire: rinunciare alle due o tre tazzine al giorno significherebbe infatti anche assumere molte meno calorie a cui normalmente non si bada molto. Tuttavia, il caffè agisce anche come inibitore dell’appetito e in molti casi viene bevuto per “spezzare la fame”. In questo caso la rinuncia potrebbe portare a un aumento di peso.

Cambiamento della qualità del sonno

 

Per chi è abituato a bere caffè per mantenersi vigile e attivo, anche di sera, il cambiamento più evidente potrebbe essere nella qualità del sonno. Secondo alcune ricerche, dire addio alla caffeina potrebbe aiutare a evitare i microrisvegli notturni e migliorare in generale la qualità del sonno, che incide moltissimo sul benessere generale. L’effetto potrebbe essere evidente fin dal primo giorno: provate a fare una prova.

Meno dolore al seno e cambiamento del ciclo mestruale

Secondo uno studio medico dell’istituto medico americano Mayo Clinic, la caffeina non provoca cisti mammarie, ma smettere di assumerla avrebbe un effetto positivo sui dolori e sulle tensioni al seno comuni nelle persone che soffrono di questa patologia. Un’altra ricerca indica invece un possibile effetto anche sul ciclo mestruale, che senza caffeina potrebbe essere più lungo e meno regolare. Altri medici stanno indagando l’impatto su ormoni, fertilità e menopausa, ma al momento si tratta solo di suggestioni e ipotesi.

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Più calma, ma meno concentrazione

 

Trattandosi di una sostanza stimolante, la caffeina aiuta a focalizzarsi su quello che dobbiamo fare, soprattutto nello studio e nel lavoro. Senza le abituali tazzine di caffè si potrebbe quindi sperimentare un senso di spossatezza e mancanza di concentrazione. Tuttavia, allo stesso tempo inizierebbe a calare la quantità adrenalina nel corpo, con un generale effetto calmante.

Mal di testa

Chi rinuncia alle sue dosi quotidiane di caffè oppure energy drink potrebbe sperimentare un leggero mal di testa, accompagnato da sbalzi d’umore, irritabilità e capogiri. Si tratta però di una condizione non frequente e momentanea, dovuta al cambiamento di abitudini e a questa sorta di “disintossicazione” da caffeina.

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