Vivere il presente: il segreto della felicità è nel qui e ora

Carpe diem, scriveva Orazio nelle sue Odi. Ma come si fa a vivere il presente in un presente così precario, violento e minacciato da catastrofi umane e naturali? Scopriamolo insieme.

Carpe diem, scriveva Orazio nelle sue Odi. Un invito a vivere il presente e ad “afferrare il giorno” che i latini ci impartiscono da secoli, al fine di godere delle bellezze offerte dalla vita ogni singolo giorno e apprezzare ciò che si ha. Soprattutto perché, come direbbe, invece, Lorenzo de’ Medici, “del doman non v’è certezza”. Ma come si fa, in un presente così precario, violento e minacciato da catastrofi umane e naturali? Scopriamolo insieme.

Vivere il presente rende felici: lo dice la scienza

Le persone trascorrono quasi il 47% delle ore di veglia a pensare a ciò che non sta accadendo. Parola di due scienziati di Harvard, Matthew A. Killingsworth e Daniel T. Gilbert, che nel 2010 hanno pubblicato su Science uno studio che ha avuto un impatto significativo sul nostro modo di concepire la felicità.

Come precisano i due studiosi, infatti:

La mente umana è una mente errante, e una mente errante è una mente infelice. La capacità di pensare a ciò che non sta accadendo è una conquista cognitiva che ha un costo emotivo. La tendenza a divagare con la mente sembra essere onnipresente in tutte le attività. Questo studio dimostra che la nostra vita mentale è pervasa, in misura notevole, dal non presente.

Nello specifico, Killingsworth e Gilbert hanno utilizzato un’app speciale per iPhone dal nome Monitora la tua felicità per monitorare in tempo reale i pensieri di 2.250 partecipanti tra i 18 e gli 88 anni, raccogliendo circa 250.000 dati relativi alle riflessioni, alle emozioni e alle azioni dei soggetti coinvolti durante la loro vita quotidiana.

Il risultato, ahimè, non ci stupisce più di tanto: a differenza degli animali, gli uomini passano la maggior parte del tempo a rimuginare su eventi accaduti in passato o a preoccuparsi per episodi che potrebbero verificarsi in futuro. Allontanandosi, così, vertiginosamente al presente.

Ed è proprio questo vagabondaggio mentale a essere la causa, e non la conseguenza, dell’infelicità. Motivo per cui, spiegano i due psicologi:

Molte tradizioni filosofiche e religiose insegnano che la felicità si trova vivendo nel momento presente, e chi le pratica viene addestrato a resistere alla distrazione e a “essere qui e ora”. Queste tradizioni suggeriscono che una mente che vaga è una mente infelice.

Vivere il presente, tra psicologia e filosofia

La psicologia del qui e ora

Ma quindi, come si fa a vivere il presente? La psicologia contemporanea ha dato un nome preciso alla capacità di restare nel qui e ora: Mindfulness. Il pioniere e divulgatore della sua applicazione clinica è stato lo psicologo molecolare Jon Kabat-Zinn, ideatore del protocollo MBSR – Minduflness-Based Stress Reduction, sviluppato per affrontare stress, ansia, depressione e dolore cronico e acuire il benessere psico-fisico.

L’obiettivo è: stare in ciò che accade, senza giudicare, rifuggire o spegnere i nostri pensieri, bensì osservandoli, esattamente per quello che sono. Aspettando che passino, come delle nuvole in cielo sorrette dalle correnti d’aria. Una pratica o, meglio, un’abitudine che, se applicata con costanza quotidiana, migliora il sistema immunitario, regala emozioni positive, riduce lo stress e insegna a riconoscere e gestire le proprie emozioni, anche quelle più irruente.

La filosofia del vivere il presente

La capacità di assaporare il qui e ora, però, ha attirato anche l’attenzione della filosofia. Essa, infatti, non è una conquista della psicologia odierna, ma affonda le sue radici nell’antichità. Il buddhismo, per esempio, insegna da sempre che la sofferenza proviene dall’attaccamento morboso al passato e dall’ansia per il futuro, indicando nel presente l’unica via possibile per la liberazione.

Ancora, lo stoicismo greco-romano, con figure di spicco come Epitteto e Marco Aurelio, invitava a concentrarsi su come rispondiamo al momento presente. Nello specifico, Epitteto, tra i principali filosofi stoici romani, è noto per la sua teoria della libertà interiore e, in particolar modo, per la distinzione tra ciò che è sotto il nostro controllo – e su cui, quindi, abbiamo potere – e ciò che ci sfugge – sul quale, dunque, non ha senso focalizzarsi.

Come imparare a vivere il presente

Se la tua mente tende spesso a divagare e ad avere la valigia pronta per mete lontane, senza riuscire a godersi il presente, ecco alcune pratiche concrete per riportarla al qui e ora con gentilezza e lucidità:

  • respira consapevolmente: fare dei respiri diaframmatici profondi, trattenendo il fiato per qualche secondo tra un’inspirazione e un’espirazione, costituisce un ancoraggio immediato al momento che si sta vivendo;
  • usa i tuoi sensi: quando ci si accorge di essere distanti da sé e dalle azioni che si stanno svolgendo, fare piccole ricognizioni sensoriali aiuta a interrompere il loop di pensieri angoscianti. In questi casi, chiediti: cosa sento? Cosa vedo? Cosa avverto sul corpo? Quali odori percepisco? E cosa posso toccare intorno a me?
  • trasforma i gesti quotidiani in momenti di presenza: la Mindfulness si nasconde nei dettagli più piccoli, per cui anche la più “insignificante” azione giornaliera può trasformarsi in una pratica di consapevolezza per vivere il presente. Quando fai la doccia, per esempio, nota le sensazioni dell’acqua sulla pelle, oppure, quando passeggi, cammina portando l’attenzione al contatto dei piedi con il terreno. A volte, per tornare al presente, basta poco;
  • pratica 10 minuti di meditazione al giorno: anche pochi minuti di meditazione quotidiana possono farti approdare a un cambiamento radicale. Non servono grandi attrezzature o esperienza: è sufficiente un posto tranquillo, silenzio e focus. E la vita migliora;
  • riconosci il rimuginio, senza combatterlo: opporsi ai pensieri intrusivi non fa che rafforzarli. Quando la mente torna al passato o corre verso il futuro, al contrario, è necessario notare il suo “vagabondaggio”, senza giudicarlo o reprimerlo, e scegliere di tornare con consapevolezza al presente.
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