Come praticare la gratitudine per vivere meglio
Se ci abituassimo a riconoscere le cose di cui essere grati, invece di pensare solo a ciò che ci manca o che vorremmo, vivremmo meglio? La risposta è sì, praticare la gratitudine aiuta a stare bene.

Se ci abituassimo a riconoscere le cose di cui essere grati, invece di pensare solo a ciò che ci manca o che vorremmo, vivremmo meglio? La risposta è sì, praticare la gratitudine aiuta a stare bene.

Praticare la gratitudine comporta diversi vantaggi per la salute psico-fisica, supportati anche da evidenze scientifiche. Secondo quanto riportato in The Science of Gratitude di Suzanne K. Powell, praticare quotidianamente la gratitudine può ridurre molto i livelli di stress e i disturbi che esso comporta, come insonnia, tensioni muscolari e problemi gastrointestinali. Serve inoltre a migliorare l’umore, diminuendo episodi di ansia, esaurimento, depressione e stanchezza emotiva.
Un altro importante vantaggio della pratica della gratitudine è l’aumento dell’autostima perché espone lo sguardo alle proprie qualità come persona e alle proprie capacità, che possono essere importanti per se stessi e nei confronti degli altri. In generale dona una visione migliore del mondo, con sensazioni più positive e felici. Un toccasana per sentirsi e per stare meglio, avere più vitalità, più entusiasmo e più coraggio per affrontare anche le cose negative e i problemi, che non spariscono con la gratitudine, ma si ridimensionano.
Nel caso di lutti o difficoltà importanti, sapere come praticare la gratitudine non aiuta direttamente a risolverli, ma è un supporto emotivo non indifferente. Perché rende consapevoli delle risorse che si possono recuperare dalla propria vita, da se stessi e dagli altri, per affrontare le difficoltà e sopravvivere. Praticare gratitudine è quindi un esercizio prezioso, che stimola la mente, e ci insegna un nuovo modo di vivere meglio, in maniera più positiva e nella giusta propositiva.

