
Dumbphone per la salute mentale (e non solo): cos'è e perché sceglierlo
Disconnessione, digital detox, ritorno alla vita senza social, ecco perché avere un dumbphone può essere la scelta di benessere migliore che si possa fare

Disconnessione, digital detox, ritorno alla vita senza social, ecco perché avere un dumbphone può essere la scelta di benessere migliore che si possa fare

Un device che permette di esserci nel limite del possibile, di contattare ed essere contatti ma senza avere una connessione costante ai social. Un telefono che, a differenza e al contrario degli smartphone, invita a rallentare e che, con un ritorno al passato, permette unicamente di chiamare o mandare qualche messaggio, senza app inutili o poco utili al bisogno di disintossicarsi dalla tecnologia.
Se è vero che nell’era della connessione totale essere offline è diventato il vero lusso, avere un dumbphone è il compromesso perfetto tra lo stare connessi il minimo necessario, privilegiando il desiderio di restare fuori dalla rete e dalle sue dinamiche.
Si tratta, infatti, di un telefono “vecchio stile”, un modello che richiama in tutto e per tutto i telefoni cellulari prima dell’invenzione degli smartphone, delle app e dei social. Un telefono portatile con i tasti, che permette unicamente di chiamare e ricevere chiamate, di inviare e ricevere messaggi, come si faceva una volta, con un design e funzionalità minimal, essenziali. Ma che possono includere anche una telecamera, per consentire a chi lo utilizza di disconnettersi si, ma senza rinunciare a qualche foto o video da registrare per se stesso.

Dei telefoni cellulari a diretta ispirazione anni ’90, che si trovano facilmente, che si riconoscono per la loro tastiera analogica e che hanno un prezzo solitamente sotto i cento euro. Dei device che eliminano i principali veicoli di distrazione e connessione costante presenti sugli smartphone attuali, senza Whatsapp, Instagram, Facebook o TikTok, e senza la possibilità di vedersi on line.
Insomma, dei telefoni che fanno solo quello che devono, permettendo una disconnessione e un digital detoxreale. Scopo dei dumbphones, infatti, è quello di riportare la persona alla vita reale, almeno per il tempo desiderato, con la possibilità ovvia di chiamare e di mandare messaggi quando e se necessario, di usare sveglia o la calcolatrice e magari di giocare anche a Snake, un videogioco integrato nel telefono perfetto per non annoiarsi durante le pause. Ma senza entrare nel circolo vizioso dello scroll a cui tutti, chi più chi meno, siamo soliti cedere, e che provoca molti più danni di quanto si possa pensare, delle email e della risposta e delle richieste ASAP, anche quando si è in vacanza, del gaming o della geolocalizzazione costante.
Ed è proprio questa la principale differenza tra dumbphone e smartphone, la possibilità o impossibilità di connessione e di conseguenza l’altrettanta possibilità di restare fuori da una macchina di insoddisfazione collaudata che ci vuole tutti presenti, performanti e al massimo, in prima linea su tutto, palestrati, vestiti in modo cool e felici.
Dei device che permettono di staccarsi dall’essere presenti e connessi sempre, abbandonando i social per un po’, e che danno la possibilità di non esserci, di non cadere nel circolo vizioso degli scroll su Instagram, del postare foto, reel o stories ovunque si è e qualsiasi cosa si faccia, lasciando la possibilità di viversi il momento e di non farlo sapere a tutti. Soprattutto quando diventa difficile scegliere di farlo consapevolmente perché incastrati nel meccanismo della condivisione costante.

Insomma, il dumbphone è il telefono perfetto per chi vuole prendersi una pausa, per desiderio o necessità, dalla connessione h24 e dalla frenesia digitale. Un cellulare che permette di recuperare il tempo che si perde sulle app o sui social e di riconnettersi con la vita vera, reale e con una serenità fatta di momenti vissuti, di contatti concreti, di incontri vis a vis o di momenti in cui resettare davvero e restare con se stessi, ma veramente.
Un dispositivo che promuove e riporta a un modo sano di vivere il telefono, pensato per chiunque voglia tornare alla semplicità di uno strumento che serve per essere usato all’occorrenza e non che ci usi o crei una dipendenza tossica, senza rinunciare ad avere un device performante e che dura per giorni, ma con la sicurezza di non diventare schiavi, riducendo al massimo ogni stress e distrazione legata al suo utilizzo e riportandoci a una dimensione molto più umana che artificiale.

Vivo seguendo il mantra "se puoi sognarlo puoi farlo". Sono una libera professionista della vita. Una porta verde, una poltrona rossa e una vasca da bagno sono le mie certezze, tutto il resto lo improvviso.
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