Abbiamo visto perché è importante praticare la gratitudine, che può diventare una vera e propria terapia, ma come si può fare? Partendo dal presupposto che sia una cosa naturale dell’uomo, per coltivare gentilezza con se stessi e nei confronti degli altri esistono degli esercizi e modi per farlo al meglio. Soprattutto per chi vuole iniziare, e non sa come praticare la gratitudine.
Uno dei migliori mezzi per imparare come praticare la gratitudine è quello di tenere un diario. Cos’è e come funziona un diario della gratitudine? Si tratta semplicemente di annotare con frequenza regolare, ad esempio quotidianamente intorno alla stessa ora, su un quaderno, una lista di cose, persone o fatti che sono stati apprezzati durante quel giorno (o anche settimana, se si vuole una cadenza più lunga). Il fatto stesso di scrivere aiuta ad organizzare i pensieri, un po’ come fa un bullet journal per i programmi della settimana.
Riuscire a fermarsi e dedicare qualche minuto a notare aspetti positivi allena il cervello a sviluppare maggiore recettività di ciò che capita intorno di positivo, nel momento in cui accade, cambiando così la prospettiva. Inoltre, serve ad aumentare l’autoconsapevolezza, riconoscere i propri schemi di pensiero, che portano alla negatività piuttosto che alla positività. E così a riuscire ad individuare ciò che è davvero importante, comprendendo cosa coltivare e cosa cambiare, e valorizzando ciò che si possiede.
Soprattutto all’inizio, un esercizio che aiuta per praticare la gratitudine è quello di scrivere una lettera a una persona reale che ha rappresentato o fatto qualcosa per cui ci si sente grati. Non è necessario spedirla, il solo atto di scriverla ha effetti benefici. La lettera deve essere rivolta a quella persona, e deve descrivere in maniera dettagliata sia l’evento per cui si sta ringraziando, sia il motivo per cui si è grati e come ci si sente al ricordo del gesto.
La lettera di gratitudine servirebbe a favorire un senso di connessione e vicinanza emotiva, oltre a migliorare i rapporti sociali, visti come un aspetto positivo e di supporto nella vita. Se la lettera viene letta dal destinatario, inoltre, si innescano reazioni e sensazioni positive da entrambe le parti della relazione.
Un’altra pratica efficace consiste nell’allenare quotidianamente lo sguardo verso la gratitudine, imparando ad apprezzare le piccole cose che spesso si danno per scontate, anche quelle che sembrano le più banali, come poter abbracciare qualcuno o sentire il calore del sole sulla pelle.
Per sviluppare questo atteggiamento è utile fermarsi ogni tanto, utilizzare pratiche di respirazione consapevole e mindfulness, e prestare attenzione a ciò che ci circonda, riconoscendo le persone, le comodità e le opportunità presenti nella propria vita.
Ci si può chiedere di cosa si è grati in quel momento e riflettere su come ci si sentirebbe senza determinati aiuti o benefici. È importante anche osservare le emozioni e le sensazioni che la gratitudine suscita, per comprendere come influisce sul proprio benessere, sui comportamenti e sulle relazioni con gli altri.
Spesso siamo molto più bravi a vedere le cose belle che hanno gli altri, che a noi mancano, o che invidiamo loro. Per questo, può aiutare a vedere per cosa dobbiamo ringraziare, è d’aiuto condividere con qualcuno la gratitudine. Sentire dagli altri cosa abbiamo intorno a noi di cui possiamo essere grati, aiuta a renderlo più evidente anche a noi stessi.
Inoltre, può aiutare condividere con qualcuno vicino le stesse fortune, ad esempio con il partner la gratitudine per la presenza reciproca, con un collega la gratitudine di poter vivere insieme le gioie e i dolori del lavoro, e così via.
Può essere una frase fatta, ma è comunque vera, specialmente in questo caso. Infatti, si può aprire lo sguardo verso la gratitudine imparando a comprendere la sofferenza. È normale provare rabbia, paura, sentimenti negativi nei confronti di qualcosa che ci ha fatto soffrire, ma si può provare a vedere, con il tempo, anche cosa quel momento ha rappresentato per la propria crescita. Se la sofferenza abbia portato a un insegnamento, a un miglioramento personale, e in quale aspetto. E soprattutto, sperimentare il dolore, aiuta a riconoscere le cose positive della vita e a provare gratitudine.
Il linguaggio è un aspetto molto potente della nostra quotidianità: anche se non sembra, come scegliamo le parole e ciò che diciamo, influisce il nostro pensiero, oltre ad esprimerlo. Se noi pensiamo e parliamo in maniera negativa di tutto ciò che ci succede, siamo portati a vedere tutto in modo peggiore. Se invece impariamo a modificare il nostro linguaggio, improntandolo al positivo, anche nella scelta dei termini e del tono della nostra conversazione, possiamo imparare a vedere la nostra vita come qualcosa di cui essere grati.
La gratitudine, che si veda come valore della disciplina orientale, o come pratica per vivere meglio, è una tematica ricorrente, anche in letteratura. Per imparare come praticare la gratitudine esistono diversi libri. Noi ne abbiamo selezionati 4, disponibili in italiano o in lingua originale.
Oscar Di Montigny ha scritto il saggio Gratitudine. La rivoluzione necessaria, in cui si espone la necessità di tornare a mettere l’umanità al centro della società. Per farlo, insegna come affrontare le sfide e i problemi attuali attraverso gratitudine, responsabilità e sostenibilità.
La gratitudine può diventare, nella sua visione del mondo, una bussola, una guida che porta a due concetti rivoluzionari: la “coopetition”, l’unione tra competizione e cooperazione, e l’innovability, che combina innovazione e sostenibilità.
L’obiettivo è costruire un’economia più equilibrata, inclusiva e rispettosa dell’ambiente, e per farlo dobbiamo pensare e agire con consapevolezza e gratitudine.
Un libro che scalda il cuore, un bellissimo omaggio alla quotidianità e ai gesti genuini. Il potere della gratitudine nasce dal programma radiofonico Obiettivo salute di Radio24, condotto da Nicoletta Carboni, che invita gli ascoltatori a condividere piccole storie di gratitudine. I racconti ispirano l’autore di best seller Andrea Vitali a mostrare come la gratitudine genera altra gratitudine e contribuisce a farci vivere meglio.
Attraverso racconti personali e contributi scientifici del professor Piero Barbanti, per le neuroscienze, e della professoressa Guendalina Graffigna, per la psicologia, il libro esplora l’importanza della gratitudine per il benessere individuale. Dimostrando come questa pratica possa migliorare la vita quotidiana, aiutarci ad apprezzare le piccole cose, cambiare prospettiva, lavorare meglio e sentirci più felici.
Per fare pratica e imparare a usare la gratitudine per vivere meglio, nel saggio Master your emotions di Thibaut Maurisse viene spiegato un vero e proprio programma a step, 31 esercizi e strategie utili, che insegna a riconoscere, comprendere e gestire le emozioni negative, trasformando i pensieri negativi limitanti in opportunità di miglioramento, sviluppando una mentalità più positiva. L’autore inoltre racconta la propria esperienza di cambiamento per dimostrare come il lavoro su se stessi possa favorire la fiducia, la felicità e la crescita personale.
Attraverso il progetto The Resilience Project, Hugh van Cuylenburg, un insegnante australiano, condivide le sue scoperte per aiutare le persone a sviluppare la resilienza e ad affrontare le difficoltà quotidiane. Durante un’esperienza di volontariato in India, si rende conto di come i bambini, nonostante le loro condizioni di vita difficili, avessero un pensiero positivo e resiliente.
L’obiettivo del libro è fornire strumenti pratici, attraverso un approccio coinvolgente e ricco di umorismo, per vivere una vita più felice e soddisfacente, tramite tre elementi fondamentali per il benessere: gratitudine, empatia e consapevolezza del presente (mindfulness).

Amante della lettura, della musica e serie tv addicted, aspiro a diventare scrittrice di romanzi. Nel frattempo coltivo la mia passione scrivendo articoli su ciò che più mi piace: benessere, enogastronomia, cultura e attualità.